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Telecom: dal Cda via libera a dismissione TI Media. La7 in vendita

 Il Cda di Telecom Italia ha deciso di avviare il processo di cessione delle attività nel settore media che fanno capo alla società Telecom Italia Media. Lo si legge in una nota che spiega: "Tale dismissione contribuirà al conseguimento dei target di riduzione dell'indebitamento già annunciati". La società annuncia che gli asset televisivi, dei quali fa parte la rete La 7, confluiranno in una società ad hoc. Tra i potenziali acquirenti della rete, il gruppo Espresso (che ha smentito trattative), Urbano Cairo e il finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar.
Il Cda di Telecom Italia (nella foto il presidente Franco Bernabè) riunitosi ieri, 9 maggio, ha dato avvio al processo di dismissione delle attività nel settore media che fanno capo alla società Telecom Italia Media. Lo comunica una nota del gruppo. Telecom , dunque, dà il via libera formale alla vendita di La7 senza però specificare l'eventuale compratore.

Come preannunciato, è stato quindi avviato il processo di dismissione dell'asset, considerato non strategico per l'azienda impegnata nella riduzione dell'indebitamento.

Nell'ambito del processo di focalizzazione sulle attività core ribadito nel piano industriale 2012-2014 - si legge nella nota Telecom -, il consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha deciso l'avvio del processo di dismissione delle attività nel settore dei media. Tale dismissione contribuirà al conseguimento dei target di riduzione dell'indebitamento già annunciati".
Telecom ha anche diffuso i conti del primo trimestre che chiude con una crescita dell'utile del 10,4% a 606 milioni di euro e con ricavi per 7,39 miliardi (+4,5%). Risultati che, ha spiegato il presidente Franco Bernabé, consentono di "confermare tutti i target di fine 2012".

A seguire, il Cda di Ti Media - controllata con il 77,7% dalla casa madre - ha dato il via libera a "un'operazione di ristrutturazione societaria - si legge in una nota - mediante separazione degli asset televisivi facendoli confluire in una società ad hoc" La7, dunque, diventa una società a sé. 
Da un lato, quindi, ci saranno le attività tv di La7 e Mtv Italia (partecipata al 51%),, dall'altro i multiplex digitali (le strutture tecniche per la trasmissione dei segnali). 

TI Media ha chiuso il primo trimestre con una perdita di 15,7 milioni, principalmente dovuta - spiega una nota - "all'incremento dei costi per l'arricchimento del palinsesto". Tra i nomi approdati recentemente a La7,  ad esempio, Serena Dandini a Sabina Guzzanti, da Benedetta Parodi a Corrado Formigli, ed è atteso anche il nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano. I ricavi sono saliti a 57,5 milioni e il margine operativo lordo è risultato negativo per 5,9 milioni di euro. Il gruppo prevede "un incremento, seppur lieve, della raccolta pubblicitaria" e per il 2012 "quantomeno dei risultati in linea con quelli dell'esercizio 2011".

E' proprio l'andamento del mercato e la difficoltà a generare ricavi nonostante gli investimenti a provocare dubbi tra gli analisti sull'appetibilità della rete. Tra i potenziali acquirenti ci sarebbero il gruppo Espresso, che ha smentito trattative, Urbano Cairo, titolare della Cairo Communication (concessionaria della rete), e il finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar. Dai rumors riportati nei giorni scorsi dalla stampa nazionale, potrebbero essere interessati anche l'emiro del Qatar, patron di al Jazeera, il gruppo Bertelsmann e Diego Della Valle.

C'è chi immagina una vendita di La7 e chi ritiene più probabile l'ingresso di nuovi soci nel capitale azionario. A fare la differenza, osserva il Sole 24 Ore, potrebbe essere il prezzo: il valore di mercato di Ti Media, che ha chiuso il 2011 con un una perdita da 83 milioni, in crescita dai 54,4 milioni del 2010, è stimato intorno ai 160 milioni di euro.

EC