
Evento b2b
Perché la Vela: Casa Harken e Green Media Lab esplorano il legame tra sport, impresa e sostenibilità
Perché la vela è un punto di incontro tra aziende di settori diversi? Da questa domanda ha preso avvio l’ultima edizione di Casa Harken, "Perché la Vela: quando i valori diventano rotta”, organizzata da Harken Italy - azienda impegnata nella produzione di attrezzatura di coperta per barche a vela e motore - insieme a Green Media Lab.
A portare il punto di vista delle imprese nella quinta edizione di Casa Harken, un panel di primo piano composto da Giulio Bertelli - Vice Presidente di Luna Rossa Prada Pirelli - Simona Giorgetta - Membro del Consiglio di Amministrazione di Mapei - Sergio Iasi - Presidente di Officine Maccaferri - Ugo Loeser - Amministratore Delegato ARCA Fondi Sgr - e Giuseppe Marsocci - Amministratore Delegato di Giorgio Armani. A moderare l’incontro Eleonora Cottarelli, giornalista di Sky Sport 24, che ha guidato la conversazione.
Casa Harken è il format nato dalla volontà di Harken di dare voce a navigatori, armatori, progettisti, manager e professionisti del settore, creando uno spazio di dialogo che mette al centro storie, visioni e scelte capaci di raccontare modi diversi di vivere e interpretare il mare.
Nell’ultimo appuntamento, un approccio strutturato emerge dal racconto di Giulio Bertelli per Luna Rossa, dove la partecipazione alla America’s Cup rappresenta un’ambiziosa sfida che unisce passione, innovazione tecnologica, sviluppo e gestione della performance. In un contesto in cui ogni decisione può essere determinante, diventano centrali la fiducia nel team, la preparazione e la capacità di affrontare la pressione. La sensibilità ambientale è, inoltre, da tempo parte integrante di questo mondo e si traduce oggi anche in progetti condivisi a livello internazionale, come quelli sviluppati insieme all’UNESCO.
Per Mapei, come raccontato da Simona Giorgetta, il legame con lo sport affonda le radici in una lunga tradizione che, dal ciclismo e dal calcio, è approdata oggi alla vela oceanica con il progetto “Allagrande Mapei Racing”, a supporto del navigatore Ambrogio Beccaria. Un percorso che riflette i valori aziendali di tenacia, resilienza e visione di lungo periodo. Centrale anche il tema della sostenibilità, intesa come ambito concreto di ricerca: a bordo vengono raccolti dati scientifici sulle microplastiche in collaborazione con il Politecnico di Milano, trasformando la barca in una vera e propria piattaforma di ricerca.
Significativa anche l’esperienza di Arca Fondi SGR, raccontata da Ugo Loeser, che ha visto l’azienda impegnarsi in un progetto ambizioso insieme allo skipper Furio Benussi: il recupero e la rinascita di un maxi yacht in carbonio, trasformato in una piattaforma di valori condivisi. Un percorso segnato da sfide tecniche e imprevisti, ma anche da importanti successi sportivi. Un’iniziativa che ha rafforzato il senso di appartenenza interno e rappresenta oggi uno strumento efficace di comunicazione e attrazione dei talenti, oltre che un progetto attento alla sostenibilità ambientale e sociale.
Il tema della sostenibilità come leva concreta è stato al centro anche dell’intervento di Sergio Iasi per Officine Maccaferri, che con il progetto “Maccaferri Futura” ha scelto di portare in mare il proprio know-how ingegneristico. Non una semplice sponsorizzazione, ma un investimento diretto in una barca Class 40 timonata da Luca Rosetti, progettata con materiali riciclabili e dotata di strumenti per la raccolta di dati ambientali. Un progetto che unisce innovazione, ricerca e valorizzazione del capitale umano, con l’obiettivo di dimostrare come la sostenibilità possa tradursi in azione concreta.
Per Giorgio Armani, il contributo di Giuseppe Marsocci ha evidenziato come la vela rappresenti un’estensione naturale dell’universo valoriale del brand. Più che uno sport, un vero e proprio territorio di espressione “lifestyle”, fondato su eleganza, disciplina e ricerca della perfezione. Iniziative come la Giorgio Armani Superyacht Regatta di Porto Cervo diventano così occasioni per offrire un’esperienza a 360 gradi, in cui stile, ospitalità e cultura del mare si intrecciano. Un approccio che si accompagna anche a un impegno concreto sul fronte ambientale, attraverso collaborazioni con realtà come la One Ocean Foundation.

