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La nuova Repubblica: 'Un giornale per l’Italia del futuro'
Ha debuttato oggi in edicola la nuova Repubblica, rinnovata nella grafica e nei contenuti, con uno spazio maggiore ad approfondimento, inchieste e retroscena per spiegare cosa c’è dietro le notizie già riportate da web, social network e televisione. In questo numero il quotidiano con una foliazione di 75 pagine ospita l'intervista al ministro Padoan, un'inchiesta sul futuro di Forza Italia, il "viaggio" in un paese senza trentenni. E poi l'appello all'Europa di Barack Obama, il significato del vertice Italia-Usa (si parla di forniture di gas) e la storia dell'occultamento di una discarica mortale. "Un giornale nuovo per raccontare il paese che cambia e per essere vicino ad un paese che si rinnova" come aveva annunciato ieri il direttore Ezio Mauro in un video su RepubblicaTV (leggi news). Intanto su twitter c'è dibattito sul tema del cambiamento con l'hastag #RepubblicaCambia.
Oggi ha debuttato in edicola la nuova Repubblica, rinnovata nella grafica e nei contenuti, tanto che, come recita la copertina: 'E' un nuovo inizio'.
Cosa c'è di nuovo? Più spazio all’approfondimento, alle inchieste, ai retroscena “per far capire cosa c’è dietro le notizie che sono ormai declinate in tutte le sue forme, attraverso il web, i social network, la televisione”.
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In questo numero con una foliazione di 75 pagine, il quotidiano ospita l'intervista al ministro Padoan, un'inchiesta sul futuro di Forza Italia, il "viaggio" in un paese senza trentenni. E poi l'appello all'Europa di Barack Obama, cosa c'è dietro il vertice Italia-Usa (si parla di forniture di gas) e la storia dell'occultamento di una discarica mortale.
'Un giornale nuovo per raccontare il paese che cambia, un giornale che cambia per essere vicino ad un paese che si rinnova', come aveva annunciato ieri, 26 marzo, il direttore Ezio Mauro in un video su RepubblicaTV di cui abbiamo dato notizia (leggi news).
L'intento di Repubblica, spiegava Mauro, è quello di essere "un giornale più facile, chiaro, leggibile, uno strumento non solo di informazione ma di conoscenza, comprensione della realtà, con i fondamentali della giornata al posto giusto, ma con una riduzione delle notizie che già si conoscono perchè viste su internet, lette sui giornali, sentite alla tv, alla radio, e un nuovo spazio a inchieste, reportage, commenti, servizi speciali, corrispondenze di inviati in Italia e all'estero, mantenendo intatti i valori del giornale".
Insomma, il giornale prende atto della rivoluzione in corso nei media e diversifica l'informazione contando anche su una piattaforma che su carta conta 3 milioni di lettori al giorno certificati dall'audipress e sul web più di 2,5 mln di utenti unici giornalieri per repubblica.it.
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Ma perchè questo cambiamento? Lo spiega oggi lo stess Mauro nel suo editoriale dal titolo 'Un giornale per l'Italia del futuro' pubblicato sul quotidiano di oggi.
"Un giornale non deve soltanto raccontare un Paese ma cercare di interpretarlo nel suo sentimento più profondo, nelle sue esigenze collettive, nelle aspirazioni pubbliche. Soprattutto, un giornale non può rimanere fermo mentre intorno il mondo cambia, e il bisogno di rinnovamento coincide addirittura con la speranza di futuro.
Per questo Repubblica da oggi cambia volto, rimanendo fedele ai suoi valori di fondo, alla forza e all’ identità del suo giornalismo trasformato da Scalfari in community culturale quasi quarant’ anni fa. In questi anni il giornale si è trasformato spesso, semplicemente perché la realtà bussava ogni volta chiedendo nuove forme di espressione, un nuovo disegno capace di interpretarla nella sua ricchezza e nella complessità, uno sguardo diverso.
Repubblica ha in sé il dna dell’ innovazione — basti pensare alla rivoluzione del formato, alla nascita di R2, al primo sito giornalistico — e a questo codice rimane fedele anche oggi, quando la crisi che il Paese attraversa chiede riforme, novità, cambiamento.
