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Evento pubblico

Sfida al pianoforte tra il robot TeoTronico e il musicista Roberto Prosseda

Lunedì 9 giugno al Museo del Violino di Cremona, attualizzando la classica 'sfida tra virtuosi', i due pianisti - uomo e automa - si confronteranno alla tastiera di due identici Fazioli F278 Grancoda, eseguendo pagine di Scarlatti, Mozart, Chopin, Liszt, ciascuno cercando di superare l'altro. L'evento apre la 34° edizione della rassegna Spazionovecento.
Ormai è una star, anche se da quando è nato non ha mai studiato musica pur sapendola eseguire tutta; nel 2012, a soli 4 anni, ha debuttato come solista alla Philharmonie di Berlino, sorprendendo il pubblico per la sua capacità di suonare il pianoforte con una velocità e un’agilità incredibili: è il pianista-robot TeoTronico, che lunedì 9 giugno alle 21, nella prestigiosa sede dell’Auditorium 'Giovanni Arvedi' del Museo del Violino di Cremona, apre la XXXIV edizione della rassegna Spazionovecento.
 
Suo antagonista, nonché ideatore della serata, è Roberto Prosseda, uno dei pianisti italiani più noti e apprezzati nel mondo grazie anche e soprattutto alle sue incisioni Decca dedicate all’integrale delle musiche (edite e inedite) di Felix Mendelssohn, fra le quali il Terzo Concerto in mi minore con Riccardo Chailly e la Gewandhaus Orchester.
 
Rinnovando e attualizzando la classica 'sfida tra virtuosi', i due pianisti - uomo e automa - si confronteranno alla tastiera di due identici Fazioli F278 Grancoda, eseguendo pagine immortali di Scarlatti, Mozart, Chopin, Liszt, ciascuno cercando di superare l'altro. 

Ma con un messaggio importante. A spiegare il messaggio dell’inedita esibizione, prima dell'inizio del concerto, sarà lo stesso Prosseda: "Teo Tronico suona con una precisione impressionante, rimane fedelissimo a ogni indicazione segnata in partitura, ma qual è la differenza tra riproduzione ed interpretazione, esecuzione e creatività?".
 
Nel corso della serata gli spettatori rimarranno inoltre sorpresi nello scoprire altre qualità di questo curioso robot: oltre a suonare il pianoforte, Teo canta, parla e potrebbe arrivare ad incalzare il suo antagonista alla tastiera, mettendone in discussione le interpretazioni.

Inoltre, Teo può riprodurre esecuzioni storiche tratte da antichi rulli delle pianole di fine ‘800 nelle incisioni di grandissimi pianisti (Rachmaninoff, Busoni) e, con un salto temporale unico, può suonare brani che solo un robot sarebbe capace di eseguire, come gli studi di Conlow Nancarrow, scritti appositamente per player piano.