Digital
I 5 assi d'intervento per l’attuazione dell’Agenda digitale
Il piano di Confindustria Digitale prevede: Sviluppo della domanda pubblica e privata di servizi on line, Investimenti infrastrutturali, Ecosistema internet, Creazione di un vero mercato di Venture capital e Formazione dei lavoratori non nativi digitali. In allegato gli obiettivi della Agenda Digitale Europea al 2015.
Il piano di Confindustria Digitale per l’attuazione dell’Agenda digitale prevede cinque assi d’intervento:
Sviluppo della domanda pubblica e privata di servizi on line: gli adempimenti dematerializzati devono diventare la regola e quelli allo sportello l’eccezione. Pubblica Amministrazione: switch-off Scuola e Sanità; Carta d’identità elettronica; banche dati pubbliche interoperabili e su cloud; obbligatorietà acquisti on line. Famiglie: Iva al 10% per acquisti on line su piattaforme che operano in Italia; Iva al 4% per contenuti editoriali on line. Imprese: detassazione parziale ricavi delle Pmi da e-commerce.
Investimenti infrastrutturali: nessun ricorso a fondi aggiuntivi. Occorre un quadro autorizzativo semplice e omogeneo per favorire gli investimenti nelle reti Tlc e l’impiego delle risorse già individuate dal Piano UltraBroadband del Ministero per lo Sviluppo Economico su aree in digital divide, a sostegno degli investimenti delle reti mobili a banda larga nei comuni con meno di 3.000 abitanti e della fibra ottica nei distretti industriali.
Ecosistema internet: l’obiettivo è lo sviluppo dell’offerta legale dei contenuti. Riforma del diritto d’autore, diffusione delle modalità di pagamento elettronico, tutela della privacy.
Creazione di un vero mercato di Venture capital: l’obiettivo è sostenere la nascita di giovani start-up internet italiane. Detrazione d’impostper gli investimenti di fondi di venture capital nelle start up; creazione di un “exit market” con sgravi fiscali per le aziende che decidessero di acquisire start-up italiane o che abbiano sponsorizzato la nascita di incubatori o piattaforme di aggregazione di idee e iniziative imprenditoriali; creazione di un social network per la promozione delle start up
Formazione dei lavoratori non nativi digitali: l’obiettivo: occorre promuovere un grande piano di rioccupabilità legato agli skills ICT puntando ai fondi interprofessionali. Nel 2015 la Commissione Europea ha stimato che il 90% dei lavori richiederà skills Ict in tutti i settori. Ma in Italia meno del 10% delle ore di formazione viene dedicato a competenze digitali.
L’Italia è in linea con gli obiettivi europei target al 2015 per quanto riguarda l’infrastruttura broadband, con 96% di copertura della popolazione, contro il 95% di copertura media UE27, mentre dal lato domanda il ritardo è molto evidente. In allegato gli obiettivi della Agenda Digitale Europea al 2015.
MF
Sviluppo della domanda pubblica e privata di servizi on line: gli adempimenti dematerializzati devono diventare la regola e quelli allo sportello l’eccezione. Pubblica Amministrazione: switch-off Scuola e Sanità; Carta d’identità elettronica; banche dati pubbliche interoperabili e su cloud; obbligatorietà acquisti on line. Famiglie: Iva al 10% per acquisti on line su piattaforme che operano in Italia; Iva al 4% per contenuti editoriali on line. Imprese: detassazione parziale ricavi delle Pmi da e-commerce.Investimenti infrastrutturali: nessun ricorso a fondi aggiuntivi. Occorre un quadro autorizzativo semplice e omogeneo per favorire gli investimenti nelle reti Tlc e l’impiego delle risorse già individuate dal Piano UltraBroadband del Ministero per lo Sviluppo Economico su aree in digital divide, a sostegno degli investimenti delle reti mobili a banda larga nei comuni con meno di 3.000 abitanti e della fibra ottica nei distretti industriali.
Ecosistema internet: l’obiettivo è lo sviluppo dell’offerta legale dei contenuti. Riforma del diritto d’autore, diffusione delle modalità di pagamento elettronico, tutela della privacy.
Creazione di un vero mercato di Venture capital: l’obiettivo è sostenere la nascita di giovani start-up internet italiane. Detrazione d’impostper gli investimenti di fondi di venture capital nelle start up; creazione di un “exit market” con sgravi fiscali per le aziende che decidessero di acquisire start-up italiane o che abbiano sponsorizzato la nascita di incubatori o piattaforme di aggregazione di idee e iniziative imprenditoriali; creazione di un social network per la promozione delle start up
Formazione dei lavoratori non nativi digitali: l’obiettivo: occorre promuovere un grande piano di rioccupabilità legato agli skills ICT puntando ai fondi interprofessionali. Nel 2015 la Commissione Europea ha stimato che il 90% dei lavori richiederà skills Ict in tutti i settori. Ma in Italia meno del 10% delle ore di formazione viene dedicato a competenze digitali.
L’Italia è in linea con gli obiettivi europei target al 2015 per quanto riguarda l’infrastruttura broadband, con 96% di copertura della popolazione, contro il 95% di copertura media UE27, mentre dal lato domanda il ritardo è molto evidente. In allegato gli obiettivi della Agenda Digitale Europea al 2015.
MF

