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LO STORYTELLING DI FILMGOOD: THE TIMES UNQUIET FILM SERIES Bearing Witness

Nel video di oggi del servizio di FILMGOOD sullo storytelling nell’audiovisual content, eventi drammatici raccontati con quiete distacco.
THE TIMES UNQUIET FILM SERIES Bearing Witness
Regia di Phil Lind (Betsy Works)

“I then get shot. Twice. Finally I end up being pushed into a room by a herd of armed guards and I see Jack there. And his face is completely squelched and pulped. And he says to me. ‘Ant, don’t worry! It’s gonna be alright!’”. Con un disarmante senso dell'umorismo, il giornalista Anthony Loyd descrive il violento rapimento e pestaggio inflitto a lui stesso e al foto-reporter Jack Hill lo scorso maggio in Siria da una gang criminale, che poi fu costretta dall’Islamic Front a rilasciare i giornalisti.

Diretto da Phil Lind in modo da lasciare la parola ai protagonisti, Bearing Witness è il settimo episodio nel The Unquiet Film Series, i corti creati dall’agenzia Grey London per mettere in risalto e celebrare l’impatto culturale del quotidiano The Times e del domenicale The Sunday Times. Con distacco professionale e senza autocompiacimento, Loyd e Hill descrivono il loro mestiere, le paura e il senso di responsabilità verso il ‘war reporting’. “Whatever good I do as a journalist is likely to be far outweighed by the damage that we’ve done if I get killed, to my immediate family. And that is an awareness that does haunt my decision-making process. But at the same time I feel reasonable and balanced about it. This isn’t a game. I think the arrogance and narcissism of youth hasn’t gone completely, but a lot of it has been rubbed off along the way. And I’m left with this job as a job. And I have a professional regard to that.”



Guarda il video su www.adlab.tv.


Il filmato tratta anche il recente trend del ‘citizen journalism’ che, seppur rispettato dal Times Deputy Editor Emma Tucker, è messo nel contesto della necessità di un giornalismo obiettivo per capire la natura di qualsiasi conflitto. “Citizen journalism, it’s immediate news from people involved in a story… They might give one side of an argument. But you know for a fact that they’re not going to give the other side. And the whole point about newspaper reporting of wars is that you send out professional journalists who understand what it is to report both sides of an argument.”

The Times che, fondato nel 1785 con il nome The Daily Universal Register, è stato presto soprannominato The Thunderer (il giornale che tuona), può essere considerato l’inventore nel giornalismo di prima linea. “We have a very long tradition on The Times of war reporting, going all the way back to the Crimean War (ndr, 1853-1856). We invented the whole concept of foreign correspondents…. We’re completely committed to covering wars. Our readers expect it of us. And the reason we do it, at a very fundamental level, is because only by reporting on wars can you curtail the excesses of brutal regimes.”

Richard Ronan
FILMGOOD

rronan@filmgood.sm