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Slitta a ottobre l’asta per le frequenze tv. L'AgCom chiede tempo
Entro il 28 agosto doveva, infatti, essere emanato il disciplinare di gara, rinviato per l'insediamento dei nuovi commissari guidati da Angelo Cardani che dovranno scrivere il regolamento dell'asta. In gioco ci sono le frequenze che vanno dal canale 50 al 59 della tivù digitale, comprese le quattro (54-55-58-59) oggetto della disputa politica sui criteri di assegnazione.
L’asta per l’assegnazione delle frequenze tv per il digitale terrestre, un bene stimato da Mediobanca in 1-1,2 miliardi di euro, slitta di due mesi, a fine ottobre. Lo scrive il Corriere della Sera spiegando che la scadenza del 28 agosto, fissata in un decreto dal Governo, subisce un rinvio per l’insediamento, avvenuto a luglio, dei nuovi commissari AgCom guidati da Angelo Cardani (in foto) che dovranno scrivere il regolamento per la gara.Secondo le indicazioni contenute nel decreto fiscale, convertito nella legge 44 del 26 aprile scorso, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 aprile, la gara avrebbe dovuto svolgersi entro 120 giorni, ovvero entro il 28 agosto. Tuttavia l’asta, che ha sostituito la procedura del beauty contest, si deve basare su un regolamento che spetta all'AgCom mettere a punto.
Con un gentlemen agreement tra le parti è stato così convenuto di far partire i 120 giorni, che dovevano trascorrere dalla pubblicazione della legge al nuovo beauty contest, dall’insediamento della nuova AgCom.
In gioco ci sono le frequenze che vanno dal canale 50 al 59 della tivù digitale, comprese le quattro (54-55-58-59) oggetto della disputa politica sui criteri di assegnazione. Ricordiamo che sulla gara per le frequenze pesa anche il ricorso di Mediaset al Tar Lazio con cui ha impugnato il decreto di cancellazione del beauty contest (leggi news correlata).
Incognite riguardo gli altri partecipanti alla gara: la Rai è in attesa, mentre Sky sembra intenzionata a tornare in corsa. Poco probabile la partecipazione delle compagnie telefoniche.
MF

