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Il Tribunale di Milano cambia idea: Google non è responsabile del suo algoritmo?

Come si legge su Key4biz, il Tribunale ha respinto la richiesta di risarcimento danni presentata dal presidente di due associazioni no profit che aveva notato che sul motore di ricerca il suo nome e quello della sua fondazione venivano associati a termini come 'truffa' e 'setta'. Il giudice non ha ritenuto Google responsabile, diversamente da quanto accadde in un caso simile nel 2011, quando alla compagnia californiana fu imposto il filtraggio di alcuni suggerimenti proposti dal motore di ricerca.
 Un cambio di posizione netto, che sicuramente farà discutere. Stiamo parlando del Tribunale di Milano, che con una recente sentenza ha sollevato Google dalle responsabilità riguardanti i suggerimenti forniti con le funzioni Autocomplete e Ricerche correlate, diversamente da quanto aveva stabilito in un caso analogo del 2011. 

Ma ripercorriamo i fatti con ordine. Come si legge su Key4biz, due anni fa un imprenditore citò in giudizio la compagnia californiana ritenendo calunniosi alcuni suggerimenti proposti dal motore di ricerca e il Tribunale da Milano ne impose il filtraggio obbligando Google al rimborso. In quella occasione i giudici stabilirono infatti che anche se il risultato dell'auto-completamento non dipende direttamente dall'azienda, la sua visualizzazione avviene in forza di un algoritmo creato dalla stessa azienda.

La stessa situazione si è presentata quest'anno, quando il presidente di due associazioni no profit ha presentato una denuncia contro Google e chiesto un risarcimento danni dopo aver notato che sul motore di ricerca il suo nome e quello della sua fondazione venivano associati a termini come 'truffa', 'setta', 'plagio'.

Stavolta la corte meneghina ha respinto la richiesta giudicando Google 'non responsabile'. Nel dettaglio, come riporta Key4biz, il giudice ha chiarito che "I termini visualizzati dagli utenti sulla stringa di ricerca attraverso la funzionalità Autocomplete, ovvero in fondo alla pagina di ricerca nella sezione Ricerche Correlate, non costituiscono un archivio, né sono strutturati, organizzati o influenzati da Google che, tramite un software automatico, si limita ad analizzarne la popolarità e a rilasciarli sulla base di un algoritmo […] trattasi di servizi della c.d. attività di 'caching' svolta da Google al fine di facilitare, a loro richiesta, l’accesso ad altri destinatari di informazioni fornite da destinatari del servizio, senza che il prestatore del servizio, nella specie Google, sia responsabile del contenuto di tali informazioni a norma dell’art. 15 cit. D.Lgs". (Decreto legislativo 70/2003)

Dunque? Google è o no responsabile del suo algoritmo? Nessuno, a questo punto, sembra avere le idee chiare.

SP