Celebrazione - ricorrenza

Con “Italian Souvenir” G2 Eventi (Casta Diva Group) ha chiuso il percorso di Milano Cortina 2026 con un grande show di arte e luce che ha esaltato il valore delle differenze. De Micheli: "Una scommessa vinta"

Il concept della cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi, ha raccontato il superamento dei limiti, annullando la distinzione tra abilità e disabilità e valorizzando lo sport come espressione di inclusione. Lo spettacolo, costruito con oltre 300 professionisti, ha puntato su una narrazione corale e contemporanea.

Casta Diva Group, attraverso G2 Eventi, società dedicata alla comunicazione live e digitale, ha firmato “Italian Souvenir”, la Cerimonia di Chiusura delle Paralimpiadi andata in scena la sera del 15 marzo al Cortina Curling Olympic Stadium. Un progetto creativo che ha unito potenza visiva, impatto emotivo e una narrazione costruita attorno a un’idea chiave: al centro non l’atleta, ma l’essere umano.

Il grande show di arte e luce ha preso vita al termine delle competizioni olimpiche e paralimpiche del percorso da record Milano-Cortina 2026. Durante la cerimonia, elementi iconici dell’immaginario collettivo - la boule de neige, la calamita e la cartolina - si sono trasformati in installazioni sceniche e segni visivi capaci di diventare, idealmente, “souvenir” da conservare tra i ricordi più preziosi: il saluto dell’Italia al mondo.

Il concept ha tradotto in forma scenica il percorso di chi, nello sport e nella vita, trasforma il limite in traguardo, dissolvendo ogni distinzione tra abilità e disabilità. Come recitava il documento guida della serata: “Qui ogni distinzione tra abilità e disabilità si dissolve, lasciando emergere il valore più potente dello sport: l’INCLUSIONE.” La cerimonia ha articolato questo messaggio con una forte potenza narrativa, costruendo un racconto corale e contemporaneo.

La cerimonia ha coinvolto oltre 300 professionisti tra direzione creativa, regia, produzione, tecnici e maestranze, con un impianto scenico progettato per valorizzare la specificità del Cortina Curling Olympic Stadium e per sostenere un racconto a forte impatto visivo.

Andrea De Micheli, Presidente e CEO di Casta Diva Group, ha commentato: «Per G2 Eventi e per il Gruppo Casta Diva, questa cerimonia ha rappresentato molto più della realizzazione di un grande evento. Aggiudicarsi la gara e firmare un appuntamento di questo livello ha significato assumersi una responsabilità artistica, produttiva e reputazionale di massimo profilo, e affrontarla con il rigore che i grandi contesti internazionali richiedono. È un passaggio che consideriamo strategico, perché certifica una crescita reale: la capacità di tenere insieme visione creativa, metodo, affidabilità esecutiva e qualità del risultato».

«Con Italian Souvenir abbiamo immaginato la Cerimonia di Chiusura come il momento in cui un Paese non si limita a salutare il mondo, ma sceglie che cosa lasciare nella sua memoria», ha commentato Francesco Paolo Conticello, direttore creativo della Cerimonia e Presidente e CEO di G2 Eventi. «Il nostro intento era costruire un racconto capace di andare oltre ogni stereotipo dell’Italia, restituendone invece una dimensione contemporanea, emotiva, inclusiva, fatta di segni semplici ma profondi. Il ricordo è stato il cuore del concept: non come esercizio nostalgico, ma come esperienza condivisa, come forma viva attraverso cui trasformare la fine dei Giochi in un gesto collettivo di bellezza e umanità. In questo senso, l’inclusione non è stata per noi una dichiarazione di principio, ma una scelta di linguaggio: qualcosa che doveva manifestarsi in scena con evidenza, naturalezza e verità. Se oggi questa esperienza lascia un segno, è perché ha saputo essere insieme idea e struttura, ispirazione e disciplina. Ed è precisamente in questo equilibrio che riconosco il valore più profondo di Italian Souvenir e, insieme, la maturità raggiunta da G2 Eventi nel panorama dei grandi eventi internazionali».

«La forza della nostra cerimonia è stata avere meno risorse degli altri: abbiamo trasformato lo svantaggio in una forza propulsiva e motivazionale» ha aggiunto Angelo Bonello, Artistic Director & Show Director. «Abbiamo lavorato come una vera e propria compagnia teatrale, chiamando a raccolta decine tra i migliori professionisti del teatro, della televisione e dell’entertainment che hanno lavorato con me nei progetti più sfidanti degli ultimi quindici anni. Un gruppo coeso di persone, non riunite per l’occasione, ma con un linguaggio condiviso e che nel tempo è diventato uno stile riconoscibile e riconosciuto. Inoltre, la potenza espressiva e teatrale che abbiamo raggiunto grazie ai guest performer è stata sorprendente. Molti di loro avevo già avuto occasione di dirigerli in passato, ma questa volta si è creata una vera magia: siamo riusciti a dare vita a un corpo di ballo unico e organico, in cui la disabilità emergeva non come differenza, ma come eccellenza. Ne è scaturita un’emozione teatrale potente e un messaggio sociale fondamentale, che ci ricorda come l’inclusività sia cultura».