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LO STORYTELLING DI FILMGOOD: IMPERIAL WAR MUSEUM Flight of the Stories
Nel video di oggi del servizio di FILMGOOD sullo storytelling nell’audiovisual content, la gratitudine di una nazione per il sacrificio di una generazione.
Nel video di oggi del servizio di FILMGOOD sullo storytelling nell’audiovisual content, la gratitudine di una nazione per il sacrificio di una generazione.
IMPERIAL WAR MUSEUM Flight of the Stories
Regia di Darren Dubicki (Aardman Animations, Bristol)
Musica di Soviet Science (London)
Sound Design di Grand Central Sound Studios (London)
L’Imperial War Museum a Londra è stato fondato nel 1917 per assicurare che le esperienze di coloro che furono coinvolti nella Grande Guerra non sarebbero state dimenticate. Il 19 luglio il museo aprirà le First World War Galleries e, per commemorare il centenario dell’inizio del conflitto, l’agenzia Johnny Fearless (London) ha creato una storia visiva che è al tempo stesso onirica e simbolica, partendo dal 1914 e viaggiando indietro fino al 2014.
Intitolato ‘The Flight of the Stories’ (‘Le storie che volano’), il filmato dà vita alle lettere scritte dai soldati dal fronte in Francia settentrionale e nel Belgio sui campi di battaglia di Ypres, La Somme, Passchendaele.
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Essendo ambientato all’inizio della guerra, la storia non affronta ancora la desolazione e la distesa di corpi senza vita che sono le immagini iconiche in bianco e nero di una guerra che ha causato la morte di 15 milioni di persone. L’animazione attinge alle opere degli ‘Official War Artists’ John Nash e William Orpen, suggerendo piuttosto il senso del dovere e l’ottimismo dei combattenti (“Greetings from sunny France”) durante i primi mesi del conflitto.
Con la regia di Darren Dubicki e l’animazione di Aardman Animations il filmato racconta delle lettere scritte dai giovani soldati alle loro famiglie. Rappresentate dalle ‘virgolette’, volano dal 1914 al 2014, attraversando la Manica per tornare a casa. L’opera è ricca di emozione. Le virgolette che si alzano dai campi di papaveri e passano sopra la chioma scura di un albero - una bomba che esplode - evoca la poesia di John McCrae, ‘In Flanders Fields’ (1915):
In Flanders Fields the poppies blow
Between the crosses, row on row.
That mark our place; and in the sky
The larks, still bravely singing fly.
Scarce heard amid the guns below.
Le immagini di Londra oggi - un’autobus di linea che attraversa Tower Bridge, una donna che legge tranquilla sulla panchina di un parco, un bambino nella carrozzina incuriosito dalla carcassa di un proiettile, rappresentano la gratitudine di un paese per cui la Prima Guerra Mondiale non è solo storia ma fa parte della loro eredità e della loro vita oggi.
La musica, una composizione originale di Soviet Science, richiama gli accattivanti arrangiamenti del quintessenziale compositore inglese Ralph Vaughan Williams (1872-1958). Il contrasto tra la sua seducente malinconia e la tragedia umana che stava per verificarsi, crea un senso d’innocenza perduta. Il filmato si chiude con le virgolette che si posano come dei fiori sui cannoni di una nave da guerra, simboleggiando le anime degli uomini che hanno scritto, ma che non sono mai tornati a casa.
VOICE OVER
“My dear Sarah. Greetings from sunny France. How are you and the kids?”
SUPER
Many never came home.
But their stories have.
Richard Ronan
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rronan@filmgood.sm.
IMPERIAL WAR MUSEUM Flight of the Stories
Regia di Darren Dubicki (Aardman Animations, Bristol)
Musica di Soviet Science (London)
Sound Design di Grand Central Sound Studios (London)
L’Imperial War Museum a Londra è stato fondato nel 1917 per assicurare che le esperienze di coloro che furono coinvolti nella Grande Guerra non sarebbero state dimenticate. Il 19 luglio il museo aprirà le First World War Galleries e, per commemorare il centenario dell’inizio del conflitto, l’agenzia Johnny Fearless (London) ha creato una storia visiva che è al tempo stesso onirica e simbolica, partendo dal 1914 e viaggiando indietro fino al 2014.
Intitolato ‘The Flight of the Stories’ (‘Le storie che volano’), il filmato dà vita alle lettere scritte dai soldati dal fronte in Francia settentrionale e nel Belgio sui campi di battaglia di Ypres, La Somme, Passchendaele.
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Essendo ambientato all’inizio della guerra, la storia non affronta ancora la desolazione e la distesa di corpi senza vita che sono le immagini iconiche in bianco e nero di una guerra che ha causato la morte di 15 milioni di persone. L’animazione attinge alle opere degli ‘Official War Artists’ John Nash e William Orpen, suggerendo piuttosto il senso del dovere e l’ottimismo dei combattenti (“Greetings from sunny France”) durante i primi mesi del conflitto.
Con la regia di Darren Dubicki e l’animazione di Aardman Animations il filmato racconta delle lettere scritte dai giovani soldati alle loro famiglie. Rappresentate dalle ‘virgolette’, volano dal 1914 al 2014, attraversando la Manica per tornare a casa. L’opera è ricca di emozione. Le virgolette che si alzano dai campi di papaveri e passano sopra la chioma scura di un albero - una bomba che esplode - evoca la poesia di John McCrae, ‘In Flanders Fields’ (1915):
In Flanders Fields the poppies blow
Between the crosses, row on row.
That mark our place; and in the sky
The larks, still bravely singing fly.
Scarce heard amid the guns below.
Le immagini di Londra oggi - un’autobus di linea che attraversa Tower Bridge, una donna che legge tranquilla sulla panchina di un parco, un bambino nella carrozzina incuriosito dalla carcassa di un proiettile, rappresentano la gratitudine di un paese per cui la Prima Guerra Mondiale non è solo storia ma fa parte della loro eredità e della loro vita oggi.
La musica, una composizione originale di Soviet Science, richiama gli accattivanti arrangiamenti del quintessenziale compositore inglese Ralph Vaughan Williams (1872-1958). Il contrasto tra la sua seducente malinconia e la tragedia umana che stava per verificarsi, crea un senso d’innocenza perduta. Il filmato si chiude con le virgolette che si posano come dei fiori sui cannoni di una nave da guerra, simboleggiando le anime degli uomini che hanno scritto, ma che non sono mai tornati a casa.
VOICE OVER
“My dear Sarah. Greetings from sunny France. How are you and the kids?”
SUPER
Many never came home.
But their stories have.
Richard Ronan
FILMGOOD
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rronan@filmgood.sm.

