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ConsorzioCreativi e Memo contro i tagli alla cultura con 'Poveri artisti'
Il bimestrale distribuito in 80 mila copie in 200 luoghi della cultura e durante i più significativi eventi culturali in Italia, lancia una campagna virale contro i tagli alla cultura. La campagna (art Alessia Creta, copy Marco Ferri), oltre ad essere pubblicata da Memo, verrà veicolata sui social network sui quali sia Memo che ConsorzioCreativi sono presenti.
Memo, Grandi Magazzini Culturali, bimestrale distribuito in 80 mila copie in 200 luoghi della cultura e durante i più significativi eventi culturali in Italia, lancia una campagna virale contro i tagli alla cultura."Con la cultura non si mangia, figuriamoci con i tagli alle attività culturali del Paese", dice Paolo Marcesini, direttore di Memo.
Secondo Marcesini siamo di fronte a una e vera propria emergenza, una calamità che non è naturale ma tutta politica.
"La cultura è un volano straordinario per l’economia in ogni paese civile. La cultura è ovunque sinonimo di crescita, sviluppo, valorizzazione, innovazione, creatività, qualità e sostenibilità - afferma Marcesini - . Figuriamoci in Italia, che detiene un patrimonio culturale di incalcolabile valore, dove in ogni campo eccellono talenti. Sottostimare la ricchezza culturale dell’Italia e al tempo stesso frustrare talenti e competenze è un crimine contro ogni prospettiva sostenibile di futuro".
Per chi ha competenze culturali e talento creativo sembra che l’unica ricchezza da mettere sul mercato sia la propria povertà.
La campagna firmata da ConsorzioCreativi (art Alessia Creta, copy Marco Ferri), oltre ad essere pubblicata da Memo, verrà veicolata sui social network sui quali sia Memo che ConsorzioCreativi sono presenti.
Con la proposta 'Taglia fuori chi tagli la cultura, condividi?' la campagna Poveri artisti, 'una multi-soggetto a lento rilascio' - come l’ha definita Marco Ferri - si prefigge l’obiettivo di
raggiungere un elevato numero di adesioni sotto forma di condivisioni che possa essere usato come strumento di pressione per imporre alle forze politiche e economiche del
Paese una drastica inversione di marcia: fermare i tagli e attivare nuove risorse per sostenere e sviluppare la cultura in Italia deve diventare un must del prossimo governo.
SP

