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Sorrell (Wpp): Italia tra i migliori paesi, per il country manager si vedrà
A latere dell'incontro 'Cannes Debate' che ha visto Martin Sorrell intervistare l'Advertiser of the Year, Keith Weed, Chief Marketing & Communication Officer di Unilever, abbiamo avuto la possibilità di scambiare alcune battute con il Ceo di Wpp. Alla domanda se l'Italia avrà un nuovo country manager Wpp Sir Sorrell ha risposto facendo una premessa, che rappresenta un importante riconoscimento per il nostro paese: “L'Italia è una delle nazioni europee in cui ci siamo rafforzati maggiormente negli ultimi 5 mesi. In particolare, sta recuperando meglio di molte altre realtà ed è uno dei migliori mercati nell'Europa occidentale”. Martedì 29 giugno, il report che WPP presenterà a Dublino confermerà con i numeri quanto detto. Venendo alla sostanza della domanda, Sorrell risponde così: “Il nostro country manager è ancora Paul Richardson, vedremo cosa succederà in futuro”. Come noto, per la posizione di country manager si era fatta largo la candidatura di Massimo Costa, che ha da poco lasciato la carica di responsabile Young & Rubicam Emea per focalizzarsi sul business italiano (vedi notizia correlata). Nel corso dell'intervista Sorrell ha tenuto ancora a precisare il ruolo propulsivo dell'Italia dal punto di vista del business, soprattutto nell'area del media (Wind, Bnp/Paribas, Sammontana, ecc.). Come pure, ha espresso un riconoscimento alla creatività nostrana: “con Heineken Jwt/Rmg Connect ha fatto molto bene qui a Cannes. Siamo felici per questo”.
Il discorso si sposta nuovamente sul piano internazionale. “Come ha detto Keith Weed, i cinque principali mercati europei come Germania, Francia, Italia, Spagna e UK continuano ad essere mercati importanti. E sebbene la zona Euro valga 18 trilioni di dollari, l'Europa cresce però con un ritmo più lento rispetto agli USA che valgono 14 trilioni di dollari o alla Cina a 4,5 trilioni. E' noto che il mercato più forte in Europa è la Germania anche se, ripeto, l'Italia sta andando molto bene. I tedeschi sono stati i più zelanti in termini di disciplina finanziaria, e sul fronte dell'expo sono già tornati a livello della crisi generata da Lehman Brothers. Nonostante tutto, però, nel contesto dell'economia mondiale l'Europa occidentale è ancora sotto pressione.
Media tradizionali versus media digitali, confronto o scontro? “Quella tra media digitali e tradizionali - ha risposto Sorrell - non deve essere intesa come una lotta, è necessario collegare le due cose. In passato c'è stata una tendenza a isolare il digital dal resto delle discipline della comunicazione, come in passato si isolava la tv dalla radio e dalla stampa. Per altro, il nostro business digitale vale tra i 3,6 e i 3,7 miliardi di dollari su un totale di 14 miliardi, con una share of voice del 27%, ed è in decisa crescita rispetto al business tradizionale. Prima o poi tutta la comunicazione verrà considerata una cosa sola. Verrà quindi superata la distinzione tra agenzie digitali e tradizionali”.
Infine un tema di grande attualità, la concorrenza delle piccole agenzie indipendenti ai grandi gruppi. Sull'argomento Martin Sorrell ha le idee molto chiare: “Come ha detto Keith Weed, le aziende vogliono semplicemente lavorare con le persone migliori. Noi abbiamo 138 mila addetti in tutto il mondo, circa 3500 in Italia, e 4.500 in Germania. Persone estremamente valide con le quali si rapportano i nostri clienti”.

