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Cannes 2015. Film Craft: Grand Prix all’emozione suscitata dallo spot 'Monty's Christmas per John Lewis (ag. Adam&Eve DDB/cdp Blink Londra)
Il corpo senza l'anima sarebbe inutile. Così un film perfettamente eseguito ma senza un'idea. Dal matrimonio fra anima e corpo, idea ed esecuzione, la giuria dei Film Craft Lions ha scelto Monty's Christmas, lo spot natalizio del department store britannico John Lewis, ideato da Adam & Eve DDB e prodotto da Blink.
(Cannes. Dal nostro inviato Tommaso Ridolfi) Già da un paio d’anni le campagne del department store inglese John Lewis puntano sull’effetto sorpresa e sul lato emotivo del ‘regalo natalizio’, ottenendo sempre ottimi risultati. Lo spot del natale 2014 non è stato da meno: solo nell’ultima giornata del Festival la campagna ‘Monty’s Christmas’ ideata da Adam & Eve DDB e prodotta da Blink London ha infatti portato a casa un oro in Branded Content & Entertainment, un argento nei Film, un bronzo nella sezione Integrated e, soprattutto, il Grand Prix dei Film Craft Lions.
Guarda il video del GP.
La storia è quella di un bambino e del suo migliore amico, il pinguino Monty, che lo segue dappertutto e partecipa con lui a qualsiasi gioco o attività. Osservando gli umani, e in particolare le coppie, però, Monty sembra rattristarsi sempre più: il bambino se ne accorge e decide per natale dio regalare a Monty una compagna. Il finale dello spot rivela che Monty, così come la sua nuova ‘compagna’ sono peluche. Il tutto eseguito in modo assolutamente perfetto, con effetti speciali davvero straordinari nell’inserire e animare il pinguino in tutte le scene del film.
Il presidente della giuria Joao Daniel Tikhomiroff, fondatore, partner e regista della casa di produzione Mixer, spiega il processo con cui la giuria si è lentamente avvicinata alla decisione sul Grand Prix: “E’ stato molto interessante - dice -, perché nella prima fase, per decidere i Leoni d’Oro, abbiamo parlato e discusso molto da un punto di vista razionale i meriti o demeriti di ogni singolo film. Solo alla fine abbiamo cominciato a farci influenzare dagli aspetti emotivi che alla fine, però, sono quelli che hanno avuto il sopravvento, facendo prevalere il cuore sulla mente”.
Quali sono stati esattamente i criteri alla base delle decisioni?
“La prima cosa che abbiamo cercato è l’idea - risponde Tikhomiroff -: senza una grande idea non ci può essere un grande film. La sceneggiatura e la direzione della fotografia possono essere meravigliose, ma senza un’idea a che cosa servono? Solo se e quando è al servizio di una grande idea ha un senso cercare l’eccellenza nell’esecuzione. Tutti i film che abbiamo premiato rispettano questo criterio di scelta: alcuni per l’uso brillante della tecnologia, altri per il particolare tocco ‘umano’ o artigianale. Ma tutti hanno una grande idea alle spalle. Mi piace fare un paragone con il rapporto che c’è fra il corpo e l’anima di una persona: il corpo è quello che ci permette di camminare, correre, mangiare, piangere, fare sesso… ma se non c’è l’anima tutte quelle attività non servono a niente”.
E’ questa la ragione per cui le speranze di arrivare a un leone del commercial italiano Dad (Papà), firmato da Ogilvy & Mather per Wind, unico italiano in shortlist sui 27 iscritti, si sono arenate?
“Il punto - risponde diplomaticamente Tikhomiroff - è che quest’anno la selezione dei lavori entrati in shortlist è stata più severa che in passato: secondo le regole ‘matematiche’ del Festival in short avrebbe dovuto passare il Top 10%, mentre dopo la prima votazione abbiamo ulteriormente scremato la short e solo l’8% dei film iscritti è arrivato a quel livello. Quindi una shortlist a Cannes rappresenta già una sorta di premio: a mio giudizio lo spot Wind è un ottimo film, e merita pienamente il posto in shortlist”.
