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Cauvy (Head of Digital Emea JWT): il digitale impone nuovi approcci ad aziende e agenzie

Christophe Cauvy che, come anticipato da ADVexpress (leggi news), è stato nominato Head of Digital & Innovation JWT Emea, ai microfoni di ADVexpress tv spiega come il suo compito sarà quello di supportare tutte le agenzie europee del network nel percorso di digitalizzazione, che, ad aziende come alle agenzie, richiede capacità specifiche nel search, nei social media e nel mobile marketing,  nuove professionalità digital oriented e impone nuove paradigmi a chi ancora resta ancorato a un modello di advertising ormai troppo classico,
Abbiamo intervistato nella sede di JWT Milano, Christophe Cauvy che, come anticipato da ADVexpress (leggi news), è stato nominato Head of Digital & Innovation JWT Emea. Chiedendogli innanzitutto quale dettaglio sul suo percorso professionale.  Il manager ha ricordato come durante la sua ventennale esperienza in Europa  non si sia occupato esclusivamente di pubblicità, iniziando nel settore del  banking, successivamente passando al marketing entrando 5 anni fa in McCann come Digital Director per l’Europa.

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In JWT il suo compito sarà quello di supportare tutte le agenzie europee del network nel percorso di digitalizzazione, aiutandole a sviluppare capacità specifiche nel search, nei social media e nel mobile marketing.
Nel ruolo da leader, il suo obiettivo all'interno del network sarà quello di far crescere nuove professionalità con competenze specifiche richieste proprio dal digitale e orientare i trend e le spinte innovative  in un'unica direzione, aiutando i CEO e i managing directors delle agenzie europee a seguire una direzione comune di sviluppo.

Secondo Cauvy nelle agenzie europee esiste un limite culturale nell'approcciare la comunicazione digitale, derivante da un contrasto, reso più evidente  negli ultimi dieci anni, tra i modelli dei manager senior, spesso troppo ancorati a formule classiche, e i manager più giovani e già digital oriented. 

Non è possibile trovare una soluzione univoca per tutte le agenzie europee e stilare una ‘lista delle cinque cose da fare per avere successo sul mercato, afferma Cauvy, perché ogni Paese ha le sue peculiarità. Nonostante questo, secondo il manager, gli elementi sui quali focalizzarsi sono expertise locali e ruolo chiave dei Ceo nei vari mercati, in qualità di punte strategiche delle agenzie.

Parlando delle aziende e dei settori merceologici che necessitano di una spinta per approcciare con maggior convinzione la comunicazione digitale, Cauvy afferma che oggi nessuno può fare a meno del digitale. 
Anche per il settore FMCG (Fast Moving Consumer Goods), che vende beni materiali quasi completamente attraverso i supermercati, è diventato fondamentale conoscere i consumatori, i loro trend d'acquisto, i loro gusti, informazioni che si possono ottenere solo attraverso la tecnologia digitale. Resta tuttavia ancora ridotto il budget investito nel digital dalle aziende di questo settore, soprattutto se paragonato con gli investimenti di marchi come Intel o Microsoft.

Infine, Cauvy osserva come le aziende non abbiamo ancora maturato una visione olistica della comunicazione, assegnando difficilmente a un unico gruppo di comunicazione tutte le attività, dalla creatività alle rp al digital, per seguire invece ancora la logica della specializzazione, identificando quelle che ritengono essere le strutture migliori nelle varie discipline. Un processo, questo, legato proprio a un approccio vecchio all'interno delle aziende stesse, dove spesso già a monte non c'è integrazione tra le diverse aree di business e i diversi dipartimenti.

EC