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Passera blocca il beauty contest. Per Aeranti-Corallo un terzo delle frequenze alle tv locali
I sei multiplex che sarebbero dovuti essere assegnati gratuitamente saranno dunque messi all'asta per un valore di circa 1 miliardo e 200 milioni. Lo ha annunciato il Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico. Secondo Marco Rossignoli (Aeranti- Corallo): "almeno un terzo è la percentuale che, per legge, spetta alle tv locali nell’assegnazione delle frequenze."
Le ultime frequenze televisive non saranno regalate ai network ma saranno assegnate attraverso un'asta pubblica divise in pacchetti di frequenze. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, intervistato da Repubblica. Il ministro ha anticipato le intenzioni del Governo, che il 20 aprile prossimo avrebbe dovuto annunciare le sue decisioni dopo la “pausa di riflessione” che si era preso per esaminare la decisione dell'esecutivo precedente. I sei multiplex che sarebbero dovuti essere assegnati gratuitamente con il Beauty Contest saranno dunque messi all'asta per un valore di circa 1 miliardo e 200 milioni. ''La prossima asta - ha spiegato Passera a Repubblica - sarà fatta di pacchetti di frequenze con durate verosimilmente diverse''.
Ora sarà l'Agcom a stabilire tempi e modalità dell'asta che potrebbe essere indetta prima dell'estate se la decisione del governo passerà l'esame della Commissione europea. Un'ipotesi è che la banda larga 700 (2 o 3 multiplex dei 6 totali in palio) venga aggiudicata per un periodo di 3 anni, da qui al 2015. Per quella data infatti una commissione dell'Onu ha previsto lo spostamento di reti dalle tv all'accesso a Internet.
Ed è proprio la banda 700, una rete superveloce, il bene più prezioso del lotto visto che fa gola agli operatori del web, cioè al futuro delle comunicazioni. Il resto dei canali più strettamente televisivi può invece essere assegnato per un periodo più lungo. L'incognita principale rimane il valore economico che lo Stato potrà ricavare dall'asta.
Il rischio da scongiurare è che si riveli un'asta low cost. Ad abbassare il valore delle frequenze potrebbe contribuire il rischio di “collisione” tra i canali di altri stati che già usano queste frequenze. Ultimo intoppo all'asta delle frequenze sarà l'impugnazione del provvedimento da parte dei partecipanti al beauty contest (per le risorse già impegnate) di fronte al Tar, e il vaglio della Commissione Ue che dovrà essere "convinta" che la nuova gara aumenti pluralismo e concorrenza.
Positive le reazioni del centro sinistra: "L'azzeramento del beauty contest è una buona notizia. Adesso dal governo mi aspetto che non subisca i veti dei partiti e che punti a ottenere il massimo di risorse economiche dalla gara'" secondo Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni del Pd. Ma si augura di "non assistere a un'asta low cost”.
Reazioni positive anche da Vincenzo Vita (Pd) e Giuseppe Giulietti (Articolo 21): "Passo positivo, ora serve conoscere nel dettaglio il testo finale e comprendere, per esempio, quanta parte delle frequenze sia stata riservata ai nuovi entranti, alla emittenza locale, sociale e comunitaria, alle nuove forme di produzione e gestione, all'innovazione tecnologica e digitale".
Con riferimento al preannunciato definitivo annullamento del cosiddetto “beauty contest” delle frequenze per le trasmissioni televisive digitali terrestri, si è espresso anche l’Avv. Marco Rossignoli (in foto), coordinatore Aeranti- Corallo, dichiarando: “Auspichiamo ora che il Governo voglia destinare almeno un terzo di tale frequenze alle televisioni locali, riservando alle tv nazionali, attraverso la gara con le nuove regole, solo le frequenze residue. Infatti tale percentuale di almeno un terzo è quella che, per legge, spetta alle tv locali nell’assegnazione delle frequenze. Inoltre, a seguito della sottrazione dei canali 61 - 69 alle trasmissioni televisive, le attuali risorse frequenziali per le imprese televisive locali sono quantitativamente insufficienti per consentire la prosecuzione dell’attività in molte delle regioni digitalizzate al 31 dicembre 2010 (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Lazio esclusa la provincia di Viterbo e Campania) e per permettere nelle regioni in corso di digitalizzazione (Abruzzo, Puglia, Calabria, Sicilia) a tutte le tv locali analogiche di diventare operatori di rete digitali. Occorrono infine, ulteriori frequenze per la Toscana dove alcune emittenti analogiche sono state escluse dalla possibilità di gestire reti in tecnica digitale. Riteniamo che l’assegnazione alle tv locali di alcune frequenze del beauty contest risponda all’esigenza di salvaguardare il pluralismo informativo e l’occupazione lavorativa nel comparto”.MF

