Poltrone
Confindustria: vince Giorgio Squinzi uomo di sport e di fair play
Il patron della Mapei ha avuto la meglio nel confronto con l'altro candidato alla presidenza Alberto Bombassei, bergamasco, classe 1940, presidente della Brembo. Entrambi imprenditori di elevato standing anche internazionale. Partiti da zero con piccole aziende, oggi fatturano
miliardi di euro l’anno e rappresentano il fiore all’occhiello della produzione manifatturiera italiana nel mondo.
miliardi di euro l’anno e rappresentano il fiore all’occhiello della produzione manifatturiera italiana nel mondo.
Una calorosa stretta di mano aveva scandito l’inizio del confronto tra i due candidati alla Presidenza di Confindustria e la platea. Alberto Bombassei, bergamasco, classe 1940, presidente della Brembo, azienda specializzata nella produzione di sistemi frenanti. Giorgio Squinzi (in foto), milanese, 68 anni, patron della Mapei, azienda chimica presente in tutti i 5 continenti con oltre 58 stabilimenti produttivi.Entrambi imprenditori di elevato standing anche internazionale. Entrambi “fatti da sé”. Partiti da zero con piccole aziende, oggi fatturano miliardi di euro l’anno e rappresentano il fiore all’occhiello della produzione manifatturiera italiana nel mondo. Ha vinto Giorgio Squinzi, un uomo che ama lo sport ed il fair play.
La Mapei è l’azienda della famiglia Squinzi, operante in tutta Italia sin dagli anni Trenta, dunque un buon esempio virtuoso di come si fa industria. Il prossimo presidente di Confindustria vanta una carriera brillante e molto lunga negli organi di rappresentanza degli industriali stessi e nel suo passato figura anche l’importante leadership di Federchimica. Ma i successi della sua compagnia attuale sono dovuti soprattutto allo sport, con il calcio il ciclismo (il team omonimo è uno dei più vincenti in assoluto).
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Giorgio Squinzi, nato nel 1943 a Cisano bergamasco, coniugato, due figli, milanese di adozione (rappresenta il capoluogo nel Consiglio superiore di Bankitalia), fin da giovanissimo ha iniziato a lavorare nell'azienda di famiglia, fondata nel 1937 dal padre Rodolfo e attiva nella produzione di collanti per pavimentazioni leggere. L’anno dopo la laurea in chimica industriale all'Università di Milano, avvenuta nel 1969, fonda insieme al padre la Mapei Snc, ampliando le attività dell'azienda paterna e diventando responsabile della funzione ricerca e sviluppo della stessa. Nel dicembre del 1984, Giorgio Squinzi, alla morte del padre, diventa amministratore unico dell'azienda, che negli anni da piccola realtà industriale diventa una multinazionale leader nel settore degli adesivi per pavimenti e rivestimenti, con 47 stabilimenti in 24 paesi e un fatturato globale di 1,6 miliardi di euro e 3600 dipendenti: tra le sue principali acquisizioni c’è la famosa Vinavil.
Dal punto di vista delle cariche associative, nel 1997 Giorgio Squinzi è stato eletto presidente della Federazione Nazionale dell'Industria Chimica, carica che ha ricoperto fino al 2003 per poi essere rieletto nel 2005. Nel 2002 è stato eletto Presidente di ABM (Assembly Business Member); nel 2006 è eletto vice presidente della Confederazione delle Industrie Chimiche Europee; dal 2008 ricopre la carica di vice presidente di Assolombarda ed è membro del Consiglio Direttivo di Assopiastrelle.
Squinzi ha ottenuto, nel corso della sua vita professionale, molti riconoscimenti. Nel 1996 viene premiato con l'"Ambrogino d'oro”, la benemerenza che il comune di Milano dà ogni anno. L’anno dopo viene stato eletto presidente della Federazione Nazionale dell'Industria Chimica, carica che ricopre fino al 2003. Nel 1998 viene nominato prima Cavaliere di S. Gregorio Magno in Vaticano, poi Cavaliere del Lavoro e infine "Commandeur de l'Ordre de la Couronne" in Belgio. Nel 2002 gli viene conferita la laurea ad honorem in Ingegneria Chimica dal Politecnico di Milano, nel 2007 è stato premiato con il Premio Leonardo Qualità Italia dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Tra gli sportivi però il nome di Squinzi è prima di tutto famoso per il suo impegno nel ciclismo, visto che con la sua Mapei ha dominato per alcuni anni il mondo del pedale ingaggiando alcuni dei campioni più forti per il suo squadrone. E poi, una volta lasciato il gruppo sportivo, ha proseguito a sostenere questa disciplina sponsorizzando alcuni eventi tra cui il Mondiale di Varese 2008 (l'ippodromo fu ribattezzato Mapei Cycling Stadium) e quello di Mendrisio 2009. Per Mapei gareggiarono anche alcuni dei più forti corridori varesini come Daniele Nardello, Stefano Garzelli e Stefano Zanini.
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Il calcio è arrivato dopo. È stato un investimento calibrato, calcolato, studiato. Anzi, forse è stata quasi più una operazione di avvicinamento alla città di Sassuolo che un vero progetto economico. Per questo non c’è mai stata una strategia aggressiva, tipo: spendo, compro, vinco, mi indebito. No. Qualche tempo fa, Rossi parlò con un orgoglio quasi commovente della pianificazione finanziaria del club: «Chiudiamo in pari da quattro anni. Per iscriversi al campionato bisogna avere gli stipendi pagati fino a marzo, noi invece li abbiamo pagati fino a giugno».
La linea guida impostata dalla proprietà è questa: una parte dei quattrini li mette il patron Squinzi, il resto deve essere autofinanziamento. Non gli incassi, ma il resto: pubblicità, sponsor, varie ed eventuali. D’altronde qualche anno fa, prima della grande cavalcata, il club stava andando in fallimento: la squadra era retrocessa in serie D e i soci si sono defilati e poi distaccati. Mister Mapei è intervenuto prima integrando e successivamente prendendo il pacchetto di maggioranza del club. La risalita è cominciata pensando a un principio semplicissimo: spendere bene. Semplice e vincente. Il budget della squadra s’aggira intorno ai 10 milioni di euro all’anno, con cui si pagano i calciatori e si fa mercato. Si vende bene, si compra meglio.
MF

