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Il 20% dei viaggiatori d’affari compie almeno un viaggio bleisure all’anno

Travel manager e provider di servizi devono tenere in considerazione le esigenze dei viaggiatori che vogliono allungare le trasferte

Milano, 19 luglio 2016 – L’aggiunta di tempo libero in occasione di una trasferta di lavoro potrebbe sembrare un fenomeno nuovo. Ma l’analisi su 29 milioni di viaggi di affari effettuata da CWT Solutions Group - e presentata in un White Paper dedicato - mostra che la quota di viaggi “bleisure” è rimasta la stessa negli ultimi cinque anni.

I risultati dell’analisi quantitativa evidenziano che un viaggiatore d’affari su cinque prenota almeno un viaggio bleisure all’anno, pari al 7% di tutti i viaggi di lavoro. In quasi la metà dei casi, i giorni bleisure vengono aggiunti alla fine della trasferta, nel 34% all’inizio, mentre per il restante 20% il momento di svago personale è duplice, a inizio e fine trasferta.

«Si parla sempre più spesso della tendenza dei viaggiatori d’affari di aggiungere giorni per il tempo libero in occasione delle trasferte di lavoro - sottolinea Catalin Ciobanu che ha curato la ricerca di CWT Solutions Group -. È stato dunque sorprendente rilevare che in realtà non vi è stato alcun aumento del fenomeno bleisure di recente. Notiamo però che i viaggiatori d’affari tendono a fare uno o due viaggi bleisure ogni anno, indipendentemente dal numero totale di viaggi effettuati».

Altri risultati chiave evidenziano che le donne sono più propense a compiere viaggi bleisure rispetto ai loro colleghi maschi, così come i viaggiatori più giovani rispetto alle altre fasce d’età. Entrambe queste tendenze si possono in parte correlare al minor numero di trasferte compiute dalle donne e dai viaggiatori più giovani.

La distanza ha anche un impatto importante: più il volo è lungo, maggiore è la probabilità di un viaggio bleisure. L’attrattiva di una destinazione è quindi legata anche alla località di partenza: in occasione di un viaggio da San Francisco a Londra, ad esempio, c'è un tasso di bleisure del 23%, mentre in un Parigi-Londra la percentuale è solo del 2%.

In Europa le mete bleisure preferite sono Barcellona e Lisbona, seguite da Istanbul, Nizza, Roma, Amsterdam, Dublino, Ginevra, Londra, Madrid e Parigi.

Negli Stati Uniti, le destinazioni più di frequente scelte per esperienze bleisure sono invece Miami, Orlando e Las Vegas, seguite da New York, Los Angeles, San Diego e San Francisco.

«Questi risultati sono interessanti per chi si occupa di business travel, perché aiutano a capire meglio il fenomeno bleisure - continua Ciobanu -. Per i travel manager aziendali, è importante prendere in considerazione nella gestione delle trasferte anche la possibilità di opzioni bleisure, in particolare in presenza di un elevato volume di voli a lungo raggio. Ma ci sono indicazioni utili anche per i provider dei servizi di viaggio: sapere chi ha più probabilità di realizzare esperienze bleisure permetterà loro di anticipare e soddisfare ancora meglio le esigenze dei viaggiatori d’affari».