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160 politici italiani appoggiano 'Internet for peace'
La candidatura delle Rete al prossimo Premio Nobel per la Pace, promossa dal progetto di Wired Italia, è stata accettata dalla Commissione norvegese designata alla supervisione delle proposte, grazie alla sottoscrizione da parte del presidente della Camera Gianfranco Fini e di 160 tra parlamentari e senatori italiani.
La candidatura di Internet a Premio Nobel per la Pace 2010, promossa dal progetto di Wired Italia 'Internet for Peace' è diventata realtà. La commissione norvegese designata alla supervisione delle proposte, ha accettato la candidatura della Rete al prossimo Premio Nobel per la Pace, presentata con la sottoscrizione di Shirin Ebadi (Premio Nobel per la Pace 2003), del Presidente della Camera Gianfranco Fini e 160 tra deputati e senatori italiani. L'idea di candidare Internet al Premio Nobel per la Pace, nata a novembre dalle pagine del mensile di tecnologia Wired Italia attraverso il progetto Internet For Peace, fin da subito aveva raccolto il favore di nomi eccellenti come quelli di Shirin Ebadi, dello stilista Giorgio Armani e del Professor Umberto Veronesi, primi ambasciatori e firmatari del manifesto dell'iniziativa.
A pochi mesi di distanza dal lancio di Internet for Peace e di fronte al dibattito che questo è stato in grado di innescare, sia in rete che sui media di tutto il mondo, anche la classe politica italiana si è interrogata sul ruolo del web non solo come mezzo di comunicazione, ma come arma di costruzione di massa in grado di generare dialogo oltre ogni forma di censura e regime.
Dopo l'appoggio ad Internet For Peace del Gruppo Interparlamentare 2.0 e del Presidente della Camera Gianfranco Fini, pronto a promuovere la candidatura di Internet al Nobel per la Pace 2010, molti parlamentari e senatori italiani hanno deciso di sottoscrivere l'iniziativa. La loro sottoscrizione ha di fatto reso possibile la candidatura della rete, che per regolamento della Commissione norvegese può essere accettata solo se presentata con il sostegno anche di membri delle assemblee e dei governi nazionali, personalità del mondo della cultura e della scienza e persone già Premi Nobel per Pace.
"Mai nella storia del Nobel, tanti parlamentari, di tutti i partiti hanno sostenuto una candidatura - ha dichiarato il direttore di Wired Italia Riccardo Luna - Qualcuno dirà: una firma non si nega a nessuno. Lasciatemi credere che quelle firme siano un impegno politico. C'è una rete da difendere in Italia, una cultura da diffondere, un futuro da costruire. Noi abbiamo scelto questa parte del campo".
SP

