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Evento culturale

"La dolce attesa”: Paolo Sorrentino firma il progetto-installazione per il Salone del Mobile.Milano 2025

L'installazione, realizzata con il contributo di Margherita Palli, è allestita all’ingresso dei padiglioni 22- 24.

Si intitola La dolce attesa il progetto-installazione del regista Paolo Sorrentino per il Salone 2025: uno spazio atemporale, un ponte invisibile tra presente e futuro, in cui il desiderio si intreccia con il timore di incontrare il destino. Un vuoto da riempire o un’opportunità da accogliere. Perché, come afferma il regista premio Oscar “l’attesa è angoscia. La dolce attesa è un viaggio. Che stordisce e ipnotizza”. Una terra di mezzo dove tutto è ancora possibile, dove tutto può – o potrebbe – essere più dolce. 

Fedele allo sguardo visionario di Sorrentino, La dolce attesa – allestita all’ingresso dei padiglioni 22- 24 – si annuncia come una metafora dell’esistenza; offrirà l’opportunità di fermarsi ad ascoltare il proprio respiro per ritrovare la bellezza nel tempo che scorre lento, insegnandoci il valore della pazienza. Una metafora del vivere, in cui tutto è sospeso ma, ancora paradossalmente, tutto accade.

Tra le peggiori sventure della vita, c’è l’attesa” confida Paolo Sorrentino. “Parliamo dell’attesa di un referto, di un responso medico. Quando si attende il nostro destino, non si riesce a far altro che attendere. Quando il nostro futuro dipende da un medico, da un laboratorio, ecco che rimaniamo appesi. E angosciati. Forse, allora, dovremmo ripensare l’attesa. Così, forse, aspettare può diventare meno penoso. Perché diventa altro. La nostra sala d’attesa vuole essere un’altra cosa. Non ti costringe a star fermo, ma ti lascia andare. Un piccolo viaggio, come da bambini, su giostre rassicuranti”. 

Aprire le porte del Salone del Mobile a Paolo Sorrentino è un’emozione profonda” commenta Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano “Con La dolce attesa, ci invita a vivere un’esperienza che ci riguarda tutti da vicino. Sorrentino è il regista delle sospensioni emotive, è il narratore di vite ordinarie rese straordinarie dal suo sguardo unico, capace di esplorare l’umano con profondità e leggerezza, insieme. Questa installazione non è solo uno spazio, ma un racconto fatto di immagini, suoni e respiri, che ci ricorda che l’attesa è un sentimento universale. Lo è nel contesto che ha scelto Sorrentino – una sala d’attesa d’ospedale; così come in qualsiasi altro contesto dove l’attendere è la misura con cui ci rapportiamo al mondo, nelle nostre case, al lavoro, in un aeroporto, ovunque ci porti il destino”. 

Per La dolce attesa, Paolo Sorrentino ha scelto di affidarsi al contributo di Margherita Palli, scenografa con quarant’anni di carriera, iniziata con la lunga collaborazione con il regista Luca Ronconi per il quale ha realizzato le scenografie di più di sessanta spettacoli in Italia e nel mondo, dalla Biennale di Venezia al Piccolo Teatro di Milano, dalla Scala al Teatro di Roma. Insignita di numerosi premi, tra cui sei volte il Premio UBU, oltre che per Ronconi, Margherita Palli ha progettato scenografie per i registi Liliana Cavani, Mario Martone, Alexander Sokurov e per i coreografi Yang Jiang e Daniel Ezralow