
Celebrazione - ricorrenza
Milano-Cortina 2026: un grande successo, oltre 1.300 performer e 500 musicisti per l’opening ceremony ideata da Marco Balich che ha incantato 67mila spettatori a San Siro e 9,2 mln in tv
Sotto il cielo stellato di Milano e tra le cime innevate delle Dolomiti, venerdì 6 febbraio l’Italia ha acceso i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 con una cerimonia destinata a entrare nella storia.
Intitolato “Armonia”, lo spettacolo inaugurale ha riscritto il protocollo olimpico, svolgendosi per la prima volta in simultanea in più località e collegando idealmente lo stadio di San Siro a Milano con Piazza Angelo Dibona a Cortina d’Ampezzo, passando per Livigno e Predazzo.
Un evento imponente, seguito da oltre 9,2 milioni di telespettatori su Rai Uno (46,2% di share) e salutato con entusiasmo dai media internazionali. Il Guardian ha parlato di uno show “memorabile, chic, ammaliante e divino”, definendolo “una lettera d’amore di tre ore all’Italia e un appello alla speranza in un mondo in crisi”.
La BBC ha elogiato una “vibrante cerimonia in quattro sedi”, mentre il New York Times ha sottolineato come lo spettacolo abbia riflesso l’ampiezza geografica dei Giochi. Per la CNN, in sintesi, è stato “il patrimonio italiano in mostra”.

Un successo indiscutibile per Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, e autore di un intervento molto apprezzato alla cerimonia, per Andrea Varnier, amministratore delegato, e per Maria Laura Iascone, ceremonies director. Ma, soprattutto, per lui, l’ideatore e l’artefice dello show milanese, Marco Balich (in foto), direttore creativo della cerimonia inaugurale di Milano Cortina 2026: “Siamo orgogliosi e felici. Sono soddisfatto, abbiamo regalato al mondo uno show bomba”, ha dichiarato agli ultimi cronisti rimasti in tribuna stampa a San Siro. In particolare il direttore creativo e chairman di Balich Wonder Studio ha sottolineato come sia stata “bella la parata degli atleti in quattro location diverse”. A chi gli chiedeva se in futuro dirigerà altre cerimonie inaugurali, il direttore creativo al 16esimo evento tra Olimpiadi e Paralimpiadi, ha risposto con il sorriso sulle labbra: “Ma anche basta, ci si consuma tra una polemichetta e l'altra”.

La cerimonia ha preso il via già alle 19:15 con il pre-show allo stadio Meazza, con animazione sul campo affidata a Marco Maccarini e alla comica Brenda Lodigiani, che accompagneranno il pubblico verso l'inizio dello spettacolo.
Alle 20 in punto, uno stadio Meazza pressoché sold out, si è trasformato in un immenso palcoscenico tecnologico. 67 mila spettatori sugli spalti, il miglior risultato di sempre per un’Olimpiade invernale, e un pubblico arrivato da ogni parte del mondo hanno fatto da cornice a una serata di colori, bandiere e immagini di autentica fratellanza sportiva.
Il racconto di Balich ha seguito il filo dell’armonia tra uomo, natura e tecnologia. Mentre a Milano le luci disegnavano geometrie futuristiche sul prato di San Siro, i maxischermi proiettavano immagini in diretta da Cortina, Livigno e Predazzo, creando un abbraccio simbolico che ha annullato le distanze e raccontato l’Italia come un unico grande palcoscenico.
Significativo anche l'arrivo a San Siro del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è stato protagonista dell’ormai celebre videoclip. Nel video si vede una persona di spalle in un tram di Milano. A un certo punto il passeggero misterioso si china per raccogliere un peluche e si scopre essere Mattarella, che sorride. Al capolinea di San Siro, Mattarella saluta il conducente del tram, l’ex pilota di MotoGP Valentino Rossi.

Ad aprire la cerimonia è stata la danza di Claudio Coviello e Antonella Albano, primi ballerini della Scala, che hanno portato in scena Amore e Psiche, metafora di passione e razionalità, insieme al corpo di ballo della Scala. In scena sculture di Canova che prendono vita sulle coreografie di Riva & Repele.
Subito dopo, Matilda De Angelis, ha “diretto” lo spettacolo con una bacchetta d’orchestra, circondata da figuranti con le maschere dei grandi compositori italiani Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioachino Rossini.

