UPDATE:
NC Digital Awards 2026, IMA - Influencer Marketing Awards e Social Media Awards: oggi, 7 ottobre, segui i talk e le tavole rotonde sul tema 'Reshape the future, feel the digital'. Diretta streaming dalle 14.30 sul sito di ADC GroupThe Truth About Global Brands: McCann presenta la ricerca sulle sfide della "doubt economy". Lanzarotti: «In un contesto incerto serve fiducia. Per gestire i marchi contano le affinità culturali, non la geografia»Salone del Mobile.Milano 2027, il design guarda al business: debutta il Salone Contract e torna il Salone RaritasVenezia Sounds con il supporto di Vela Spa animerà l'Arsenale con una line-up internazionale a sostegno della ricerca scientificaRed Bull 64 Bars Live 2026: a Taranto la quinta edizione con l'execution di AADV EntertainmentLondon International Awards 2026: LePub conquista 36 premi, tra cui due Grand LIA, per le campagne realizzate per Tecate, Heineken, Plenitude e DesperadosSara Buluggiu nominata Global Head of Advertising di Rainbow GroupDentsu: Il beauty, mercato da 13,1 mld in Italia, si afferma come una categoria matura e sofisticata, in cui brand e consumatori costruiscono relazioni più profonde attraverso esperienze, contenuti e punti di contatto lungo journey sempre più articolatiNuovo studio di Taboola: gli inserzionisti aumentano i budget per raggiungere nuove audience, ma l’81% non riesce a intercettarleB2B Digital Commerce & Experience: 316 miliardi di euro di ordini digitali (+14%). La prossima sfida è integrare commerce, dati e processi aziendali
Media

Mediaset replica ad Agcom: due anomalie nei richiami dellʼAutorità sulla par condicio

Lo squilibrio riguarda il nuovo "tempo di notizia" e non il tradizionale calcolo del "tempo di parola". Per il Biscione ci sarebbe disparità di trattamento tra radio-tv e web.

In merito ai richiami alla par condicio diramati dall’Agcom (leggi news), Mediaset (in foto il Vp e Ad Pier Silvio Berlusconi) segnala due anomalie. La prima: già il fatto che siano coinvolte nei presunti squilibri cinque diverse testate tv nazionali (più altre “varie emittenti”) significa che le norme si stanno rivelando di difficile interpretazione.

In secondo luogo, facciamo notare che le testate Mediaset sono le uniche tra le richiamate a non aver violato i limiti di “tempo di parola”, ovvero il tradizionale parametro con cui si è sempre calcolato lo spazio attribuito a ogni forza politica (dichiarazioni dirette di esponenti e candidati). I richiami a Mediaset riguardano invece una “new entry” nel campo della par condicio, il “tempo di notizia”, ovvero il tempo dedicato nei tg a titolare e a dare notizia delle posizioni o delle iniziative di questa o quella forza politica, la cui rilevanza giornalistica dipende dai fatti del giorno e dalla sensibilità professionale di ogni singola redazione.

Le parole del giornalista, inoltre,  non possono presumersi di per sè favorevoli al politico. Il presunto squilibrio calcolato nel richiamo riguarda oltretutto differenze di una manciata di secondi per ogni edizione, secondi che a buon senso non dovrebbero avere effetti sulle fortune dei diversi partiti. Ribadiamo quindi che, se il calcolo del “tempo di parola” è considerato un criterio oggettivo di valutazione, il computo cronometrico del “tempo di notizia” non può essere considerato in via automatica come favorevole a una forza politica oltre a non assicurare la libertà di commento e critica del giornalista e costituire quindi una forte compressione dell’informazione.

In ogni caso, a riprova della totale buona fede dell’emittente, Mediaset ha già inviato all’Agcom la scorsa settimana una richiesta di chiarimenti, rimasta ancora senza riscontro, per comprendere come orientare al meglio da qui in avanti il lavoro delle testate. Questo irrigidimento di Agcom avviene in un contesto iper regolato solo per Tv e radio e genera una profonda disparità di trattamento tra tv/radio e il web, il cui notevole impatto nell’orientamento politico è inversamente proporzionale alle norme in materia di par condicio.