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Rai: è scontro con il Ministero sul blocco all'aumento del canone
Dopo la 'bufala' mediatica che ha fatto il giro della rete alla fine dello scorso anno sull'illegittimità della tassa sul possesso della televisione (leggi news), è ora la volta delle polemiche scoppiate nel governo Letta perché il ministro Zanonato ha deciso, con un Decreto del 20 dicembre che però non è ancora stato pubblicato, di non adeguare il Canone Rai 2014 all’indice ISTAT. Il consigliere Rai Todini ha ammesso che gli uffici legali stanno vagliando il ricorso al TAR.
Come ogni anno all'avvicinarsi della scadenza per il pagamento del Canone Rai, il 31 gennaio 2014, si riaccende il dibattito sul tema.
Dopo la 'bufala' mediatica che ha fatto il giro della rete alla fine dello scorso anno sull'illegittimità della tassa sul possesso della televisione (leggi news), è ora la volta delle polemiche scoppiate nel governo Letta perché il ministro Zanonato ha deciso, con un Decreto del 20 dicembre che però non è ancora stato pubblicato, di non adeguare il Canone Rai 2014 all’indice ISTAT, decidendo solo di intensificare la lotta all’evasione fiscale.
Ed è subito scontro tra Rai e Ministero dello Sviluppo economico. Da Viale Mazzini minacciano il ricorso al TAR, da Via Veneto oppongono che non ci sono le basi legali per un'azione giudiziaria.
"Dimentichiamo per un attimo che la Rai è di tutti i cittadini, che è servizio pubblico - ha spiegato il consigliere Rai Luisa Todini a Radio 24 - la Rai è intanto una Spa. È doveroso valutare un ricorso quando non si segue la legge, che può essere discutibile ma è la legge vigente. Il ministro Zanonato può dire quello che vuole, ma il Cda ha deciso nell'ultima seduta che i nostri legali devono valutare se c'è margine per un ricorso, e molto probabilmente i margini ci sono".
Al ministro Zanonato che oggi parla, nel corso di un’intervista a Repubblica, di blocco dell’adeguamento del canone come ‘segnale di tregua alle famiglie’ Todini ha risposto dai microfoni di Radio24 : “La demagogia non aiuta nessuno. Se la legge c’è va seguita, la Rai ha fatto un budget triennale per arrivare al pareggio e il mancato aumento del canone inficia il budget e gli investimenti previsti sul capitale umano e sulla modernizzazione delle reti, in particolare sulla digitalizzazione. Fare demagogia non serve. Se faremo causa e se la vinceremo, cosa che credo succederebbe in caso di contenzioso, lo Stato rischia di pagare molto di più. Allora combattiamo l’evasione e se Zanonato prevede strumenti concreti in tal senso siamo super pronti. Ma non possiamo colpire il canone perché non riusciamo a colpire l’evasione. Se facciamo un sondaggio il 99,9% dei cittadini darà ragione al ministro ma è molto facile perché la gente paga meno e il canone è un’imposta odiatissima. Ma ogni volta che accendiamo e vediamo un programma con scritto Rai stiamo facendo servizio pubblico con milioni di euro spesi per il cittadino”.
Todini ha auspicato che Sky collabori con la Rai per contrastare l'evasione sul fronte delle liste abbonati, come già anticipato dal Dg Luigi Gubitosi (leggi news),: "C'è la privacy, lo so, ma è fondamentale una collaborazione tra tutti i broadcaster, pubblici o privati. Troveremo una soluzione, se Sky trasmette in Italia e dà da lavorare a cittadini italiani ha il dovere di preoccuparsi del problema dell'evasione, che incide su qualsiasi attività, pubblica o privata".
Zanonato crede che per sanare i debiti della Rai sia più opportuno contrastare l'evasione che far lievitare il canone: i numeri parlano chiaro aumentare il canone dell'1% circa un euro e mezzo in più (ora è 113,50 euro), vorrebbe dire incassare 30-35 milioni, ma l'evasione è arrivata a ben 450 milioni, il 25% del totale incassato dalla Rai.
Per il Ministro, basterebbe recuperare almeno 6-7 punti percentuali per risolvere molti problemi di bilancio e allo stesso tempo evitare di ritoccare il canone.
