Advertising
Cannes 2015. Kassaei (DDB): 'L'industry creativa torni ai fondamentali, il nostro obiettivo non è solo vincere premi'
Provocatorio l'intervento del chief creative officer di DDB Worldwide al Festival Internazionale della Creatività. "Tutti gli operatori di questo settore si preoccupano di seguire i nuovi trend, senza rendersi conto che stanno perdendo il contatto con la realtà. La mission dei creativi è aiutare le aziende a comunicare i loro prodotti nel modo migliore e solo tenendo ben presente questo si può cavalcare efficacemente il cambiamento", ha affermato Kassaei.
(Cannes. Dalla nostra inviata Serena Piazzi). Nella penultima giornata del Festival Internazionale della Creatività di Cannes, dopo quasi una settimana di incontri dove si è parlato soprattutto dei nuovi trend e del futuro dell'industria dell'advertising, sale sul palco Amir Kassaei, chief creative officer di DDB Worldwide, e subito riporta tutti al presente mettendo in guardia la platea nel suo seminario dall'emblematico titolo 'Do this or die': "Tutti gli operatori del settore si interrogano sul cambiamento, su ciò che succederà e sui comportamenti da adottare per stare al passo, ma nessuno pensa a cosa invece non cambierà mai - ha esordito Kassaei - . Ecco, io ritengo che oggi sia assolutamente necessario per i creativi tornare ai fondamentali, rifocalizzarsi sul vero obiettivo del loro lavoro, senza perdere di vista il contatto con la realtà come invece rischiano di fare preoccupandosi di cose che per le persone comuni non sono assolutamente rilevanti e che non hanno alcun riscontro nella vita reale".
Già, perché invece ciò che un creativo dovrebbe fare secondo Kassaei è usare il proprio talento per aiutare le aziende a comunicare al meglio i prodotti alle persone.
"Chi opera nel settore della pubblicità crede che ciò che fa sia di per sé importante ma in realtà non lo è - ha continuato il chief creative officer di DDB - ; diventa importante proprio nel momento in cui raggiunge lo scopo per cui è nato, che proprio per questo motivo è fondamentale tenere bene a mente. Io amo questa industry e sono convinto che i professionisti dell'advertising abbiano tutte le risorse per cambiare le cose. Ma devono farlo, e subito, se non vogliono 'uccidere' il loro stesso business. Alcuni anni fa la pubblicità era in grado di avere un forte impatto sulla cultura, sulle persone, sulla società intera: dobbiamo far sì che torni ad essere così, senza sprecare il nostro talento mettendolo al servizio di questioni assolutamente irrilevanti".
A nulla valgono anche i premi, se guadagnati con un progetto realizzato all'unico scopo di compiacere i giurati di un Festival internazionale. "Non lavoriamo nel business dell'advertising per vincere premi, perché quello non significa essere bravi nel nostro mestiere - ha affermato Kassaei - . I riconoscimenti sono di valore solo se testimoniano la capacità di utilizzare tecnologia e creatività per arrivare dritti al cuore della gente".
Invece sempre più spesso capita che le campagne vengano confezionate ad hoc per accaparrarsi il Leone di turno. O almeno così ha azzardato Kassaei, che in chiusura del suo intervento ha provocatoriamente affermato: "In questi giorni al Festival ma anche in altri contesti sono stati premiati moltissimi lavori con un intento sociale, ma quanti di questi sono stati realizzati con il vero obiettivo di aiutare le persone? Quante volte le bellissime idee presentate hanno davvero trovato applicazione? Forse troppo poche, ma i giurati ne restano colpiti, distribuiscono riconoscimenti e i creativi sono felici così. Non voglio essere cinico o comunicare un messaggio negativo, ma sono convinto che avere uno sguardo critico sia imprescindibile per progredire. Possiamo fare grandi cose, ma non è questo il modo. Creativi, guardiamoci allo specchio e rendiamoci conto che il nostro approccio va cambiato e che dobbiamo farlo ora, trasmettendo alle nuove generazioni i giusti valori di questo lavoro".
Già, perché invece ciò che un creativo dovrebbe fare secondo Kassaei è usare il proprio talento per aiutare le aziende a comunicare al meglio i prodotti alle persone.
"Chi opera nel settore della pubblicità crede che ciò che fa sia di per sé importante ma in realtà non lo è - ha continuato il chief creative officer di DDB - ; diventa importante proprio nel momento in cui raggiunge lo scopo per cui è nato, che proprio per questo motivo è fondamentale tenere bene a mente. Io amo questa industry e sono convinto che i professionisti dell'advertising abbiano tutte le risorse per cambiare le cose. Ma devono farlo, e subito, se non vogliono 'uccidere' il loro stesso business. Alcuni anni fa la pubblicità era in grado di avere un forte impatto sulla cultura, sulle persone, sulla società intera: dobbiamo far sì che torni ad essere così, senza sprecare il nostro talento mettendolo al servizio di questioni assolutamente irrilevanti".
A nulla valgono anche i premi, se guadagnati con un progetto realizzato all'unico scopo di compiacere i giurati di un Festival internazionale. "Non lavoriamo nel business dell'advertising per vincere premi, perché quello non significa essere bravi nel nostro mestiere - ha affermato Kassaei - . I riconoscimenti sono di valore solo se testimoniano la capacità di utilizzare tecnologia e creatività per arrivare dritti al cuore della gente".
Invece sempre più spesso capita che le campagne vengano confezionate ad hoc per accaparrarsi il Leone di turno. O almeno così ha azzardato Kassaei, che in chiusura del suo intervento ha provocatoriamente affermato: "In questi giorni al Festival ma anche in altri contesti sono stati premiati moltissimi lavori con un intento sociale, ma quanti di questi sono stati realizzati con il vero obiettivo di aiutare le persone? Quante volte le bellissime idee presentate hanno davvero trovato applicazione? Forse troppo poche, ma i giurati ne restano colpiti, distribuiscono riconoscimenti e i creativi sono felici così. Non voglio essere cinico o comunicare un messaggio negativo, ma sono convinto che avere uno sguardo critico sia imprescindibile per progredire. Possiamo fare grandi cose, ma non è questo il modo. Creativi, guardiamoci allo specchio e rendiamoci conto che il nostro approccio va cambiato e che dobbiamo farlo ora, trasmettendo alle nuove generazioni i giusti valori di questo lavoro".


