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TI Media: Clessidra-Equinox e Cairo Communication giocano al ribasso

Nell'operazione di vendita degli asset di TI Media da parte di Telecom Italia, gli ultimi rumors parlano di offerte al ribasso da parte dei due pretendenti in lizza,  dando spazio alla possibilità  che i vertici della controllante decidano di tenere gli asset per non essere costretti a svenderli.  Urbano Cairo,  interessato solo a La7 , secondo quanto si legge su MF Milano Finanza, avrebbe chiesto a Telecom di accollarsi le perdite almeno dell’anno scorso e dell’esercizio in corso.
Giorni caldi per il progetto di vendita degli asset di TI Media. Oggi, 17 gennaio, infatti è previsto un incontro per fare il punto sull'operazione che vedrà confrontarsi i vertici di Telecom Italia: il  presidente esecutivo Franco Bernabè, l'Ad Marco Patuano e il direttore finanziario Piergiorgio Peluso e gli altri amministratori.

Gli ultimi rumors sul piano di vendita parlano di offerte al ribasso da parte dei due pretendenti in lizza, Clessidra-Equinox e Cairo Communication. A meno che i vertici di Telecom Italia non decidano di vendere La7 e i tre multiplex a un prezzo inferiore a quello preventivato, si fa strada la possibilità che i vertici della controllante decidano di tenere gli asset per non essere costretti a svenderli.

Secondo quanto riportato ieri, 16 gennaio, su MF Milano Finanza, inoltre, Urbano Cairo, interessato solo a La7 per la quale già raccoglie la pubblicità a un minimo garantito di 126 milioni di euro l’anno (contratto che scadrà nel 2019), avrebbe chiesto a Telecom di accollarsi le perdite almeno dell’anno scorso e dell’esercizio in corso.

Questa ipotesi non sembra, però, realizzabile, per cui al momento il candidato più accreditato sarebbe Clessidra-Equinox, che punterebbe all’intero pacchetto  per 300 milioni di euro, cifra tuttavia inferiore all'enterprise value.

I giorni scorsi il board di TI Media ha adottato la nuova edizione del Codice etico e di condotta, recentemente approvata dalla capogruppo e, si legge in una nota, ha deliberato di avvalersi della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni. Resta valida la possibilità per Consob di richiedere la redazione di tali documenti là dove la loro pubblicazione risulti opportuna ai fini della completezza informativa.

TI Media dovrà ora confrontarsi anche con l'accresciuta posizione di Discovery, che avendo acquisito Switchover Media diventa il terzo editore sul mercato italiano dopo Rai e Mediaset con il 5,1% di share complessivo.

“Se Discovery si compra Switchover - si legge su Repubblica - allora vuole dire che TI Media vale più di quello che uno potrebbe immaginare dati i risultati collezionati dal gruppo negli ultimi dieci anni. Ma è anche vero che dopo quest’operazione l’emittente televisiva americana, che peraltro aveva partecipato alla gara per la vendita delle Tv di Telecom, diventa un forte concorrente nonché un importante cliente della società che manda in onda La7”.

EC