La nuova Repubblica è il perno di un sistema giornalistico che produce notizie, idee e commenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Potendo contare sul più alto numero di lettori su carta (3 milioni) e sul web (2 milioni e mezzo di utenti unici per il sito) oggi quel sistema diversifica radicalmente l’ informazione. Il giornale infatti ridurrà le notizie che hanno dominato i siti per l’ intera giornata, che il lettore dunque già conosce e che fanno parte del “mercato comune” dell’ informazione: per costruire le sue pagine con servizi speciali, inchieste, reportage, storie, interviste, analisi e commenti, prodotti dalle grandi firme di Repubblica. È la prima volta che un grande quotidiano prende atto davvero e con orgoglio della doppia e parallela declinazione del suo giornalismo, sulla carta e sul sito, differenziando e potenziando entrambi nel loro specifico.
Un giornale più scelto, dunque, e che proprio per questa ragione abolisce per primo la “nota politica”, quel collage di dichiarazioni di leader e partiti e di interpretazioni della giornata che quasi mai si traduce in immagini concrete. Anche la politica verrà quindi spinta a cercare nuove forme di espressione, a scalare le gerarchie della giornata, a conquistarsi il suo spazio deputato a capotavola, a diventare oggetto di servizi speciali sul nuovo giornale, senza più aree riservate in partenza. Dovrà diventare fatto, cosa.
La nuova grafica, studiata dall’ art director Angelo Rinaldi, come sempre nella storia di Repubblica darà insieme forma e sostanza al cambiamento. Il risultato è un giornale più semplice, più chiaro, più leggibile, che non ha bisogno di artifici perché si dichiara al lettore per quel che è, e si affida alle sue firme e al suo giornalismo.
Un modo nuovo di raccontare un Paese che cambia: o che almeno vuole cambiare, a cominciare da Repubblica".
Com'è cambiato il quotidiano dal 1976 ad oggi? Interessante il racconto per immagini ospitato sia sul sito di Repubblica con un video nel quale si susseguono le prime pagine che hanno fatto la storia di Repubblica, sia sulla versione cartacea in edicola oggi.
E proprio attorno al tema del cambiamento il giornale, seguendo l'obiettivo di stimolare il dibattito e il confronto sui grandi temi, ha innescato una discussione su twitter con l'hastag #RepubblicaCambia, ccome racconta Ezio Mauro nel video della riunione di redazione ospitato su RepubblicaTV
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Infine, dal punto di vista degli investitori pubblicitari di questo numero del quotidiano, si nota una varietà di brand e di settori merceologici che spaziano dall'energia alle banche, dalle tlc alla Gdo, dal lusso al fashion alle auto. Sfogliando il giornale si nota ad esempio che Enel ha pianificato la campagna #guardiamoavanti con diversi formati anche a pagina intera. Tra gli altri investitori ci sono Tiffany & Co, Rolex, Finmeccanica, Unicredit, UnipolSai, Tim, Max Mara, Janet&Janet, Seventy, Tod's, Dolce&Gabbana, Conad, Peugeot, Ford, Fiat e molti altri.
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Cosa c'è di nuovo? Più spazio all’approfondimento, alle inchieste, ai retroscena “per far capire cosa c’è dietro le notizie che sono ormai declinate in tutte le sue forme, attraverso il web, i social network, la televisione”.
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In questo numero con una foliazione di 75 pagine, il quotidiano ospita l'intervista al ministro Padoan, un'inchiesta sul futuro di Forza Italia, il "viaggio" in un paese senza trentenni. E poi l'appello all'Europa di Barack Obama, cosa c'è dietro il vertice Italia-Usa (si parla di forniture di gas) e la storia dell'occultamento di una discarica mortale.
'Un giornale nuovo per raccontare il paese che cambia, un giornale che cambia per essere vicino ad un paese che si rinnova', come aveva annunciato ieri, 26 marzo, il direttore Ezio Mauro in un video su RepubblicaTV di cui abbiamo dato notizia (leggi news).
L'intento di Repubblica, spiegava Mauro, è quello di essere "un giornale più facile, chiaro, leggibile, uno strumento non solo di informazione ma di conoscenza, comprensione della realtà, con i fondamentali della giornata al posto giusto, ma con una riduzione delle notizie che già si conoscono perchè viste su internet, lette sui giornali, sentite alla tv, alla radio, e un nuovo spazio a inchieste, reportage, commenti, servizi speciali, corrispondenze di inviati in Italia e all'estero, mantenendo intatti i valori del giornale".
Insomma, il giornale prende atto della rivoluzione in corso nei media e diversifica l'informazione contando anche su una piattaforma che su carta conta 3 milioni di lettori al giorno certificati dall'audipress e sul web più di 2,5 mln di utenti unici giornalieri per repubblica.it.
