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Robbiati (FCP-AssoTV): "La TV resta centrale, anche in un ecosistema frammentato. Per il 2025 prevediamo risultati positivi. Il 2026 si annuncia promettente anche grazie agli eventi"

Il presidente dell'associazione invita a non leggere i dati della televisione tradizionale solo attraverso gli ascolti del primo schermo, sottolineando l’importanza di una visione integrata del mezzo, che comprende anche secondi e terzi schermi e la presenza sui social. Nonostante un calo estivo negli ascolti, il manager mantiene ottimismo per la chiusura dell'anno in corso e prevede un 2026 promettente grazie a manifestazioni importanti come le Olimpiadi di Milano-Cortina e Sanremo. Evidenzia che la frammentazione dell’offerta mediatica richiede investimenti pubblicitari sempre più mirati ed efficienti. I segnali positivi nell’access prime time confermano che la TV resta un mezzo valido per gli inserzionisti quando offre contenuti di qualità.

In un periodo in cui i numeri della televisione tradizionale sembrano registrare qualche flessione, soprattutto nei mesi estivi, il presidente di FCP AssoTV, Marco Robbiati,  a margine del convegno The New Tv Ad-Age organizzato a Milano (leggi news), ad Advexpress lancia un messaggio di equilibrio e fiducia nel sistema televisivo italiano, sottolineando come il panorama attuale non possa essere letto solo attraverso le lenti degli ascolti del primo schermo.

Nonostante le complessità del momento, Robbiati guarda con ottimismo alla chiusura del 2025 e all’avvio del nuovo anno: "Prevediamo una chiusura positiva per il 2025, e il 2026 si presenta promettente anche grazie a una serie di eventi chiave, come le Olimpiadi di Milano-Cortina e naturalmente Sanremo. Grandi eventi che storicamente rappresentano momenti di grande impatto per gli inserzionisti."

"La televisione è un ecosistema" – esordisce Robbiati terminata la conclusione della terza edizione de “The New Tv Ad-Age” andata in scena a nella serata di ieri a Milano – "e tutti i contenuti vanno ormai letti in modo integrato: primo schermo, secondo, terzo, e il ritorno sui social. È un sistema molto più ampio, che continua a generare valore anche in modalità non sempre immediatamente visibili attraverso i dati tradizionali."

Le considerazioni di Robbiati prendono vita dai risultati di due ricerche inedite di FCP con Human Highway ed Emotiva (leggi news).

Sul tema della flessione estiva dei dati, il presidente non si mostra allarmato: "Sicuramente piccoli cali su uno schermo non comportano una perdita reale. Gli investimenti pubblicitari dipendono da moltissimi fattori, spesso legati a logiche settoriali. Penso all’automotive, agli incentivi, al tema della misurazione dell’efficacia. Ciò che conta davvero oggi è il ritorno sugli investimenti e la capacità di raggiungere un target in modo efficiente."

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Un concetto chiave è proprio la frammentazione dell’offerta: "Gli investitori si trovano davanti a una molteplicità di mezzi e proposte. Le offerte sono infinite, i target sono sempre più segmentati. È chiaro che in un simile contesto ogni investimento deve garantire una resa concreta."

L’access prime time, secondo Robbiati, sta già mostrando segnali interessanti: "Come ricordato oggi, alcuni programmi dell’access stanno portando valore. Gli inserzionisti se ne accorgono e, quando la televisione funziona nei suoi programmi di punta, è sempre stata in grado di ripagare chi ha creduto in lei."

Davide Riva