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Bea Educational: presentata la campagna 'Fai un gesto inconsulta!'

È stata presentata oggi al Bea Educational a Roma, la campagna di comunicazione integrata della Consulta degli Eventi di AssoComunicazione, associazione di categoria che riunisce le più qualificate agenzie di eventi italiane, ideata da Mario Viscardi e Guido Morozzi di Piano B. Obiettivo: fare ordine sul tema delle gare.

'Fai un gesto inconsulta!': con questo appello si apre la campagna di comunicazione integrata della Consulta degli Eventi di AssoComunicazione, associazione di categoria che riunisce le più qualificate agenzie di eventi italiane.

Pianificata sulle principali riviste di settore è una call to action coraggiosa e innovativa, dai toni fortemente guerriglieri, così come la sua immagine. Il suo obiettivo: fare ordine su un tema molto dibattuto, quello delle gare cui le agenzie di eventi sono sottoposte quotidianamente in assenza di contratti annuali con i propri clienti. E lo fa chiamando a raccolta tutte le agenzie di eventi per dire 'basta'.

Basta alle gare a 20. Basta ai tempi stretti. Basta alle gare senza rimborsi spesa. Basta con le presentazioni via email. Basta alle tue idee realizzate da un altro. Basta con le agenzie non qualificate. Basta alle gare che si vincono con progetti che poi non si realizzano. E basta con quelle che si perdono senza che nessuno te lo dica.

Lanza_Alessandra2.JPG“Per un’agenzia partecipare a una gara rappresenta sì un’occasione da cogliere, ma anche un grande investimento di tempo e risorse - ha spiegato Alessandra Lanza, presidente della Consulta degli Eventi e direttore comunicazione di Piano B -. Significa ideare il concept di un evento, farne uno studio di fattibilità, stendere un budget. Rappresenta insomma il 70% dell’intero processo di realizzazione di un evento. È più che mai necessario intervenire in questa fase, regolamentandone il funzionamento e diffondendo la nostra cultura tra le aziende. Per questo è nata l’idea della campagna”.

Ideata da Mario Viscardi e Guido Morozzi, direttore creativo e art director di Piano B, che ne hanno curato la direzione creativa, la campagna multisoggetto, pensata come una vera e propria chiamata alle armi, è declinata su più mezzi: atl sulle principali riviste di settore, banner, sito internet (www.assocomunicazione.it/ita/consultaeventi) e web 2.0 (pagina ufficiale della Consulta su Facebook).
Protagonisti ne sono gli amministratori e i top manager delle agenzie della Consulta, ritratti in 11 diversi soggetti come guerriglieri alla Bansky nell’atto di lanciare un mazzo di fiori. Un gesto coraggioso che vede avvicendarsi, oltre ad Alessandra LanzaLorenzo Butturi, titolare I.P.S., Maria Luisa Ciccone, a Incentive Power Travel, Roberto Cipullo, a Fonema, Francesca Marchi, direttore comunicazione K-events, Mauro Martelli, presidente e a Estra, Graziano Mascheri, ceo Sinergie, Manuela Micheli, direttore clienti ISP Communication, Milena Mineo, ceo Mil Group, Gilles Morange, ad e direttore generale Promoconvention, e Vittorio Rossi, socio e direttore clienti DPR.

La necessità di regolamentare le gare e di fare di questa necessità un manifesto è apparsa tanto più evidente dal monitoraggio delle gare che la Consulta degli Eventi porta avanti dal gennaio del 2009, quando ha adottato la scheda gare di AssoComunicazione.
Il confronto tra le 68 gare monitorate nel primo semestre 2010 e quelle condotte nel corrispondente periodo del 2009 mostra come la situazione stia via via migliorando, ma come restino alcuni lati oscuri che necessitano di grande impegno da parte delle agenzie per essere risolte.
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Si è infatti ormai lontani dalla situazione di soli tre anni fa, quando spesso a gareggiare con le agenzie specializzate erano location o fornitori di audio e luci. Oggi infatti l’84,7% degli inviti a partecipare a una gara viene rivolto ad agenzie di eventi o incentive, un dato che dimostra come gli investitori abbiano imparato a riconoscere il valore della specializzazione.
Altrettanto positivo è il dato relativo al numero delle agenzie in gara, che la Consulta si batte perché non sia superiore a tre: solo nel 18,2% delle gare le agenzie chiamate a partecipare
sono state in numero maggiore (nel primo semestre 2009 era il 24,2%). A fronte di questo però i committenti mantengono un’alta reticenza a comunicare il numero e i nomi delle altre agenzie in gara, espresso solo il 32,4% delle volte (in calo rispetto al 39,3% del 2009).

Un dato confortante è quello relativo all’indicazione del budget, fornita nell’88,2% dei casi (contro il 78,6% del 2009). Budget che nel 71,7% delle gare è pari o superiore ai 100.000 euro. Confrontando questa percentuale con il 75,8% del 2009, emerge nel 2010 la tendenza a ridurre le dimensioni degli eventi, aumentandone il numero. A ciò si associa una diminuzione dei margini di guadagno, come registrato da un’indagine svolta internamente alla Consulta degli Eventi, che ha fissato tale contrazione nel -3%.

Resta invece molto da fare sul fronte dei tempi di presentazione dei progetti, che la Consulta suggerisce non siano inferiori alle due settimane per questioni di qualità e fattibilità, e che al contrario lo sono solo nel 63,2% dei casi  (in lieve miglioramento tuttavia rispetto al 2009 quando lo erano il 65,5% delle volte).
Infine molto si deve lavorare ancora perché alle agenzie venga dato un rimborso spese, da riconoscere al lavoro di elaborazione creativa di un progetto, quest’anno non previsto in alcuna delle 68 gare monitorate.

“La campagna mira a risolvere questi problemi comuni alle agenzie - ha concluso Lanza -. Per farlo c’è bisogno di uno sforzo comune, per cui fai un gesto in Consulta: iscriviti alla Consulta degli Eventi di AssoComunicazione!”.