Media
'Povero ma moderno', Armando Testa in 50 minuti in scena a Venezia
Cinquanta minuti in musica e immagini per raccontare la vita di Armando Testa, il celebre pubblicitario italiano con la passione per la pittura. Il documentario, firmato da Pappi Corsicato, prodotto da Baires e Little Bull e distribuito da Rai Trade, è stato presentato il 5 settembre nella sezione ‘Orizzonti’ all 66° Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia.
Cinquanta minuti in musica e immagini per raccontare la vita di
Armando Testa, il celebre pubblicitario italiano con la
passione per la pittura. 'Povero ma moderno' firmato da Pappi
Corsicato è il titolo del documentario prodotto da Baires e Little Bull
e distribuito da Rai Trade, presentato il 5 settembre (sottotitoli in
inglese) nella sezione 'Orizzonti' in occasione della 66° Mostra
Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia. Il documentario è stato sostenuto dal
Piemonte Doc Film Fund con il contributo supplementare della
Film Commission Torino Piemonte.
Le immagini girate a Torino in Red, l'ultimo ritrovato della tecnologia digitale, raccontano la vita di un pubblicitario all'avanguardia con intuizioni geniali e al tempo stesso pregiato autore di arte contemporanea. Le immagini utilizzate da Corsicato per il documentario sono state scelte dalle Teche Rai, dall'archivio della signora Gemma De Angelis Testa e dalla Armando Testa spa.
Gli spot che hanno segnato un'epoca, le interviste ad Armando Testa, la pittura, le donne delle pubblicità in un mix con l'avanguardia creativa iniziata negli anni Cinquanta. Pappi Corsicato ha ricreato il mondo di Testa in cinquanta minuti di interviste restaurate, immagini girate ex novo e spicchi di spot che hanno fatto la storia della pubblicità italiana: da Caballero e Carmencita di Lavazza all'Olio Sasso, dalla Birra Peroni con Solvi Stubing a Papalla, all'ippopotamo Pippo creato appositamente per Lines. L'immagine guida di 'Povero ma moderno' è opera del fotografo Ferdinando Cioffi.
Biografia di Armando Testa.
Nato a Torino nel 1917, Armando Testa frequenta la Scuola Tipografica
Vigliardi Paravia dove Ezio D'Errico, pittore astratto, gli fa conoscere l'arte
contemporanea, a cui guarderà sempre con grande interesse. Nel 1937, a
vent'anni, vince il suo primo concorso per la realizzazione di un manifesto, un
disegno geometrico ideato per la casa di colori tipografici ICI. Dopo la guerra
lavora per case come Martini & Rossi, Carpano, Borsalino e Pirelli. Lavora
anche come illustratore per l'editoria e crea un piccolo studio di grafica.
Nel 1956 nasce lo Studio Testa dedicato alla pubblicità non solo grafica ma
anche televisiva. Vince nel 1958 un concorso nazionale per il manifesto
ufficiale delle Olimpiadi di Roma del 1960. Rifiutata in un secondo tempo
l'immagine proposta da Testa e indetto un secondo concorso nel 1959, vince anche
questo.
Nascono poi, fra gli anni
Cinquanta e i Settanta, immagini e animazioni filmate per la televisione che
sono rimaste nella storia della pubblicità: il gioco grafico fra bianco/nero e
positivo/negativo per il digestivo Antonetto (1960); le geometrie della sfera
sospesa sulla mezza sfera per l'aperitivo Punt e Mes, che in dialetto piemontese
significa appunto 'un punto e mezzo' (1960); i pupazzi conici di Caballero e
Carmencita per il caffè Paulista di Lavazza (1965); gli abitanti del pianeta
Papalla per Philco (1966); Pippo l'ippopotamo azzurro per i pannolini Lines
(1966-67); e poi l'attore Mimmo Craig alle prese con gli incubi dell'obesità, su
musiche di Grieg, per l'olio Sasso (1968); a bionda Solvi Stubig per la Birra
Peroni (1968).
Come primo riconoscimento
istituzionale del suo lavoro, è invitato a tenere la cattedra di Disegno e
Composizione della Stampa presso il Politecnico di Torino dal 1965 al 1971. Nel
1968 riceve la Medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione per il suo
contributo all'Arte Visiva, mentre nel 1975 la Federazione Italiana Pubblicità
gli tributa la Medaglia d'oro come riconoscimento per i successi conseguiti
all'estero.
Nel 1978 lo Studio Testa diventa
Armando Testa S.p.A. Dalla metà degli anni Ottanta Testa, oltre che nella
pubblicità vera e propria, si impegna nell'ideazione di manifesti per eventi e
istituzioni culturali e di impegno sociale, da Amnesty International alla Croce
Rossa, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto al Teatro Regio di Torino. Realizza
anche i marchi che contrassegnano enti culturali come il Salone del Libro e il
Festival Cinema Giovani di Torino, e il Castello di Rivoli Museo d'Arte
Contemporanea. Si dedica ad una ricerca grafica e pittorica di libera creatività
negli anni Ottanta e Novanta. La pubblicità viene ormai studiata come forma
autonoma di espressione e comunicazione, e diverse istituzioni italiane e
straniere dedicano a Testa mostre antologiche, che spesso comprendono la sua
attività pittorica. Vanno ricordati il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano
nel 1984, la Mole Antonelliana di Torino nel 1985, il Parson School of Design
Exhibition Center di New York nel 1987, il Circulo de Bellas Artes di Madrid nel
1989.
Sempre nel 1989 diviene 'Honor Laureate'
presso la Colorado State University di Fort Collins. Armando Testa muore a
Torino il 20 marzo 1992, tre giorni prima di compiere settantacinque anni. Tra
le mostre a lui dedicate dopo la sua scomparsa, le personali di Palazzo Strozzi
a Firenze nel 1993, del Museo di Arte Contemporanea di Rivoli e Castel Sant'Elmo
nel 2001 e all'Istituto Italiano di Cultura di Londra nel 2004.
EC

