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La campagna contro la violenza sulle donne on air su stampa e promocard
Nonostante le polemiche dei giorni scorsi (vedi notizia correlata), ha trovato
comunque spazio su Il Sole 24 Ore, su La
Repubblica e sulle promocard la campagna ideata dall'agenzia
Arnold Italy per l'associazione Telefono
Donna
, in
occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.
La campagna con l'immagine della 'donna crocefissa', ideata dai direttori creativi Paolo Troilo e Alessadro Sabini coadiuvati da Alessio Salvato, e scattata dal fotografo Ruggero Rosfer per Fabbrica Eos, è stata anche protagonista, lo scorso sabato 22 novembre, sulla prima pagina del quotidiano L'Unità . Inoltre, è stata oggetto di dibattito sulle pagine dei principali quotidiani e periodici, dal Corriere della Sera a La Repubblica, dal Manifesto al Giorno, da Vanity Fair a XL, ed è stata ripresa anche da 'Tg Com', da 'Le Invasioni Barbariche' e da 'Parla con me' della Dandini.
"Nessuna provocazione gratuita - commenta Maurizio Maresca , Ad di Arnold Italy a proposito della creatività censurata dall'assessore milanese Cadeo - ma solo la volontà di utilizzare la creatività in un modo forte, che scuotesse le coscienze e ponesse attenzione al vero problema".
"Secondo noi uno stupro crea sempre una vittima - spiegano Alessandro Sabini e Paolo Troilo, direttori creativi dell'agenzia – una donna se non denuncia uno stupro paga anche il peccato di chi l'ha commesso. L'immagine vuole rappresentare una profonda sofferenza che naturalmente si riferisce all'assoluta sofferenza del Cristo. Siamo entrati in contatto attraverso Telefono Donna, con casi così forti dal punto di vista emotivo che ci sembrava questa la traduzione più consona".
"Non è comprensibile la decisione presa dall'assessore Cadeo. Fin dalla nascita, proprio per la cifra artistica del progetto, tutto ci aspettavamo meno che questo epilogo. Visto che si tratta di una campagna nazionale mi sorprende che sia proprio una città aperta, moderna e laica come Milano a dire no", afferma Stefania Bartoccetti, fondatrice dell'Associazione Telefono Donna.
Dello stesso tenore anche la dichiarazione di Giancarlo Pedrazzini, gallerista di Fabbrica Eos, partner nella realizzazione della campagna: "Non si voleva certo la provocazione, bensì amplificare un messaggio di reale sofferenza attraverso la trasfigurazione della bellezza dell'arte. A questo punto mi chiedo, ma coloro che contestano questo lavoro come intendono rappresentare questo stato di sofferenza?".

