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Cannes 2015. Product Design: Grand Prix agli Emirati Arabi per un salutare 'pesce di ferro'
Alla loro seconda edizione, i Product Design premiano col Grand Prix un oggetto insolito ma al tempo stesso semplicissimo: un piccolo pesce che utilizzato mentre si cucina arricchisce il cibo e contribuisce a risovere il problema endemico della mancanza di ferro in moltissimi paesi. Il progetto per Lucky Fish è stato iscritto dalla sede di Dubai di Geometry Global (agenzia del Gruppo WPP). Niente da fare per i due progetti italiani iscritti che non erano entrati in short.
(Cannes. Dal nostro inviato Tommaso Ridolfi) Un piccolo pesce di ferro da mettere nella pentola in cui cuocere il proprio cibo arricchendo la dieta di chi soffre di anemia o insufficienza ferrosa: un prodotto a basso costo sviluppato in Cambogia per assistere la popolazione locale (proprio per questo ha la forma di un pesce, un simbolo culturale significativo che le persone sono disposte a mettere in pentola rispetto a un semplice pezzo di ferro) ma che si sta trasformando in un vero fenomeno globale per la sua capacità ed efficacia nel migliorare la vita e la salute delle persone. Un prodotto/progetto efficace, visto che nelle località e nei villaggi in cui è stato utilizzato il tasso di diffusione di malattie collegate alla carenza di ferro è sceso di oltre il 50%.
Questo, in sintesi, il progetto che si è aggiudicato la seconda edizione dei Product Lions, firmato dalla sede di Dubai di Geometry Global, la sigla appartenente al Gruppo WPP.
Guarda il video del GP
"Abbiamo visto oggetti di ogni genere, forma o materiale - spiega il presidente della giuria Dan Formosa, titolare dell'omonio studio -, da pezzi di cartone come da veri e propri robot... Questo Grand Prix è quanto di più 'low tech' si possa immaginare, ma assolve perfettamente alla sua funzione di cambiare i comportamenti delle persone. Lo abbiamo scelto proprio per questa ragione, considerandolo appropriato al ruolo che la sezione Product Design ha qui a Cannes rispetto ad altri concorsi e iniziative del genere: il presupposto da cui siamo partiti è infatti che pur conoscendo benissimo l'importanza del marketing e dell'advertising, in quanto designer sappiamo che oltre alla comunicazione top down è proprio il prodotto, il suo vestito ma anche la sua essenza e il suo messaggio dal basso verso l'alto a rassicurare, invogliare e spingere il consumatore all'atto di acquisto facendogli vivere un'esperienza".
Da questo punto di vista, Formosa lamenta la mancanza di possibilità per la giuria di provare e sperimentare direttamente i prodotti in gara: "Abbiamo di fronte a noi alcuni degli oggetti, ma alla fine i filmati creati dalle agenzie per presentare i progetti non sono altro che spot, è tutta comunicazione. Il che va bene quando il prodotto da giudicare è la comunicazione stessa, ma non nel nostro caso. Se la nostra responsabilità è quella di prendere una decisione considerando l'esperienza d'uso di ogni progetto iscritto, non possiamo accontentarci di chi ce lo comunica e basta: spesso nascono domande cui i filmati non danno risposte, o almeno non in un'ottica da designer, che è naturalmente diversa da quella di un pubblicitario".
Gli unici due progetti italiani iscritti in questa categoria - Smart Play-Board di Leo Burnett per Samsung Italia (guarda il video) e 'The Board Of Peace' di Mc Cann Worldgroup per Fiorucci (guarda il video) - non avevano superato l'esame per entrare in shortlist. Le motivazioni sono state spiegate ad ADVexpress Tv dalla giurata italiana nel Product Design, Defne Koz, industrial designer Koz+Susani Design.
Guarda l'intervista video.
Il medagliere
Anche quella dei Product Lions è una categoria tropo 'giovane' per stabilire una graduatoria fra ori argenti e bronzi: oltre al Grand Prix, quindi, gli altri 7 leoni assegnati sono tutti parimerito. Ben 3 di questi sono andati agli Stati Uniti e, cosa ancor più significativa, all'agenzia R/GA New York.
Questo, in sintesi, il progetto che si è aggiudicato la seconda edizione dei Product Lions, firmato dalla sede di Dubai di Geometry Global, la sigla appartenente al Gruppo WPP.
Guarda il video del GP
"Abbiamo visto oggetti di ogni genere, forma o materiale - spiega il presidente della giuria Dan Formosa, titolare dell'omonio studio -, da pezzi di cartone come da veri e propri robot... Questo Grand Prix è quanto di più 'low tech' si possa immaginare, ma assolve perfettamente alla sua funzione di cambiare i comportamenti delle persone. Lo abbiamo scelto proprio per questa ragione, considerandolo appropriato al ruolo che la sezione Product Design ha qui a Cannes rispetto ad altri concorsi e iniziative del genere: il presupposto da cui siamo partiti è infatti che pur conoscendo benissimo l'importanza del marketing e dell'advertising, in quanto designer sappiamo che oltre alla comunicazione top down è proprio il prodotto, il suo vestito ma anche la sua essenza e il suo messaggio dal basso verso l'alto a rassicurare, invogliare e spingere il consumatore all'atto di acquisto facendogli vivere un'esperienza".
Da questo punto di vista, Formosa lamenta la mancanza di possibilità per la giuria di provare e sperimentare direttamente i prodotti in gara: "Abbiamo di fronte a noi alcuni degli oggetti, ma alla fine i filmati creati dalle agenzie per presentare i progetti non sono altro che spot, è tutta comunicazione. Il che va bene quando il prodotto da giudicare è la comunicazione stessa, ma non nel nostro caso. Se la nostra responsabilità è quella di prendere una decisione considerando l'esperienza d'uso di ogni progetto iscritto, non possiamo accontentarci di chi ce lo comunica e basta: spesso nascono domande cui i filmati non danno risposte, o almeno non in un'ottica da designer, che è naturalmente diversa da quella di un pubblicitario".
Gli unici due progetti italiani iscritti in questa categoria - Smart Play-Board di Leo Burnett per Samsung Italia (guarda il video) e 'The Board Of Peace' di Mc Cann Worldgroup per Fiorucci (guarda il video) - non avevano superato l'esame per entrare in shortlist. Le motivazioni sono state spiegate ad ADVexpress Tv dalla giurata italiana nel Product Design, Defne Koz, industrial designer Koz+Susani Design.
Guarda l'intervista video.
Il medagliere
Anche quella dei Product Lions è una categoria tropo 'giovane' per stabilire una graduatoria fra ori argenti e bronzi: oltre al Grand Prix, quindi, gli altri 7 leoni assegnati sono tutti parimerito. Ben 3 di questi sono andati agli Stati Uniti e, cosa ancor più significativa, all'agenzia R/GA New York.





