UPDATE:
AI Festival. Accoto: “L’intelligenza artificiale sta cambiando la società, trasformando in profondità il modo in cui gli esseri umani producono conoscenza e danno senso al mondo”Netflix raddoppia i ricavi pubblicitari nel 2025, punta allo stesso obiettivo nel 2026 e annuncia la nuova stagione in Italia con grandi film originali, documentari, serie e showAI Festival. Scorza: “La raccolta indiscriminata di dati e contenuti da parte dei giganti tecnologici non produce innovazione né progresso. Ciò che è online è accessibile a tutti, ma non è di tutti”ENIT a FITUR 2026: i dati confermano la crescita del settore turistico con un focus su sostenibilità e inclusione. Ivana Jelinic: "Abbiamo concluso il 2025 con risultati eccellenti"Il Ceo Neal Mohan anticipa le novità di YouTube per il 2026. I creator sono le nuove star, ogni formato su ogni schermo e la nuova tvAccenture Song partner di Fastweb + Vodafone per l’ecosistema digitale del nuovo brandAccordo tra BolognaFiere e Multimedia Tre: quindici le manifestazioni che vanno ad arricchire il calendario della Fiera di ModenaDisclosers chiude il 2025 con una crescita del +26% e 2 milioni di fatturatoGrandi Stazioni Retail promuove e sviluppa insieme a Pacini Group il primo hotel di lusso all’interno della Stazione di Milano Centrale50ª edizione di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza: l'evento si conferma punto di riferimento per il settore HoReCa italiano con oltre 750 espositori e 60 buyer provenienti da 21 Nazioni
Digital

Adecco: Web 2.0 e mondo del lavoro: gli account premium "pagano"

Secondo un’indagine svolta dall'agenzia per il lavoro sui social media, chi li utilizza per cercare lavoro aumenta significativamente le possibilità di essere contattato e di trovare un impiego. Inizia a prendere piede il social recruiting, ma mentre le aziende puntano su LinkedIn i candidati si affidano a Facebook
Solo il 4% dei lavoratori dichiara di utilizzare i social media in forma premium, anche se questa modalità aumenta considerevolmente le possibilità di essere contattato e trovare un’occupazione. Infatti, il 52% di chi li adopera a pagamento viene contattato dalle aziende e il 19% trova un lavoro, mentre la percentuale scende rispettivamente al 41% e al 10% per chi li utilizza soltanto in forma gratuita. La maggior parte degli intervistati è però ancora lontana dall’utilizzare il web 2.0 come un vero e proprio canale di ricerca di un impiego, nonostante faccia uso frequente dei social media: il 62% degli utenti non ha mai inviato candidature in risposta ad annunci pubblicati su social network.

È quanto emerge da una ricerca condotta in Italia su più di 500 aziende e oltre 9.100 candidati, e curata da Adecco, agenzia per il lavoro specializzata in Italia e nel mondo nella gestione delle risorse umane, in collaborazione con Reputation Manager, società specializzata in analisi e consulenza sulla reputazione on line e la tutela di brand e privati sul web: per l’analisi dei dati raccolti hanno collaborato Ivana Pais dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Martina Carlino dell’Università degli Studi di Brescia.

A sorpresa, gli over 45 risultano coloro che si affidano maggiormente alla ricerca di un lavoro tramite social media. Infatti, il 42% di questa fascia invia il proprio cv attraverso i nuovi canali digital e supera di qualche punto percentuale la fascia 26-35 (39%) che risulta, invece, quella più premiata e ricercata dai selezionatori.

Per le aziende che utilizzano i social media a fini di recruiting, LinkedIn (55%) e Facebook (24%) rappresentano i due strumenti più sfruttati per individuare un bacino di candidati mirato e scremato, mentre le preferenze si invertono tra chi cerca lavoro, che si affida al contrario più a Facebook (52%) che a Linkedin (31%).

In generale, se è vero che cresce di giorno in giorno l’utilizzo dei social network in Italia, candidati e HR manager ancora faticano a vedere nei social media degli strumenti professionali: il 53% degli intervistati non li ha ancora utilizzati per la ricerca di un impiego e il 51% dei selezionatori non li ha ancora annessi agli strumenti utili alla propria attività di recruiting.

Tra le persone che dichiarano di averne fatto uso per cercare una nuova occupazione il 41% lo fa da poco tempo (meno di un anno), il 39% da più di un anno e una parte più modesta, pari al 20%, da oltre tre anni. Percentuali analoghe sono state registrate tra le imprese.

Ma quali sono le principali motivazioni? Secondo l’indagine, tra le persone “digital” il 38% ne fa uso per cercare offerte direttamente sulle pagine e profili aziendali e il 29% per dare visibilità al proprio curriculum. Tra gli HR il 25% dichiara di averli utilizzati per individuare un bacino di candidati più mirati, il 21% per allargare il bacino di utenza e il 17% per controllare quanto riportato nel CV.

Nella fase di selezione e colloquio, inoltre, 7 HR manager su 10 dichiarano di non aver mai escluso nessuno a causa di contenuti visionati online. Solo 1 HR manager su 3 tra quelli che ne fanno uso ha portato avanti un processo di recruiting utilizzando esclusivamente i social media. Cosa emerge principalmente via web? Avere una presenza online curata e professionale che rifletta una personalità interessante e dinamica può aiutare il candidato in fase di selezione e colloquio. Il 31% dei selezionatori, infatti, valuta positivamente profili online curati e professionali, il 20% la personalità proattiva dei candidati e il 18% referenze e commenti postati da altre persone.

Dalla survey si evince anche che i lavoratori nel Sud Italia sembrano essere svantaggiati rispetto a quelli del Centro e del Nord, nonostante siano più rappresentati rispetto agli altri tra quelli che dichiarano di aver inviato candidature per annunci trovati online tramite i social network.

Infine, cresce l’attenzione alla privacy: il 70% dei candidati afferma di aver controllato almeno una volta “che cosa si dica di lui/lei” sul web mentre il 39% regolamenta l’accesso alle proprie informazioni a seconda del tipo di contatto così come il 27% permette di consultare i propri contenuti solo a contatti diretti e approvati.

“I social media rappresentano un’ulteriore evoluzione rispetto ai mezzi di recruiting online classici - spiega Silvia Zanella, Marketing & Communication Manager di Adecco Italia - e, come accaduto in passato, si rende necessario conoscerli e farli propri. Per questo è importante imparare a sfruttare questi strumenti sia per autopromuoversi sia per prendere degli spunti per selezionare le risorse migliori. Adecco segue fin dal 2010 una strategia votata al Web 2.0 e punta sui social network perché crede fermamente nell’innovazione come asset strategico per l’azienda con l’obiettivo di relazionarsi in maniera diretta ed efficace con chi cerca e con chi offre lavoro”.

MF