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Assocom: il 2014 chiuderà a -1%. Tv e web valgono il 74,5% del mercato

Il 2014 è l’anno zero del nuovo mercato degli investimenti pubblicitari in Italia che si presenta polarizzato: da un lato la televisione che tiene (vale il 52,5%, pari a 3.682 mln) e il web (vale il 22%, pari a 1.546 mln) in continua crescita; dall’altro radio, out of home, cinema e stampa che perdono quote, tutti con segno negativo. In dettaglio, le previsioni per il 2014 di Assocom presentate da Marco Girelli, ceo OMG, al convegno 'Comunicare Domani'.
Il 2014 si può definire l’anno zero del nuovo mercato degli investimenti pubblicitari in Italia. Dopo 5 anni in caduta libera, pur con andamento alterno, e dopo un 2013 che ha chiuso a -12,7%, Assocom stima che il 2014 chiuderà a -1%.

Come ben descritto questa mattina da Marco Girelli, ceo OMG, durante l'edizione 2014 del convegno Assocom 'Comunicare Domani' dal titolo  'Attiviamoci', il mercato degli investimenti pubblicitari si presenta polarizzato:  da un lato la televisione che tiene e il web in continua crescita ; dall’altro radio, out of home, cinema e stampa che perdono quote, in misura diversa ma tutti con segno negativo.

In dettaglio, queste le previsione per il 2014, in termini di investimento ADV: 

web + 5,7%

televisione + 1,0%

radio - 1,6%

out of home - 7,2%

cinema - 12,0%

stampa - 13,1%

In termini di quote di mercato, televisione e web rappresentano il 74,5% del totale.  In particolare la Tv si attesta sul 52,5% corrispondente a  3.682 milioni di euro mentre il web si posiziona al 22% pari a 1.546 milioni.

Interessante e significativa la composizione del mercato Internet,  che per il  61%  è fatto da Search Advertising e Display Adv,  mentre il restante  39%  è distribuito fra le diverse forme di comunicazione, dal mobile al social, dal video al programmatic.

Fra i canali Internet, nel 2014 cresceranno in maniera significativa soprattutto il programmatic (+85% / +120% rispetto al 2013), il social (+27% / +30%), il mobile (+20% / +30%) e il video (+19% / +21%).

Dai numeri emergono alcune puntuali indicazioni:
• il mobile sarà sempre più rilevante e non solo in termini di smartphone, basti pensare alla wearable technology ed ai più innovativi tipi di device che i consumatori, grazie all’evoluzione  tecnologica e alla miniaturizzazione, porteranno con sé; 

• l’affermazione di nuove e più efficaci modalità di comunicazione, a cominciare dal Programmatic Buying, è un segnale chiaro del fatto che la comunicazione pubblicitaria sarà sempre più guidata  dal consumatore stesso. Sarà lui a scegliere direttamente, con sempre maggiore facilità e consapevolezza, i messaggi, i mezzi e i modi per entrare in contatto con i brand.  

Dal punto di vista della gestione degli investimenti sul web, il ruolo più importante è ancora quello dei centri media, con il 54% del gestito, mentre il 46% degli investimenti sono gestiti direttamente dai clienti oppure da agenzie specializzate. 

Tre le tendenze principali del mercato pubblicitario in Italia anticipa Girelli: videocomunicazione, da smarthpone a wearable technology, da big data a smart data.
Per il programmatic l'area di sviluppo sarà legata al passaggio da mass media a tailor communication.