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LO STORYTELLING DI FILMGOOD: TOYOTA Fun Chain

 Nel video di oggi del servizio di FILMGOOD sullo storytelling nell’audiovisual content, una moda che ha raggiunto la sua fine naturale.
Nel video di oggi del servizio di FILMGOOD sullo storytelling nell’audiovisual content, una moda che ha raggiunto la sua fine naturale.

TOYOTA Fun Chain
Regia di Tsuguhisa Tanaka

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Gli spot e i music video che utilizzano le installazioni ispirate a Rube Goldberg - che prendono il nome dal celebre fumettista statunitense che disegnava macchine estremamente complicate per eseguire azioni
semplici - sono stati tanti, forse troppi, negli ultimi dieci anni. La corsa a realizzare la sequenza ‘definitiva’, che metta in ombra le precedenti attraverso installazioni sempre più complesse, ha trovato il suo epilogo.

A lanciare la moda sarebbe stata HONDA Cog (Antoine Bardou-Jacquet, 2004), considerato uno dei più grandi spot automotive di tutti i tempi e un Rube Goldberg mai superato. TOYOTA Fun Chain è un filmato
di tre minuti dall’effetto domino, che richiama GUINNESS Tipping Point (Nicolai Fuglsig, 2007) come esecuzione, ma senza la sua attinenza al brand (‘Good things come to those who wait’). Con un claim finale
di poca connessione con il prodotto (‘Don’t Stop Playing’), Fun Chain è gratuito e fine a se stesso. Inoltre è forte il sospetto di un aiuto della postproduzione per la realizzazione delle reazioni a catena. E una delle inquadrature iniziali risulta imperdonabilmente sessista per il 2014.

Richard Ronan
FILMGOOD

rronan@filmgood.sm