Il prato di San Siro si è trasformato in una tela viva: i tubetti dei tre colori primari (giallo, rosso e blu) rovesciati sul palco, costumi variopinti, scene surreali con busti romani che prendevano vita e ballerini vestiti da caffettiere moka, simboli della creatività e dell’ingegno del Bel Paese. Un omaggio speciale è stato dedicato a Raffaella Carrà, icona pop celebrata da una ballerina in oro con l’inconfondibile caschetto biondo.

La musica ha scandito i momenti più emozionanti della serata. Mariah Carey, in un abito bianco argento con piume, ha sorpreso il pubblico interpretando in italiano Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno.
L'omaggio al genio italiano è stato tricolore, con una sfilata di modelle vestite Giorgio Armani, culminata con la consegna del Tricolore portato in scena dalla top model Vittoria Ceretti. Laura Pausini al centro della scena ha cantato l’Inno di Mameli, a incorniciare il momento solenne del Tricolore che veniva issato.

E' il momento dell'incontro tra Milano e Cortina. Nella coreografia di Adriano Bolognino, due grandi gruppi di performer - Città e Montagna - hanno dato vita a una coreografia composta da 180 ballerini e due 'aerialists' che riflette il dialogo tra uomo e natura, modernità e ancestrale, alla ricerca di un nuovo equilibrio. Sulle note della musica di Andrea Farri, due cerchi luminosi si sono sollevati nell’aria, due performer si sono così incontrati in volo. Milano si congiunge a Cortina, lo stadio si trasforma e i cerchi si moltiplicano, abbracciando il territorio fino a ricomporsi nell’emblema dei Giochi, che rappresenta tutti gli stati del mondo.
La parata degli atleti, momento centrale della cerimonia di apertura, si è svolta per la prima volta in forma diffusa, coinvolgendo Milano, Livigno, Predazzo e Cortina. Gli atleti hanno sfilato nelle sedi più vicine alle gare, trasformando i Giochi in un unico palcoscenico e rendendo la parata simbolo di unità e armonia globale. Nel rispetto del protocollo olimpico, la sfilata si è aperta con la Grecia e si è chiusa con l’Italia, seguendo l’ordine alfabetico delle 92 delegazioni, annunciate in tre lingue.

Finita la sfilata degli atleti, l'attrice Sabrina Impacciatore ha raccontato i 100 anni delle Olimpiadi invernali come un musical, con un viaggio in un secolo di emozioni, atleti e conquiste che hanno contribuito a costruire l'identità e la grandezza dei Giochi Olimpici Invernali.
L'attrice e comica Branda Lodigiani, con un divertente sketch muto sul tipico gesticolare degli italiani, ha poi detto "Welcome to Italy" prima che le bandiere di tutte le delegazioni si unissero a simboleggiare lo spirito olimpico.
A seguire Andrea Bocelli ha intonato a San Siro Nessun dorma, dall'opera lirica Turandot di Giacomo Puccini.

La cerimonia ha saputo alternare spettacolo e riflessione. Pierfrancesco Favino ha recitato L’Infinito di Giacomo Leopardi, mentre Ghali, al centro dello stadio, ha dato voce ai versi di Promemoria di Gianni Rodari in italiano, francese e inglese, aprendo una potente riflessione sulla tregua olimpica e sul rifiuto della guerra. I ballerini, tutti di età inferiore ai 20 anni, hanno composto l’immagine di una colomba, simbolo universale di pace.
Un messaggio di speranza è arrivato anche da Charlize Theron, ambasciatrice di pace dell’ONU, ispirata alle parole di Nelson Mandela.

La bandiera olimpica ha fatto il suo ingresso a San Siro sorretta da otto portabandiera simbolo dei valori olimpici accompagnata dall’inno olimpico eseguito al pianoforte da Lang Lang e dalla voce di Cecilia Bartoli, con il coro di voci bianche dell’Accademia del Teatro alla Scala.
Il momento più solenne è stato l’arrivo della Fiamma olimpica e l’accensione dei “Soli Gemelli”, simbolo dell’unità dei Giochi.
A Milano, la scena si è spostata all’Arco della Pace, monumento che rappresenta il dialogo tra i popoli: qui Enrico Fabris, dopo aver ricevuto la torcia da Manuela Di Centa, l’ha passata agli ultimi due tedofori, Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, leggende dello sci alpino con tre ori olimpici ciascuno, che hanno acceso il braciere cittadino.

