Advertising

I presidenti 'in consulto’ sul mercato della comunicazione in Italia

A margine della presentazione da parte di Roberto Binaghi , direttore del Centro Studi di AssoComunicazione delle previsioni sulle dinamiche degli investimenti in comunicazione in Italia nel 2007, si è tenuta la tavola rotonda con i commenti dei Presidenti di Consulta dell’Associazione: Marzia Curone (direct marketing), Enrico Gasperini (Digitale), Ernesto Pala (Media), Peter Grosser (Pubblicità).

A margine della presentazione da parte di Roberto Binaghi , direttore del Centro Studi di AssoComunicazione, delle previsioni sulle dinamiche degli investimenti in comunicazione in Italia nel 2007 (vedi notizia correlata), i Presidenti delle varie consulte dell'Associazione guidata da Marco Testa si sono riuniti in una tavola rotonda per commentare i dati e analizzare lo scenario degli investimenti in Italia.

Marzia Curone, Presidente della Consulta del Direct Marketing, ha posto l'accento sulle evidenze emerse nell'ambito del direct marketing. "Il direct si conferma, tra le discipline del digitale, quella a maggior investimento. Certamente è interessata da una crescita contenuta (3,5%) rispetto a quella del 2006, probabilmente perchè sconta l'incremento più lieve del direct response advertising. Cresce, ma in modo contenuto, anche la distribuzione postale. Credo che questi dati siano la conseguenza di alcuni importanti fattori: innanzitutto i vincoli strutturali, culturali e legislativi del nostro sistema Paese, che rallentano gli investimenti in questo settore. Questi limiti, in aggiunta alle questioni relative alla protezione dei dati personali, impediscono alla piccola e media impresa di sfruttare al meglio le potenzialità dei media non classici".

Enrico Gasperini, presidente della consulta Digitale, ha messo in evidenza le ridotte dimensioni del mercato digitale in Italia rispetto al panorama internazionale. "In Inghilterra il mercato del web ha un valore notevolmente superiore rispetto a quello italiano. Questo gap deriva soprattutto dall'incapacità delle aziende di usare i media digitali sfruttandone tutte le potenzialità anche a causa di una loro ridotta conoscenza. Inoltre, spesso il nostro sistema tende a difendere i mezzi classici , determinando un ritardo rispetto agli altri Paesi europei in termini di innovazione nella scelta dei mezzi su quali puntare. In AssoComunicazione ci stiamo impegnando, anche in collaborazione con Upa, per un rilancio di Audiweb, in modo da poter fornire al mercato dati precisi e utili strumenti conoscitivi. Bisogna infatti considerare che il web è molto più articolato rispetto a come si pensa, è un grande contenitore multimediale, in cui spesso l'acquisto degli spazi pubblicitari avviene secondo la logica del cost for click. Le frontiere del digitale, inoltre, sono sempre più nelle mani degli utenti, che richiedono non tanto siti professionali, ma nuovi modelli di comunicazione in cui poter essere creatori di contenuti".

Fabrizio Tagliabue, presente come delegato di Cesare Valli in rappresentanza della consulta delle rp, ha analizzato gli aspetti che favoriscono la crescita del comparto. "Nel comparto delle Rp, è in atto uno spostamento da un lavoro d'immagine a un lavoro sulla reputazione delle aziende. Questo fenomeno determina alcuni cambiamenti nella valorizzazione dell'aspetto consulenziale delle nostre agenzie, con un rilievo sempre maggiore dato a quei servizi riguardanti le relazioni con il territorio, i public affairs e le istituzioni".

Ernesto Pala, presidente della Consulta dei Media, ha fatto alcune osservazioni sulle conseguenze che i nuovi scenari dei mezzi determineranno sul lavoro delle centrali.ì media." Le nuove modalità di fruizione diffuse con l'avvento dei new media, come la possibile sovrapposizione della fruizione di web e televisione, e il notevole incremento degli investimenti sulle televisioni satellitari, renderà più difficile e costoso il lavoro della pianificazione, rendendo ancor più necessarie ricerche di alto livello che mettano a disposizione dei professionisti dati precisi. Inoltre, la nostra attività potrà essere molto influenzata dalle decisioni che saranno prese in merito all'applicazione della Legge Gentiloni e di quella relativa all'editoria, che causeranno una dimiuzione dell'affollamento pubblicitario ma anche una maggiore difficoltà nel raggiungere audience diverse".

Peter Grosser, presidente Consulta della Pubblicità, ha ricordato come l'aumento degli investimenti sui mezzi classici non corrisponda necessariamente a un incremento dei fatturati delle agenzie. "Le agenzie, a suon di gare, hanno determinato una flessione dei prezzi e dato forza al cliente – ha sottolineato Grosser – Di fronte a questo scenario, AssoComunicazione sta cercando di regolamentare lo svolgimento della gare favorendo comportamenti etici. D'altra parte, anche le aziende dovrebbero scegliere le agenzie sulla base delle loro competenze e non seguendo indicatori di prezzo o di creatività".