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CANNES. Ben Stiller guest star, tra humour, advertising e solidarietà

Nella terza giornata del Festival, l'attore comico americano è stato protagonista di un incontro speciale con Jeff Goodby, moderato da Elisa Steele, chief marketing officer di Yahoo!. Digital e creatività al centro del dibattito, vivacizzato da divertenti scambi di battute. E, alla fine, una foto-ricordo utile, però, a fare del bene.
(Dalla nostra inviata a Cannes Serena Piazzi). Tutto esaurito alla Sala Debussy del Palais des Festivals di Cannes per lo speciale intervento di Ben Stiller, protagonista, insieme alla leggenda della pubblicità Jeff Goodby, di un incontro organizzato da Yahoo!, e moderato dalla chief marketing officer Elisa Steele, per parlare del ruolo del digital e della creatività.

Divertenti scambi di battute e gag esilaranti hanno vivacizzato il 'seminario', uno dei più attesi del Festival. Stiller, dopo aver ingannato tutta la platea facendo salire sul palco in un primo tempo un suo sosia, 'Il Ben Stiller francese', come l'ha definito lui, ha raccontato ai presenti la sua personale esperienza con il mondo del digital.

"Sto cominciando ora a capire cos'è  - ha esordito - anche se nella mia casa di produzione a Los Angeles c'è una divisione interamente dedicata al digital entertainment. Onestamente non penso che nella filmografia il digital faccia la differenza: la mission resta quella di raccontare storie. Tuttavia il digitale offre buone opportunità ai giovani filmmaker poichè, abbattendo molte barriere, consente loro di esprimersi e di far sentire la loro voce e questo è sicuramente un aspetto positivo".

Non solo. La rete, ha sottolineato l'attore, oltre ad aprire nuove frontiere per l'entertainment, è uno strumento potentissimo grazie al quale le persone possono non solo esprimere le proprie opinioni, ma soprattutto unirsi mettersi in azione per il raggiungimento di obiettivi comuni, anche di tipo sociale.

D'accordo Goodby, che ha rimarcato l'importanza dei mezzi digitali, anche in pubblicità. "Grazie ai social media oggi i brand hanno la possibilità di entrare in contatto diretto con i consumatori - ha detto -. Inoltre anche i classici commercial trovano nel web un altro canale di diffusione, poichè spesso vengono riguardati su YouTube e generano ulteriore buzz intorno alla marca".

Non bisogna tuttavia dimenticare che tutto questo comporta anche dei rischi. Se da un lato, infatti, come ha affermato Goodby, "è emozionante vedere milioni di persone sparse per il globo che interagiscono 'virtualmente' in rete e che magari si confrontano in merito a un determinato evento che si sta svolgendo proprio in quel momento", dall'altro "Internet fa succedere tutto più velocemente e dunque le aziende devono essere pronte a reagire a ciò che accade anche nel mondo virtuale, salvaguardando la online reputation dei loro marchi".  

Parlando del suo personale rapporto con l'advertising, Ben Stiller ha invece scherzato: "Ho diretto alcuni spot per l'American Airlines anni fa, spero di non avere causato troppi danni alla compagnia!". Ma quanto conta il sense of humour in pubblicità? "E' un aspetto importante -  ha affermato l'attore - la gente vuole divertirsi, anche quando guarda gli spot: a me, ad esempio, i commercial spiritosi sono semre piaciuti".

Al termine delll'originale 'meeting' in Sala Debussy, non poteva mancare la foto ricordo: Ben Stiller, Jeff Goodby ed Elisa Steel si sono fatti immortalare in uno scatto di massa insieme al pubblico presente: tutti hanno indossato per l'occasione una fascetta colorata per capelli, 'cimelio' utilizzato in vari film dall'attore. La foto verrà postata su Flickr e ogni volta che un utente la vedrà e vi cliccherà sopra, Yahoo! donerà un dollaro per finanziare il progetto della charity dell'attore  (www.stillerstrong.org) di costruire una scuola ad Haiti, fino a raggiungere il tetto massimo di 15.000 dollari.