In contemporanea, a Cortina d’Ampezzo, in Piazza Angelo Dibona, circondata dalle Dolomiti patrimonio UNESCO, Sofia Goggia, dopo aver ricevuto la fiamma da Gustavo Thoeni, visibilmente emozionato, ha acceso il secondo braciere, prima di tornare in pista da protagonista.
Elementi altamente simbolici della Cerimonia sono stati i due Bracieri dei Giochi, Ispirati all’eccellenza del design italiano e agli studi geometrici di Leonardo da Vinci, sono stati concepiti come Bracieri dinamici, in continuo movimento, che, animati dalla musica, saranno in grado di offrire al pubblico un’esperienza fortemente emozionante.
Le strutture, ad alta complessità tecnologica, sono composte da 4,5 tonnellate di metallo, 1.440 componenti di connessione e 1.000 metri di LED dinamici. Sono stati realizzati grazie alla partnership con Fincantieri, sponsor di Milano Cortina 2026 e nascono da un progetto di Marco Balich in collaborazione con Lida Castelli e Paolo Fantin.
A lavorare alla Cerimonia di Apertura di Milano Cortina 2026 una squadra di creativi italiani di altissimo livello guidata da Marco Balich, già autore di memorabili Cerimonie Olimpiche, Simone Ferrari, Creative Director e Deputy Creative Lead, Damiano Michieletto, Creative Director, Lida Castelli, Protocol Creative Director, Lulu Helbaek, Creative Director. Insieme a loro lavoreranno anche: Paolo Fantin, Production Designer, Andrea Farri, Music Director, Massimo Cantini Parrini, Costume Designer
La cerimonia inaugurale di Milano-Cortina 2026 è frutto di una delle macchine organizzative più complesse dell’industria degli eventi contemporanei, un sistema multilivello in cui convergono ingegneria, logistica, sicurezza, produzione televisiva e project management avanzato.
Più di 1.300 i membri del cast impegnati nello spettacolo, tra professionisti e volontari provenienti da oltre 27 Paesi, affiancati da più di 950 operatori tra staff e forza lavoro degli altri fornitori, attivi tra lo Stadio di San Siro e i diversi hub operativi.
La componente musicale ha visto il coinvolgimento di oltre 500 musicisti per la composizione delle colonne sonore originali, mentre la preparazione dell’evento sta richiedendo oltre 700 ore di prove tra Milano, Cortina, Livigno, Predazzo e Arco della Pace.
Di grande importanza il lavoro dedicato a costumi, trucco e acconciatu
Il concept creativo è stato tradotto in un articolato technical masterplan che ha integrato scenografia, infrastrutture temporanee, impiantistica e sistemi digitali. San Siro è stato trasformato in una piattaforma modulare capace di ospitare carichi sospesi, superfici LED ad alta risoluzione, sistemi audio immersivi e scenografie dinamiche, garantendo al contempo piena compatibilità con i requisiti di sicurezza e con il contesto urbano.
La logistica di materiali e persone è stata gestita attraverso strumenti avanzati di supply chain management, privilegiando soluzioni prefabbricate, fornitori locali e un uso razionale delle risorse, in linea con gli obiettivi di sostenibilità dei Giochi.
Il cuore tecnologico della cerimonia è stato la regia integrata: audio, video, luci, automazioni ed effetti speciali hanno operato all’interno di un sistema di controllo centralizzato, progettato con logiche di ridondanza e continuità operativa. Ogni cambio scena è stato sincronizzato con precisione millimetrica, affinato attraverso sessioni di full rehearsal che hanno simulato l’intero svolgimento dell’evento.
Fondamentale anche la dimensione televisiva. La cerimonia è stata concepita come un grande evento broadcast globale, con decine di camere, regie multiple e sistemi di ripresa speciali. La sfida è stata costruire un racconto coerente per il pubblico internazionale senza sacrificare l’impatto emotivo per gli spettatori presenti nello stadio, mantenendo un costante allineamento tra regia artistica, lighting design e produzione televisiva.
Grande attenzione è stata dedicata alla sostenibilità, con soluzioni pensate per ridurre i consumi energetici, favorire il riuso dei materiali e garantire una legacy post-evento delle infrastrutture temporanee. Anche la cerimonia inaugurale è diventata così un laboratorio di sperimentazione per modelli organizzativi e tecnologici più responsabili.
Quando l’ultimo quadro si è chiuso e i due bracieri si sono accesi all’unisono, Milano-Cortina 2026 ha restituito l’immagine di un evento corale, dove emozione e precisione convivono. Un grande spettacolo, certo, ma anche il risultato di un lavoro invisibile fatto di competenze, processi e coordinamento. È in questo equilibrio tra racconto simbolico e macchina organizzativa che la cerimonia di inaugurazione ha trovato la sua cifra più autentica, aprendo ufficialmente sedici giorni di sport, sogni e sfide olimpiche.

