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Wired porta la cultura dell'innovazione nel Belpaese
Il magazine firmato Condé Nast, dopo due tentativi
prematuri di varcare i confini nazionali, nel '98 e nel 2001 ad opera
rispettivamente del fondatore Louis Rossetto e del
Gruppo editoriale stesso, finalmente ha trovato le
condizioni di mercato ottimali per dare un tocco di italianità all'edizione
americana, che da 16 anni detta autorevolezza in tema d'innovazione e
tecnologia. Un anno di lavoro per dare una voce italiana al periodico che
racconta le grandi idee che cambiano il mondo e 31 mila abbonati prima del
lancio, questi i numeri alla base del successo atteso come ha raccontato ai
nostri microfoni Riccardo Luna, direttore
Wired.
A supporto
del lancio una campagna integrata, ideata con Ogilvy Italia,
che Alexandra Parolini, Group Publisher GQ e
Wired, descrive ad ADVexpress Tv con dovizia di particolari. Un piano
di comunicazione che prevede annunci stampa sui principali quotidiani nazionali,
sulle testate del Gruppo italiane e internazionali, con passaggi televisivi su
Sky TG24 e campagne on line sui canali news e e-commerce.
Attività di pubbliche relazioni, digital marketing ed eventi sul territorio
accompagneranno Wired anche dopo la fase di lancio.
Parte dell'investimento pubblicitario è stata destinata alle campagne abbonamenti off e online, con un'importante prova prodotto per il primo numero: 75 mila copie verranno inviate ad un mailing di clienti maschili abbonati a Il Sole 24Ore, corredate da una lettera di presentazione del quotidiano stesso. Completano il lancio i materiali di comunicazione previsti per l'allestimento di edicole selezionate e punti vendita speciali quali aeroporti e megastore.
Guarda l'intervista su www.advexpress.tv