Il medagliere
Caso più unico che raro nel Festival degli ultimi anni, quella del Film Craft è la sezione in cui la Gran Bretagna torna ad assurgere il ruolo 'guida' che già aveva anni fa grazie al Grand Prix, 5 ori, 10 argenti e 12 bronzi (un totale di 28 premi sui 66 assegnati). Secondo posto al Brasile (4 ori e 5 argenti) e terzo alla Francia (2 ori e 4 bronzi).
(In allegato, la lista completa dei vincitori e il medagliere per nazione)
Guarda il video del GP.
La storia è quella di un bambino e del suo migliore amico, il pinguino Monty, che lo segue dappertutto e partecipa con lui a qualsiasi gioco o attività. Osservando gli umani, e in particolare le coppie, però, Monty sembra rattristarsi sempre più: il bambino se ne accorge e decide per natale dio regalare a Monty una compagna. Il finale dello spot rivela che Monty, così come la sua nuova ‘compagna’ sono peluche. Il tutto eseguito in modo assolutamente perfetto, con effetti speciali davvero straordinari nell’inserire e animare il pinguino in tutte le scene del film.
Il presidente della giuria Joao Daniel Tikhomiroff, fondatore, partner e regista della casa di produzione Mixer, spiega il processo con cui la giuria si è lentamente avvicinata alla decisione sul Grand Prix: “E’ stato molto interessante - dice -, perché nella prima fase, per decidere i Leoni d’Oro, abbiamo parlato e discusso molto da un punto di vista razionale i meriti o demeriti di ogni singolo film. Solo alla fine abbiamo cominciato a farci influenzare dagli aspetti emotivi che alla fine, però, sono quelli che hanno avuto il sopravvento, facendo prevalere il cuore sulla mente”.
Quali sono stati esattamente i criteri alla base delle decisioni?
“La prima cosa che abbiamo cercato è l’idea - risponde Tikhomiroff -: senza una grande idea non ci può essere un grande film. La sceneggiatura e la direzione della fotografia possono essere meravigliose, ma senza un’idea a che cosa servono? Solo se e quando è al servizio di una grande idea ha un senso cercare l’eccellenza nell’esecuzione. Tutti i film che abbiamo premiato rispettano questo criterio di scelta: alcuni per l’uso brillante della tecnologia, altri per il particolare tocco ‘umano’ o artigianale. Ma tutti hanno una grande idea alle spalle. Mi piace fare un paragone con il rapporto che c’è fra il corpo e l’anima di una persona: il corpo è quello che ci permette di camminare, correre, mangiare, piangere, fare sesso… ma se non c’è l’anima tutte quelle attività non servono a niente”.
E’ questa la ragione per cui le speranze di arrivare a un leone del commercial italiano Dad (Papà), firmato da Ogilvy & Mather per Wind, unico italiano in shortlist sui 27 iscritti, si sono arenate?
“Il punto - risponde diplomaticamente Tikhomiroff - è che quest’anno la selezione dei lavori entrati in shortlist è stata più severa che in passato: secondo le regole ‘matematiche’ del Festival in short avrebbe dovuto passare il Top 10%, mentre dopo la prima votazione abbiamo ulteriormente scremato la short e solo l’8% dei film iscritti è arrivato a quel livello. Quindi una shortlist a Cannes rappresenta già una sorta di premio: a mio giudizio lo spot Wind è un ottimo film, e merita pienamente il posto in shortlist”.
Il medagliere
Caso più unico che raro nel Festival degli ultimi anni, quella del Film Craft è la sezione in cui la Gran Bretagna torna ad assurgere il ruolo 'guida' che già aveva anni fa grazie al Grand Prix, 5 ori, 10 argenti e 12 bronzi (un totale di 28 premi sui 66 assegnati). Secondo posto al Brasile (4 ori e 5 argenti) e terzo alla Francia (2 ori e 4 bronzi).
(In allegato, la lista completa dei vincitori e il medagliere per nazione)





