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Tarak Ben Ammar non è interessato a La7 e Mediaset Premium ma acquista l'egiziana On Tv
Il magnate franco tunisino fa marcia indietro dopo avere annunciato nei giorni scorsi di volere investire in Italia assieme a partner internazionali. Sfumate le ipotesi di trattative per La7 e Mediaset Premium, Tarak Ben Ammar, attraverso la controllata italiana Prima Tv, ha acquistato l'egiziana On Tv.
Dopo uno dei Cda più importanti per i destini di Telecom Italia, nel cui board siede insieme a quello di Mediobanca, Tarak Ben Ammar spera in un ritorno del magnate egiziano Naguib Sawiris nella partita dell'aumento di capitale di Telecom Italia, con la sua proposta da 3 miliardi.
Marcia indietro invece da parte del finanziere franco-tunisino sul fronte degli investimenti nel nostro Paese. Dopo aver parlato di "partner internazionali, pronti a investire nei media in Italia" e aver strizzato l'occhio ai fondi sovrani del Qatar e di Abu Dhabi, Tarak Ben Ammar parla di "un errore di comunicazione", e investe all'estero, acquistando l'emittente egiziana On Tv (proprietà di Naguib Sawiris) tramite la holding italiana del gruppo Ben Ammar Prima Tv (che possiede il multiplex di Dfree). Sfuma quindi ogni ipotesi di una partecipazione del magnate franco tunisino sia per La7 che per Mediaset Premium, mentre Prima Tv si concentra sul mercato nordafricano.
In Egitto On Tv ha circa 500 dipendenti, che si aggiungono ai circa 300 di Nessma Tv in Tunisia. Come si legge su Libero, il finanziere ha dichiarato: "Voglio creare il primo gruppo indipendente panarabo" nei media ha dichiarato il finanziere. L'acquisizione rappresenta "una decisione strategica per creare un'alleanza tra il mercato nordafricano, che conta 90 mln di persone, con il mercato egiziano, altri 80 mln di persone. Il totale della popolazione dell'area conta per oltre la meta' dell'intera popolazione del mondo arabo". On Tv "continuerà ad essere condotta dalla sua sede centrale al Cairo, come un canale di notizie indipendente, senza affiliazione ad alcun partito politico e con il suo management che garantirà la completa indipendenza editoriale".
L'imprenditore sta inoltre pensando di lanciare in futuro un nuovo canale di intrattenimento dedicato interamente al pubblico egiziano, utilizzando una delle frequenze di On Tv. Sta anche guardando opportunità in Algeria e Marocco. In Francia sta programmando di lanciare nel 2013 Nessma France, dedicata ai 7 mln di cittadini francesi di origine araba e musulmana. Tra le future operazioni di Ammar anche il debutto italiano di Nessma Tv possibilmente sul bouquet Sky.
Sempre su Telecom, ma questa volta sul fronte Ti Media, Ben Ammar ha confermato, come si legge su Il Sole24 Ore che in occasione del Cda del 6 dicembre "si discuterà in cda delle due offerte arrivate e forse una terza arriverà nella notte", alludendo probabilmente al fatto che, dopo Clessidra e Cairo, si farà avanti il gruppo asiatico Hutchison Whampoa, che controlla Tre Italia, il quarto operatore di telefonia mobile italiano.
Sul fronte invece dell'asta delle frequenze Ben Ammar ha rivelato di essere pronto a fare "un'offerta, se ci sarà l'asta sul digitale televisivo terrestre", dicendosi convinto che "sarà impossibile raggiungere gli 1,2 miliardi di euro di incasso che Mediobanca ha stimato, ma visto che sono stati esclusi i grandi, i piccoli come me hanno delle possibilità". Perché il "mio obiettivo - ha continuato Ben Ammar - è fondare una rete sul cinema con i tanti film non per forza nuovi che sono tenuti nel cassetto".
MF
Marcia indietro invece da parte del finanziere franco-tunisino sul fronte degli investimenti nel nostro Paese. Dopo aver parlato di "partner internazionali, pronti a investire nei media in Italia" e aver strizzato l'occhio ai fondi sovrani del Qatar e di Abu Dhabi, Tarak Ben Ammar parla di "un errore di comunicazione", e investe all'estero, acquistando l'emittente egiziana On Tv (proprietà di Naguib Sawiris) tramite la holding italiana del gruppo Ben Ammar Prima Tv (che possiede il multiplex di Dfree). Sfuma quindi ogni ipotesi di una partecipazione del magnate franco tunisino sia per La7 che per Mediaset Premium, mentre Prima Tv si concentra sul mercato nordafricano.In Egitto On Tv ha circa 500 dipendenti, che si aggiungono ai circa 300 di Nessma Tv in Tunisia. Come si legge su Libero, il finanziere ha dichiarato: "Voglio creare il primo gruppo indipendente panarabo" nei media ha dichiarato il finanziere. L'acquisizione rappresenta "una decisione strategica per creare un'alleanza tra il mercato nordafricano, che conta 90 mln di persone, con il mercato egiziano, altri 80 mln di persone. Il totale della popolazione dell'area conta per oltre la meta' dell'intera popolazione del mondo arabo". On Tv "continuerà ad essere condotta dalla sua sede centrale al Cairo, come un canale di notizie indipendente, senza affiliazione ad alcun partito politico e con il suo management che garantirà la completa indipendenza editoriale".
L'imprenditore sta inoltre pensando di lanciare in futuro un nuovo canale di intrattenimento dedicato interamente al pubblico egiziano, utilizzando una delle frequenze di On Tv. Sta anche guardando opportunità in Algeria e Marocco. In Francia sta programmando di lanciare nel 2013 Nessma France, dedicata ai 7 mln di cittadini francesi di origine araba e musulmana. Tra le future operazioni di Ammar anche il debutto italiano di Nessma Tv possibilmente sul bouquet Sky.
Sempre su Telecom, ma questa volta sul fronte Ti Media, Ben Ammar ha confermato, come si legge su Il Sole24 Ore che in occasione del Cda del 6 dicembre "si discuterà in cda delle due offerte arrivate e forse una terza arriverà nella notte", alludendo probabilmente al fatto che, dopo Clessidra e Cairo, si farà avanti il gruppo asiatico Hutchison Whampoa, che controlla Tre Italia, il quarto operatore di telefonia mobile italiano.
Sul fronte invece dell'asta delle frequenze Ben Ammar ha rivelato di essere pronto a fare "un'offerta, se ci sarà l'asta sul digitale televisivo terrestre", dicendosi convinto che "sarà impossibile raggiungere gli 1,2 miliardi di euro di incasso che Mediobanca ha stimato, ma visto che sono stati esclusi i grandi, i piccoli come me hanno delle possibilità". Perché il "mio obiettivo - ha continuato Ben Ammar - è fondare una rete sul cinema con i tanti film non per forza nuovi che sono tenuti nel cassetto".
MF

