Celebrazione - ricorrenza

Con le cerimonie di apertura in Canada e negli Stati Uniti si è conclusa la trilogia di eventi firmati da Marco Balich Studio per i Mondiali di calcio 2026

Il percorso creativo ha accompagnato la costruzione narrativa della FIFA World Cup 2026, trasformando i momenti inaugurali in una sequenza di spettacoli globali pensati per unire identità territoriale, intrattenimento live e innovazione scenica.

Le cerimonie di apertura della FIFA World Cup 2026 segnano una svolta storica nel format dei grandi eventi sportivi internazionali: per la prima volta, il Mondiale non si apre con un unico show, ma con tre cerimonie coordinate tra Messico, Stati Uniti e Canada, tutte firmate da Marco Balich Studio.

Il coordinamento creativo ha permesso di costruire una narrazione coerente tra Messico, Canada e Stati Uniti, basata su un concept condiviso: l’idea di un “battito comune” che unisce culture, linguaggi e pubblici diversi attraverso il calcio e lo spettacolo.

Dopo l'opening andato in scena giovedì 11 giugno in Messico (leggi news), è stata la volta di Canada e Stati Uniti D'America.

Los Angeles: il grande show dell’entertainment globale

La cerimonia ha celebrato pienamente l’identità di Los Angeles come capitale mondiale dell’entertainment, trasformando lo stadio in un grande set televisivo globale.

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Sul palco si sono alternati alcuni dei nomi più influenti della musica internazionale, tra cui Katy Perry, Future, LISA (BLACKPINK), Anitta, Rema e Tyla, in una line-up pensata per rappresentare la dimensione multiculturale e digitale del nuovo intrattenimento globale.

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Le performance hanno costruito un racconto fluido tra generi e linguaggi musicali differenti, con momenti solisti e collaborazioni inedite che hanno alternato energia pop, urban e sonorità globali.

La regia della cerimonia ha puntato su un impianto scenico fortemente tecnologico, con led wall di ultima generazione, proiezioni dinamiche e coreografie su larga scala, trasformando il campo da gioco in un ambiente narrativo totale.

L’obiettivo è stato quello di superare il concetto tradizionale di apertura sportiva, costruendo uno spettacolo capace di dialogare con il pubblico globale sia in presenza sia in streaming, attraverso una narrazione continua tra palco, campo e audience digitale.

Secondo quanto riportato dalle comunicazioni ufficiali, lo show ha avuto come obiettivo quello di raccontare la diversità culturale degli Stati Uniti attraverso la musica e le arti performative, valorizzando la dimensione globale del torneo.

Canada: identità, multiculturalismo e racconto del territorio

Lo show si è aperto con un viaggio simbolico attraverso il Paese, costruito come un conto alla rovescia emozionale che ha attraversato idealmente le diverse regioni del Canada, dalla costa atlantica fino al Pacifico.

La regia ha puntato su una narrazione corale, in cui il tema della “unità nella diversità” è stato tradotto in una sequenza di quadri scenici e performance dal vivo, pensati per rappresentare la pluralità culturale che caratterizza il Paese.

Uno dei momenti centrali è stato l’omaggio alle comunità indigene, integrato nella costruzione visiva dello spettacolo attraverso simboli, coreografie e immagini immersive che hanno accompagnato il racconto della nascita del torneo sul territorio canadese.

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Elemento chiave della cerimonia è stata la reinterpretazione del Trofeo della FIFA World Cup, trasformato in un oggetto scenico e simbolico al centro della narrazione.

Il trofeo è stato presentato come una sorta di “mosaico identitario”, richiamo alla pluralità culturale del Canada e alla costruzione collettiva del Paese. Questo elemento ha funzionato come filo conduttore tra le varie sequenze dello show, collegando passato, presente e futuro del calcio mondiale.

La componente musicale ha avuto un ruolo centrale nella cerimonia, con una line-up costruita per rappresentare la dimensione globale dell’evento.

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Tra gli artisti coinvolti si sono alternati nomi della scena canadese e internazionale come Alanis Morissette, Michael Bublé, Jessie Reyez, Alessia Cara, Nora Fatehi, Elyanna e William Prince, in una programmazione pensata per riflettere la multiculturalità del Paese e la natura globale della competizione.

Le performance hanno alternato momenti di forte impatto emotivo a sequenze più spettacolari, integrando musica live e coreografie su larga scala.

Dal punto di vista scenografico, la cerimonia ha trasformato lo stadio in un ambiente immersivo, con un utilizzo esteso di LED, videomapping e installazioni luminose.

L’obiettivo è stato quello di creare un’esperienza non solo da osservare, ma da vivere dall’interno, con il pubblico coinvolto come parte attiva dello spettacolo, in linea con la nuova generazione di eventi sportivi globali sempre più orientati all’intrattenimento esperienziale.