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Aldo Grasso allo IAP: dove sono finiti i pubblicitari?
Il noto critico televisivo, intervenuto al Convegno organizzato a Milano dall'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria sul tema della correttezza della pubblicità, critica i pubblicitari, assenti all'incontro e riflette sulla perdita di importanza della loro figura professionale che, negli anni '60 e '70, in Italia, rappresentava la punta più alta della comunicazione commerciale.
Al convegno sul tema 'La correttezza della pubblicità tra Autodisciplina e controllo pubblico' organizzato a Milano in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario IAP (leggi news), i pubblicitari e le agenzie non c'erano. Unico, in platea, membro della categoria, Pasquale Diaferia. Molte invece le aziende presenti, rappresentate anche dal presidente Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi.Un atteggiamento, questo, che fa riflettere e che rafforza le critiche lanciate durante l'incontro da Aldo Grasso ai pubblicitari, " ormai scomparsi come figura professionale, in seguito soprattutto alla crisi economica e alla trasformazione delle agenzie, dopo aver rappresentato, soprattutto negli anni '60 e '70, in Italia, la vetta più alta della comunicazione commerciale".
Sempre più al centro dell'attenzione dei media e dell'opinione pubblica, invece, la pubblicità, che il critico televisivo definisce come una grande suggestione.
"Con il suo gioco di richiami a luoghi comuni, citazioni tratte dalla letteratura, dal teatro e dal cinema - spiega - la pubblicità non solo veicola suggestioni espressive, ma anticipa comportamenti, costumi e trend condivisi -. Naturalmente questo comporta che il ruolo degli organi dello Iap non sia semplicemente di tipo giuridico, ma anche etico, ovvero sanzionare i comportamenti diffusi dalla pubblicità stessa".
"Certamente una comunicazione di massa, quanto più originale e innovativa, deve mantenere vivo un forte senso di responsabilità nei confronti del pubblico a cui si rivolge - continua Grasso - . Ma Il segreto di una grande pubblicità, come insegnava Carosello, sta nella capacità di 'sconfiggere' con responsabilità e stile le più rigide norme restrittive, senza oltrepassare i limiti consentiti".
Data la frenetica evoluzione dei mezzi e dei linguaggi pubblicitari, soprattutto sul web, dove nascono le forme più innovative e originali di creatività pubblicitaria come i viral, il critico televisivo sollecita lo IAP ad aggiornarsi sulle nuove potenzialità e sui nuovi meccanismi della comunicazione, che rendono inapplicabili le forme di controllo utilizzate per stampa e televisione.
Guarda il video ad Aldo Grasso su ADVexpress tv