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Ma perchè questo cambiamento? Lo spiega oggi lo stess Mauro nel suo editoriale dal titolo 'Un giornale per l'Italia del futuro' pubblicato sul quotidiano di oggi.
"Un giornale non deve soltanto raccontare un Paese ma cercare di interpretarlo nel suo sentimento più profondo, nelle sue esigenze collettive, nelle aspirazioni pubbliche. Soprattutto, un giornale non può rimanere fermo mentre intorno il mondo cambia, e il bisogno di rinnovamento coincide addirittura con la speranza di futuro.
Per questo Repubblica da oggi cambia volto, rimanendo fedele ai suoi valori di fondo, alla forza e all’ identità del suo giornalismo trasformato da Scalfari in community culturale quasi quarant’ anni fa. In questi anni il giornale si è trasformato spesso, semplicemente perché la realtà bussava ogni volta chiedendo nuove forme di espressione, un nuovo disegno capace di interpretarla nella sua ricchezza e nella complessità, uno sguardo diverso.
Repubblica ha in sé il dna dell’ innovazione — basti pensare alla rivoluzione del formato, alla nascita di R2, al primo sito giornalistico — e a questo codice rimane fedele anche oggi, quando la crisi che il Paese attraversa chiede riforme, novità, cambiamento.
La nuova Repubblica è il perno di un sistema giornalistico che produce notizie, idee e commenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Potendo contare sul più alto numero di lettori su carta (3 milioni) e sul web (2 milioni e mezzo di utenti unici per il sito) oggi quel sistema diversifica radicalmente l’ informazione. Il giornale infatti ridurrà le notizie che hanno dominato i siti per l’ intera giornata, che il lettore dunque già conosce e che fanno parte del “mercato comune” dell’ informazione: per costruire le sue pagine con servizi speciali, inchieste, reportage, storie, interviste, analisi e commenti, prodotti dalle grandi firme di Repubblica. È la prima volta che un grande quotidiano prende atto davvero e con orgoglio della doppia e parallela declinazione del suo giornalismo, sulla carta e sul sito, differenziando e potenziando entrambi nel loro specifico.
Un giornale più scelto, dunque, e che proprio per questa ragione abolisce per primo la “nota politica”, quel collage di dichiarazioni di leader e partiti e di interpretazioni della giornata che quasi mai si traduce in immagini concrete. Anche la politica verrà quindi spinta a cercare nuove forme di espressione, a scalare le gerarchie della giornata, a conquistarsi il suo spazio deputato a capotavola, a diventare oggetto di servizi speciali sul nuovo giornale, senza più aree riservate in partenza. Dovrà diventare fatto, cosa.
La nuova grafica, studiata dall’ art director Angelo Rinaldi, come sempre nella storia di Repubblica darà insieme forma e sostanza al cambiamento. Il risultato è un giornale più semplice, più chiaro, più leggibile, che non ha bisogno di artifici perché si dichiara al lettore per quel che è, e si affida alle sue firme e al suo giornalismo.
Un modo nuovo di raccontare un Paese che cambia: o che almeno vuole cambiare, a cominciare da Repubblica".
Com'è cambiato il quotidiano dal 1976 ad oggi? Interessante il racconto per immagini ospitato sia sul sito di Repubblica con un video nel quale si susseguono le prime pagine che hanno fatto la storia di Repubblica, sia sulla versione cartacea in edicola oggi.
E proprio attorno al tema del cambiamento il giornale, seguendo l'obiettivo di stimolare il dibattito e il confronto sui grandi temi, ha innescato una discussione su twitter con l'hastag #RepubblicaCambia, ccome racconta Ezio Mauro nel video della riunione di redazione ospitato su RepubblicaTV
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Infine, dal punto di vista degli investitori pubblicitari di questo numero del quotidiano, si nota una varietà di brand e di settori merceologici che spaziano dall'energia alle banche, dalle tlc alla Gdo, dal lusso al fashion alle auto. Sfogliando il giornale si nota ad esempio che Enel ha pianificato la campagna #guardiamoavanti con diversi formati anche a pagina intera. Tra gli altri investitori ci sono Tiffany & Co, Rolex, Finmeccanica, Unicredit, UnipolSai, Tim, Max Mara, Janet&Janet, Seventy, Tod's, Dolce&Gabbana, Conad, Peugeot, Ford, Fiat e molti altri.
EC

