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Mediaset: programmi multimediali e 2 mld in contenuti nel 2012. Raccolta web a +30%

Una stagione, quella autunnale, in grado per i vertici del gruppo di mantenere la promessa editoriale di una programmazione di qualità a garanzia della soddisfazione di pubblico e investitori nonostante un mercato pubblicitario che attraversa ''un calo mai visto prima'' secondo Piersilvio Berlusconi che ribadisce l'impegno del Gruppo a guardare oltre la crisi continuando la politica di investimenti, in Italia pari a 1,5 mld nel 2012. Sul fronte pubblicitario confermato anche per il semestre il trend negativo del primo quarter pari a -10,2%. Crescita a doppia cifra per la raccolta sul web.

Gli Europei di calcio in esclusiva alla Rai in Italia non hanno impedito a Piersilvio Berlusconi di godersi la finale tra Spagna e Italia sulle reti Mediaset. Telecinco ha infatti trasmesso il match realizzando più dell'80% di ascolto, un record per la tv spagnola del Gruppo di Cologno Monzese. Così il vicepresidente Mediaset ha risposto alla provocazione di Gerry Scotti, che ha condotto la serata di presentazione dei palinsesti autunnali del Biscione.

Una stagione, la prossima, in grado per i vertici del gruppo di mantenere la promessa editoriale di una programmazione di qualità a garanzia della soddisfazione di pubblico e investitori nonostante un mercato pubblicitario che attraversa ''un calo mai visto prima'' secondo Piersilvio Berlusconi, che aggiunge: "l'attuale contesto in cui ci troviamo ad operare legittima e impone una politica di disinvestimenti in nome della sopravvivenza a scapito del prodotto editoriale offerto."

"La situazione è durissima per tutti," continua il vicepresidente "ma è proprio nei momenti di crisi che dobbiamo fare impresa continuando ad avere fiducia nel mercato e guardando oltre le difficoltà di un singolo trimestre o l'andamento altalenante della borsa. Questa è la strada giusta che Mediaset ha intrapreso, con vero spirito imprenditoriale, investendo nel 2012 2 miliardi di euro in programmi e contenuti televisivi, di cui 1,5 miliardi in Italia. La necessaria manovra di efficienza che abbiamo studiato ci permetterà di ridurre i costi di 250 milioni di euro in tre anni senza intaccare la qualità delle nostre programmazioni, permettendoci di mantenere la leadership sul pubblico più pregiato. Sul target 15-34 anni infatti le reti Mediaset garantiscono il 45% di share verso il 23,3% della Rai, ed è stato recentemente realizzato anche un incremento superiore al 4,6% degli spettatori oltre i 64 anni. Ogni sera Mediaset garantisce in media il 50% dei break (10% per la Rai) con un ascolto superiore ai 3 milioni di telespettatori sul target commerciale. E per continuare ad offrire agli investitori coperture senza confronto, stiamo ultimando, in linea con la rivoluzione digitale in atto, un sistema multimediale unico nel nostro Paese."

Riconfermati in palinsesto i format di successo come 'C'è posta per te' o 'I Cesaroni', diverse le new entry nella programmazione autunnale del gruppo di Cologno Monzese: 4 nuovi programmi ("The Winner Is", "La grande magia", "Extreme Makeover" e "Grandi contro piccoli"), film in anteprima, tante fiction, l'evento live di Celentano, partite di Champions League e Europa League in esclusiva. (Sui palinsesti autunnali leggi news correlata)

La raccolta pubblicitaria del gruppo nei primi sei mesi è 'stabile', sulla base del trend negativo del primo trimestre dell'anno chiuso a -10,2%. E giugno non è certo stato un mese facile a livello pubblicitario per Mediaset, visto il maggiore orientamento degli investimenti verso eventi sportivi speciali come gli Europei di calcio trasmessi dalla Rai. Continua invece la crescita a doppia cifra dei ricavi pubblicitari derivanti dal web che nei primi 6 mesi dell'anno s'incrementano di più del 30%. Per quanto riguarda un possibile accordo con uno dei giganti del Web, Berlusconi jr ha spiegato di avere ricevuto l'interesse a farsi raccogliere pubblicità da parte di quasi tutti i colossi di Internet, ma non è chiaro se un contratto verrà chiuso entro fine anno o più avanti.

A margine della conferenza stampa, l'amministratore delegato di Mediaset, Giuliano Adreani, ha confermato le difficoltà del primo semestre intravedendo segnali positivi sull'inizio di luglio insieme ad un recupero atteso nella seconda parte dell'anno, ma una chiusura 2012 certamente negativa.

Non naviga in acque migliori la pay tv del Biscione che, nonostante il calo di abbonati, grazie a un calo maggiore da parte del concorrente Sky,  sta guadagnando quote di mercato e ha ricevuto segnali di interesse da alcune grandi aziende straniere ma "nessuna trattativa a riguardo è in corso" ha precisato Piersilvio, che vede Mediaset Premium come "un'attività strategica in termini difensivi in un mercato altrimenti monopolista", nonostante i 270 milioni di perdite accumulate dal 2005 e il rinvio al 2014 del pareggio operativo (atteso per il 2011). Il ritardo di uno o due anni nel break even è condizione normale in tempi di crisi e Mediaset Premium rimane per il vicepresidente una valida alternativa a Sky in ambito di tv a pagamento. A fine giugno erano circa 3,4 milioni le tessere Premium attive (2,2 mln quelle utilizzate) di cui 2 milioni circa in abbonamento. 

Segnali negativi che non fermano la spinta propulsiva del gruppo editoriale impegnato in una strategia di medio-lungo periodo che prepari le basi per affrontare al meglio il futuro del mercato televisivo. Un contesto in profonda trasformazione che vede la tv generalista in molti paesi europei superata dalla proliferazione di canali digitali e satellitari. Non è il caso del nostro Paese che vede la tv generalista ancora al centro dell'universo mediatico. Motivo principale per cui i broadcaster italiani devono investire sulla qualità dei contenuti offerti e sullo sviluppo degli stessi trasversalmente ai diversi device che la rivoluzione digitale ha portato in scena.
 
In quest'ottica Mediaset si sta muovendo per la costruzione di un sistema di comunicazione multimediale completo a disposizione delle imprese, con contenuti predisposti alla differente declinazione sulle varie piattaforme. Così tramite uno stesso brand editoriale che parte sulla tv generalista si possono andare ad intercettare sugli altri mezzi i target più difficili da raggiungere come quello dei giovani, a cui la politica di Mediaset sta ponendo sempre maggiore attenzione. Ne è un esempio il talent di successo 'Amici', per il quale sono in fase di studio nuovi contenuti originali solo per il web.

Maria Ferrucci