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Sassoli (UPA): 'In arrivo i dati di certificazione delle copie digitali'

Intervistato da Italia Oggi, il presidente di Utenti Pubblicità Associati afferma che entro l'anno, grazie alla collaborazione con tutti i soci di Ads, dovrebbero essere disponibili i dati di diffusione relativi alle edizioni digitali di quotidiani e periodici, utili agli investitori per gestire meglio le loro pianificazioni.
Sono sempre più diffuse le edizioni digitali di quotidiani e periodici, un mezzo prezioso per gli investitori pubblicitari, anche perchè alcune ricerche dimostrano che la pubblicità risulta più incisiva se la testata viene fruita in versione digitale, si ricorda di più e viene ritenuta meno disturbante che in altri contesti. Senza considerare poi il fatto che attraverso il digital è possibile pianificare formati diversi, più impattanti, utilizzando anche video e animazioni.

E' facilmente comprensibile dunque quanto sia importante per le aziende poter contare su dati affidabili in grado di certificare le diffusioni delle edizioni digitali delle riviste. Upa, l'Associazione che riunisce tutte le imprese che investono in pubblicità, si sta muovendo proprio in questa direzione.

Ad affermarlo è il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi (nella foto), in un'intervista rilasciata a Italia Oggi. Secondo Sassoli, i dati saranno già disponibili entro la fine dell'anno. La principale difficoltà è costituita dall'identificazione delle regole da seguire per la raccolta dei dati, dal momento che sono varie le opzioni con cui i giornali digitali sono venduti: si va dall'abbonamento (in diverse forme), all'omaggio della copia digitale a fronte della sottoscrizione di un abbonamento cartaceo, dalla possibilità di acquistare una singola copia all'obbligo invece di comprare più copie insieme.

Dunque cosa deve essere incluso nella certificazione? E con quali modalità? Le regole, come spiega Sassoli a Italia Oggi, stanno per essere definite grazie agli accordi con tutti i soci dell'Ads (Accertamenti diffusione stampa, di cui fanno parte editori, investitori, agenzie e centri media).

Upa chiede la massima trasparenza e preme per avere dati che siano il più possibile disaggregati. "Abbiamo bisogno di capire su quali piattaforme stiamo investendo, perchè i comportamenti del lettore sono diversi", sottolinea Sassoli nell'intervista. A tutto questo si aggiunge poi il problema della gratuità. Come calcolare le copie digitali che vengono regalate, magari dagli operatori telefonici? Secondo il presidente Upa, devono essere conteggiate a parte, per non creare confusione.

SP