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Gubitosi: la Rai verso il modello privato, senza ispirarsi alla tv commerciale

Così il Dg della tv pubblica ha spiegato agli studenti del Politecnico di Milano, spiegando la rivoluzione in atto nel sistema operativo e gestionale della televisione di stato. Intanto la discussione del Piano Industriale 2013-2015 entra nel vivo con la prossima riunione del Cda Rai prevista per giovedì 19 aprile.
Intervenuto a 'Il futuro della comunicazione tra design e management', appuntamento organizzato dal Politecnico di Milano per il suo 150° anniversario, il direttore generale della Rai ha spiegato agli studenti presenti la rivoluzione avviata nella tv di Stato per adattarne i processi produttivi ai cambiamenti imposti dalla convergenza telecomunicazioni, media e intrattenimento in atto nel nostro Paese. 

Dopo 19 anni in Fiat e 6 in Wind, Luigi Gubitosi con il suo passaggio al settore pubblico, voluto da Monti, ha cercato di applicare, ove possibile, le logiche di gestione aziendale tipiche del industria privata. "Ho accettato di guidare la Rai perchè la ritengo un'esperienza stimolante e divertente seppure molto faticosa visto il condizionamento esercitato dalle forze politiche che negli anni passati non ne hanno permesso una gestione efficiente come quella che vorrei implementare ora, seguendo il modello organizzativo del settore privato" spiega il manager. "La Rai non può prescindere dal rapporto con la politica, l'importante è che sia un rapporto sano. Il mio obiettivo è lasciare un’azienda migliore di quella che ho trovato, che dal privato ha preso solo ispirazione relativamente alle logiche di audience della tv commerciale. La Rai non deve inseguire solo gli ascolti ma ricordarsi che è una tv al servizio del pubblico”.

Citando l'esempio della BBC, la nostra tv di Stato dovrebbe assolvere al triplice compito di educare, formare e intrattenere.

“Tra gli obiettivi da portare avanti, il processo di cambiamento transmediale - ha aggiunto - soprattutto per coinvolgere le nuove generazioni. La tv sarà sempre più interattiva. Stiamo infatti sperimentando nuove forme di fruizione e creazione dei contenuti editoriali fortemente legate alla rete. Allo studio una fiction il cui storytelling verrà prodotto dal pubblico in rete."

Anche l'informazione verrà fortemente condizionata da internet. Sarà centralizzata nella rete all news che avrà nel web il primo canale di trasmissione delle notizie.

Infine il Dg ha puntualizzato il ruolo prioritario, nelle strategie di viale Mazzini, della digitalizzazione dei processi produttivi della Rai che dovrebbe completarsi nel giro di tre anni. Come previsto dal Piano Industriale 2013-2015, approvato all'unanimità il 9 aprile (leggi news correlata), di nuovo all'ordine del giorno della riunione del Cda della Rai che si terrà giovedì 19 aprile.

Dopo l'approvazione dell'impianto generale martedì scorso all'unanimità, a partire da giovedì prossimo il cda scenderà nel dettaglio dei 12 'cantieri' previsti e metterà mano all'organizzazione dell'azienda. Il via libera al progetto del dg Luigi Gubitosi, che prevede la riduzione da 43 a 28 dei direttori che riportano direttamente a lui, è stato rinviato alle prossime sedute. Da definire anche la divisione in aree, una editoriale, una tecnica e una finanziaria, che supererà la divisione orizzontale, decisa dal precedente direttore generale Lorenza Lei.

Nei prossimi cda verranno analizzate, due o tre alla volta, le varie aree di intervento: pubblicità, ricavi commerciali, ottimizzazione palinsesto, sviluppo all news, rilancio radio, sviluppo web, modello e assetto produttivo, digitalizzazione, revisione processi, risorse umane, assetto immobiliare, efficacia ed efficienza acquisti. La pratica dovrebbe essere chiusa entro un mese.

Giovedì 19 aprile è attesa anche l'approvazione del bilancio 2012 che si chiuderà con i 200 milioni di perdite già annunciati, a cui saranno da aggiungere i 53 milioni messi da parte per il programma di prepensionamenti avviato dal dg, che al momento ha raccolto 400 adesioni contro un obiettivo di 600 uscite. Il piano punta a raggiungere il pareggio di bilancio già dall'anno prossimo, quando si presume che dalla pubblicità arrivino segnali di ripresa.

La raccolta nei primi mesi dell'anno, nonostante le nuove politiche di ribasso dei prezzi della concessionaria Sipra, continua a preoccupare, facendo segnare ribassi superiori al -15% rispetto all'anno passato. Solo nel 2015 il piano ipotizza un ritorno agli utili, anche grazie al progetto di riduzione dei costi, a partire da quelli esterni. L'idea di fondo è garantire un maggior coinvolgimento dei quattro centri di produzione della tv pubblica nella realizzazione di fiction, programmi e film, anche in collaborazione con le case di produzione.

Quanto ai costi del personale, si prevedono costanti nei primi due anni di piano e in lieve incremento nel 2015. Sul fronte degli investimenti si punta in particolare a modernizzare gli impianti, con l'obiettivo di digitalizzare la produzione entro il 2015.

In una situazione politica incerta, poi, il dg potrebbe dover mettere mano all'assetto di vertice dell'azienda. Tra i prepensionati figura infatti uno dei due vicedirettori generali, Gianfranco Comanducci, che ha deleghe importanti come quelle agli affari immobiliari e agli approvvigionamenti.

MF