Tra le regioni il tasso di evasione più alto è in Campania, con appena il 56,8% di abbonati ma con numerosi comuni nel casertano (che gli ispettori Rai si rifiutano di visitare) come Casal di Principe o Parete, dove in regola è appena il 9% delle famiglie, che in effetti dovrebbero forse ricevere un premio ad hoc. Perché un conto è essere all’estremo opposto della classifica, cioè a Ferrara, dove in regola è il 93,5% dei cittadini e ad essere un paria è chi non paga.
Dopo la 'bufala' mediatica che ha fatto il giro della rete alla fine dello scorso anno sull'illegittimità della tassa sul possesso della televisione (leggi news), è ora la volta delle polemiche scoppiate nel governo Letta perché il ministro Zanonato ha deciso, con un Decreto del 20 dicembre che però non è ancora stato pubblicato, di non adeguare il Canone Rai 2014 all’indice ISTAT, decidendo solo di intensificare la lotta all’evasione fiscale.
Ed è subito scontro tra Rai e Ministero dello Sviluppo economico. Da Viale Mazzini minacciano il ricorso al TAR, da Via Veneto oppongono che non ci sono le basi legali per un'azione giudiziaria.
"Dimentichiamo per un attimo che la Rai è di tutti i cittadini, che è servizio pubblico - ha spiegato il consigliere Rai Luisa Todini a Radio 24 - la Rai è intanto una Spa. È doveroso valutare un ricorso quando non si segue la legge, che può essere discutibile ma è la legge vigente. Il ministro Zanonato può dire quello che vuole, ma il Cda ha deciso nell'ultima seduta che i nostri legali devono valutare se c'è margine per un ricorso, e molto probabilmente i margini ci sono".
Al ministro Zanonato che oggi parla, nel corso di un’intervista a Repubblica, di blocco dell’adeguamento del canone come ‘segnale di tregua alle famiglie’ Todini ha risposto dai microfoni di Radio24 : “La demagogia non aiuta nessuno. Se la legge c’è va seguita, la Rai ha fatto un budget triennale per arrivare al pareggio e il mancato aumento del canone inficia il budget e gli investimenti previsti sul capitale umano e sulla modernizzazione delle reti, in particolare sulla digitalizzazione. Fare demagogia non serve. Se faremo causa e se la vinceremo, cosa che credo succederebbe in caso di contenzioso, lo Stato rischia di pagare molto di più. Allora combattiamo l’evasione e se Zanonato prevede strumenti concreti in tal senso siamo super pronti. Ma non possiamo colpire il canone perché non riusciamo a colpire l’evasione. Se facciamo un sondaggio il 99,9% dei cittadini darà ragione al ministro ma è molto facile perché la gente paga meno e il canone è un’imposta odiatissima. Ma ogni volta che accendiamo e vediamo un programma con scritto Rai stiamo facendo servizio pubblico con milioni di euro spesi per il cittadino”.
Todini ha auspicato che Sky collabori con la Rai per contrastare l'evasione sul fronte delle liste abbonati, come già anticipato dal Dg Luigi Gubitosi (leggi news),: "C'è la privacy, lo so, ma è fondamentale una collaborazione tra tutti i broadcaster, pubblici o privati. Troveremo una soluzione, se Sky trasmette in Italia e dà da lavorare a cittadini italiani ha il dovere di preoccuparsi del problema dell'evasione, che incide su qualsiasi attività, pubblica o privata".
Zanonato crede che per sanare i debiti della Rai sia più opportuno contrastare l'evasione che far lievitare il canone: i numeri parlano chiaro aumentare il canone dell'1% circa un euro e mezzo in più (ora è 113,50 euro), vorrebbe dire incassare 30-35 milioni, ma l'evasione è arrivata a ben 450 milioni, il 25% del totale incassato dalla Rai.
Per il Ministro, basterebbe recuperare almeno 6-7 punti percentuali per risolvere molti problemi di bilancio e allo stesso tempo evitare di ritoccare il canone.
Tra le regioni il tasso di evasione più alto è in Campania, con appena il 56,8% di abbonati ma con numerosi comuni nel casertano (che gli ispettori Rai si rifiutano di visitare) come Casal di Principe o Parete, dove in regola è appena il 9% delle famiglie, che in effetti dovrebbero forse ricevere un premio ad hoc. Perché un conto è essere all’estremo opposto della classifica, cioè a Ferrara, dove in regola è il 93,5% dei cittadini e ad essere un paria è chi non paga.


