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Evento b2b

Bea Educational - Accatino (Filmmaster Events): “Voi che fate eventi, alzate la testa!”

Chi fa eventi è un piazzista e un imprenditore, vende la propria filosofia e un approccio al lavoro che lo caratterizza. Bisogna essere orgogliosi e saper valorizzare al meglio il proprio lavoro senza aver paura di sperimentare. E gli uffici acquisti? Lascino il tempo di sviluppare iniziative a lungo termine, perché l’evento è un progetto di comunicazione a tutti gli effetti. Ed è ora di dimostrarlo.
A inaugurare il Bea Educational Roma (Spazio Roma Eventi - Piazza di Spagna) il guru degli eventi italiano, Alfredo Accatino, partner e artistic & creative director di Filmmaster Events, che ha presentato il suo nuovo libro, ‘The Events Master – Tecniche, parole, segreti e trucchi del mercato degli eventi’ edito da ADC Group in collaborazione con Puixartprinting, diventato già un fenomeno virale (vedi notizie correlate a fondo pagina). 

Introdotto da Salvatore Sagone, presidente ADC Group, Accatino si è presentato con un enorme zaino sul tavolo e un estratto video dal film ‘Tra le nuvole’ con George Clooney. 

“Chi fa eventi, in fondo è un piazzista: vendiamo noi stessi, la nostra filosofia, un nostro approccio a questo lavoro. In questo zaino ci sono le mie storie
Anni e anni di badge accumulati di eventi di ogni tipo, ogni evento è un pezzo di vita. Ecco, queste storie le racconto in modo semplice e ironico nel mio libro, un vademecum per addetti al settore e non, una guida ‘vissuta’ per entrare nel cuore di un mezzo, l’evento, che a mio parere oggi è il più adatto per interpretare la modernità della comunicazione”.

Nello zaino c’è anche il pass del premio Bea - Best Event Awards, che tante volte ha visto sul podio l’agenzia del Gruppo Filmmaster.
“Alla prima edizione del Bea, nel 2003, venni con il nostro socio di allora Simone Merico e dicemmo: Noi la prossima volta verremo e vinceremo. E così fu. Negli eventi bisogna sperimentare, fare tentativi, innovare. Siamo quelli che per primi devono capire dove va il mercato, abbiamo una grande responsabilità”.

Un’altra provocazione interessante nasce dall’auspicio che gli eventi tornino ad avere un’identità forte come succedeva negli anni’70. “Una volta i pubblicitari avevano il loro marchio di fabbrica, capivi subito se una determinata pubblicità l’aveva fatta un determinato creativo, lo stile era immediatamente riconoscibile. Perché non farlo anche negli eventi? Invece che creare una marmellata di attività, concentratevi sulla vostra identità, fate sì che gli altri vi riconoscano! Alzate la testa, siate orgogliosi del vostro lavoro, che va valorizzato, perché noi degli eventi siamo bravi! Anche i fallimenti sono parte del percorso di evoluzione, noi abbiamo sempre fatto tentativi e abbiamo anche fatto dei grandi errori, ma dai quali abbiamo imparato tantissimo”.

Un’ultima battuta rivolta agli uffici acquisti delle aziende. “Bisogna cambiare rotta. Gli uffici acquisti devono decidersi a stringere con le agenzie di eventi contratti confermati per almeno due o tre anni per lasciare il tempo di sviluppare il progetto. Perché fare contratti troppo brevi uccide il mercato e la creatività: l’evento è oggi un vero e proprio progetto di comunicazione articolato ed è ora di dimostrarlo”.

Serena Roberti