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Cannes 2015. Al Festival domina la creatività made in USA, seguita da UK che sorpassa un Brasile in perdita di 17 leoni rispetto al 2014

Alla sessantaduesima edizione del Festival Internazionale della Creatività di Cannes, padroni della kermesse, in termini di leoni vinti, rimangono gli Stati Uniti con 68 metalli in più rispetto all'anno scorso e un totale di 281. Segue il Regno Unito che scalza dal secondo posto il Brasile, quest'anno terzo. Magro bottino invece quello dell'Italia (leggi news), che con 10 leoni (5 in meno del 2014) scende al 26° posto nello scenario competitivo mondiale perdendo otto posizioni rispetto al 18esima conquistata lo scorso anno.
A Cannes, calato il sipario sulla 62esima edizione di quello che da due anni si chiama International Festival of Creativity, si è definito anche questa volta dove stà di casa la migliore creatività al mondo con l'assegnazione di 1.164 leoni. Senza grandi sorprese USA rimane il padrone indiscusso della kermesse, posizionandosi anche quest'anno sul gradino più alto del podio, nel ranking globale dei paesi premiati, con 281 metalli (68 in più verso i 213 dello scorso anno). S'invertono invece le successive due posizioni, rispetto al 2014 (leggi news), con un Brasile forse un po' stanco che perde 17 leoni e, con un forziere di 90 metalli, slitta al terzo posto lasciando il secondo a UK che incrementa il proprio medagliere di 18 premi passando a 122.

Questo il podio dei tradizionali Cannes Lions. Non cambia molto la situazione nemmeno analizzando le altre due competizioni che hanno preceduto e seguito Cannes Lions: Health (leggi news) ed Innovation (leggi news). USA, UK e Brasile ancora in cima alle classifiche. Ad eccezione di Innovation in cui il paese della samba si posiziona nona e l'Australia sale sul terzo gradino del podio.

In allegato il Medagliere Globale 2015, comprensivo di Lions Health ed Innovation, il Medagliere Italiano 2015 e il Medagliere Globale 2014.

Analizzando il resto del ranking globale di quest'anno, tra le migliori performance il Canada che balza dalla 20esima posizione del 2014 all'8° posto con 35 leoni rispetto ai 14 della scorsa edizione (+21), il Belgio che con il doppio dei metalli (28 verso i 14 scorsi) sale dalla 28esima alla 19esima posizione. Degni di nota anche i risultati di Cile e Corea del Sud che si posizionano rispettivamente 23° e 25° guadagnando 11 e 13 posizioni. Tra i paesi emergenti exploit della Romania che dal 44° posto balza al 28°.

Subito a ruota del podio troviamo una Francia stabile in quarta posizione, mentre Germania, Giappone e Spagna incrementano i propri leoni rispettivamente di 26 leoni, 14 e 11 occupando 5°, 6° e 9° posto.

Magro bottino invece quello dell'Italia (leggi news), che con 10 leoni (5 in meno del 2014) scende al 26° posto nello scenario competitivo mondiale perdendo otto posizioni rispetto al 18esima conquistata lo scorso anno. Risultati raggiunti nonostante l'ottimo lavoro dei giurati italiani (leggi news) che hanno fatto il possibile per fare emergere il meglio dei lavori in concorso. 

La responsibilità, a detta dei più, sembrerebbe essere in parte attribuibile alla scarsa numerosità dei progetti tricolore iscritti al Festival (leggi news) e in parte allo scarso coraggio delle aziende italiane nell'investire in progetti di comunicazione innovativi che potrebbero nascere dal grande potenziale creativo italiano, ad oggi inespresso. Ad essere di quest'idea, tra gli interventi più recenti, Luca Lorenzini che, intervistato in occasione della sua partecipazione alla kermesse in qualità di giurato italiano nel Direct (guarda intervista video), ha ribadito il concetto spronando i clienti a crederci di più e ad affidarsi all'expertise dei professionisti italiani per eccellere non solo in competizioni come il Festival di Cannes, ma anche nei risultati di business. Il global creative director Saatchi&Saatchi, che da sei mesi vive e lavora a New York, ha potuto 'toccare con mano' la differente mentalità del marketing di brand internazionali che da anni osano in comunicazione con evidenti ritorni positivi. 

Non a caso gli Stati Uniti rimangono leader incontrastati del Festival di Cannes, non solo relativamente ai premi vinti ma anche in termini di iscrizioni. Quest'anno dagli USA sono arrivate per Cannes Lions 7.436 entry, quasi il 20% delle 37.426 totali.

Chissà che sulla scia dell'ennesimo segnale d'allarme sullo stato di salute della comunicazione italiana, le aziende tricolore non si decidano ad osare maggiormente permettendo anche all'Italia di produrre ed iscrivere molti più lavori degni di competere nell'arena internazionale del Festival più importante della communication industry. E i risultati non tarderanno ad arrivare. 

Maria Ferrucci