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Gruppo l'Espresso: nel primo sem. tengono le diffusioni ma la raccolta cala dell'8,5%

I ricavi netti consolidati del Gruppo ammontano a 419,8 mln di euro, in calo dell’8,2% rispetto al primo semestre del 2011. I ricavi pubblicitari sono pari a 251,1 mln di euro:  la stampa ha perso il 12,6% e la radio il 5%. Molto positiva, l’evoluzione della pubblicità su internet, in crescita del 13,2%.
Si è riunito oggi, 25 luglio, a Roma, presieduto da Carlo De Benedetti (nella foto), il Consiglio di Amministrazione di Gruppo Editoriale l’Espresso che ha approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2012.

Il deterioramento del quadro economico, caratterizzato da una fase decisamente recessiva e da forte incertezza sulle prospettive, si riflette pesantemente sul settore editoriale.

Gli investimenti pubblicitari sono in netta contrazione: nei primi cinque mesi del 2012 hanno registrato una flessione del 9,5% rispetto al corrispondente periodo del 2011 (dati Nielsen Media Research).

L’evoluzione è stata negativa per tutti i mezzi tradizionali: la stampa ha subito un calo del 13,6%, la televisione del 10% e la radio del 5,5%. Continua, invece, ad evolvere favorevolmente la raccolta su internet con un incremento del 10,6%.

Per quanto concerne più in particolare la stampa, quotidiani e periodici registrano flessioni equivalenti, -13,5% e -13,8% rispettivamente.

Quanto alle diffusioni, i dati ADS (media mobile a febbraio 2012, a perimetro omogeneo) mostrano una riduzione delle vendite in edicola del 5,3% per i quotidiani, del 6% per i settimanali e del 9,7% per i mensili.

I ricavi netti consolidati ammontano a 419,8 milioni di euro, in calo dell’8,2% rispetto al primo semestre del 2011 (457,4 milioni). Tale flessione è ascrivibile all’andamento dei prodotti collaterali, che era stato straordinariamente favorevole nel primo semestre del 2011, ed alla contrazione dei ricavi
pubblicitari, dovuta all’andamento del mercato.

I ricavi diffusionali, esclusi i prodotti collaterali, sono pari a 127,1 milioni di euro e mostrano una relativa tenuta rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (129,2 milioni), grazie anche al progressivo adeguamento dei prezzi di vendita dei quotidiani.

Sulla base degli ultimi dati ADS (maggio 2012) e Audipress (Indagine 2012/I), la Repubblica si conferma come primo quotidiano per vendite in edicola e come primo giornale d’informazione per numero di lettori giornalieri (3,5 milioni).

Sempre secondo le ultime rilevazioni Audipress, L’Espresso è al primo posto tra i magazine di attualità con 2,6 milioni di lettori, in crescita del 4,2% rispetto alla rilevazione precedente.

Infine, è stato completato a giugno 2012 il vasto programma di rinnovamento dei 18 quotidiani locali che oggi si presentano con una nuova grafica ed in full color e si avvalgono di un sistema editoriale totalmente integrato, stampa-web.

I ricavi pubblicitari, pari a 251,1 milioni di euro, hanno registrato una flessione dell’8,5% sul primo semestre del 2011, in un mercato in calo a maggio del 9,5%.

Per settore, le tendenze riflettono gli andamenti generali del mercato: la stampa ha perso il 12,6% e la radio il 5%. Molto positiva, invece, l’evoluzione della pubblicità su internet, in crescita del 13,2%, confermando, pure in un contesto generale decisamente sfavorevole, la brillante dinamica degli ultimi anni.

I ricavi dei prodotti opzionali ammontano a 25,6 milioni di euro, e registrano un calo significativo (-37,3%) rispetto al corrispondente periodo del 2011; ciò riflette, da un lato l’impatto sul comparto della generalizzata depressione dei consumi e, dall’altro, il particolare successo che aveva caratterizzato le
iniziative del primo semestre dello scorso anno.

I ricavi diversi, pari a 16 milioni di euro, sono aumentati di oltre il 20% rispetto ai primi sei mesi del 2011, grazie alla crescita dell’attività di affitto a terzi di banda digitale terrestre televisiva, nonché ai positivi sviluppi degli abbonamenti ai prodotti digitali.

I costi totali registrano una riduzione del 4,2% grazie principalmente ai nuovi piani di riduzione dell’organico e delle spese, posti in essere nel corso del 2011.

Il margine operativo lordo consolidato è pari a 60,8 milioni di euro, in diminuzione del 25,4% rispetto ai 81,5 milioni del primo semestre 2011. Circa metà di tale flessione è imputabile alla riduzione del margine dei prodotti collaterali e la parte restante deriva dalla attività stampa e radio, colpite dalla contrazione dei ricavi pubblicitari, mentre sono in miglioramento i risultati di internet e della televisione.

Il risultato operativo consolidato è pari a 42,1 milioni di euro, in diminuzione del 33,2% rispetto ai 63 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

Il risultato netto consolidato registra un utile di 21,2 milioni di euro, contro 31,5 milioni nel primo semestre del 2011.

La posizione finanziaria netta consolidata è pari, al 30 giugno 2012, a -147,1 milioni di euro, a fronte di -150,7 milioni di euro al 30 giugno 2011.

L'organico del Gruppo, inclusi i contratti a termine, ammonta a fine giugno a 2.632 dipendenti, in diminuzione di 41 unità rispetto al 31 dicembre 2011.
L’organico medio del periodo è inferiore del 4,8% rispetto al primo semestre del 2011.

Alla luce della situazione generale dell’economia e delle prospettive negative di breve e medio periodo, si può prevedere che le difficoltà registrate a livello settoriale nel primo semestre siano destinate a perdurare, in particolare per quanto concerne la raccolta pubblicitaria. Malgrado quanto precede, il Gruppo ha chiuso il primo semestre con un risultato significativamente positivo e conferma la previsione di un risultato positivo anche per l’intero esercizio, pur in sensibile riduzione rispetto al 2011.

Il carattere strutturale della crisi in atto richiede che il Gruppo sia nuovamente impegnato in interventi di salvaguardia della propria economicità, nel breve e medio termine.

SP