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Il Governo Renzi cancella la “Web Tax”
"Ne riparleremo in un quadro di normativa europea", scrive su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che cancella la misura dalla legge di Stabilità.
Dopo le riserve manifestate dalla Commissione europea (Il 19 dicembre il commissario europeo sulle materie fiscali, Algirdas Semeta, aveva espresso "seri dubbi" sulla compatibilità della web tax italiana con l'ordinamento comunitario) e le polemiche suscitate in Italia tra alcuni esponenti politici e i professionisti del digitale (leggi su ADVexpress l'intervista a Roberto Silva Coronel, ceo di Digital Events e Presidente di Performedia; leggi su ADVexpress l'intervento di Layla Pavone, Managing Director di Isobar) il governo ha deciso di eliminare la Web tax.La normativa, che sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° marzo, imponeva a chi vuole acquistare "servizi di pubblicità e link sponsorizzati online" di rivolgersi obbligatoriamente a "soggetti titolari di partita Iva rilasciata dall'amministrazione finanziaria italiana" ed era finalizzata ad evitare che le multinazionali della rete (Google, Amazon, Facebook), potessero eludere le tasse in Italia.
"Ne riparleremo in un quadro di normativa europea", scrive su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che cancella la misura dalla legge di Stabilità.
Nei giorni scorsi anche IAB Italia, tramite una nota stampa, aveva chiesto l'abolizione della norma (leggi news). Dalle prime stime si era ipotizzato che una volta entrata in vigore la norma avrebbe portato circa 500 milioni di euro di gettito fiscale nelle casse dell'Erario.

