Digital
Internet corre sempre più forte e più veloce
Non solo internet 'c’è' - come recitava lo slogan dello IAB Forum 2010 ‘The Web is…’ - ma è ormai diventato un mezzo “ecumenico, robusto, dalle spalle larghe”: queste le parole con cui Roberto Binaghi, presidente IAB Italia, ha definito ieri a Roma, in occasione del primo IAB Event, lo stato dell’arte e del mercato (anche pubblicitario), prevedendo per il 2011 una chiusura ancora una volta a doppia cifra.
(Roma. Dal nostro inviato Tommaso Ridolfi). Roberto Binaghi ha chiuso il suo intervento di ieripomeriggio allo IAB Event di Roma auspicando l’arrivo di un giorno in cui i convegni non saranno più necessari per raccontare la straordinarietà di Internet. Quel giorno, probabilmente, non è ancora vicinissimo, ma certamente nella serie di numeri snocciolati dal presidente IAB Italia di sorprese ce ne sono state poche: si potrebbe infatti dire che la straordinarietà della crescita del web sia diventata ormai la sua normalità… In estrema sintesi, come afferma Binaghi, "Internet sta vincendo la sfida, tutt’altro che banale, di essere contemporaneamente un mezzo sempre più forte e di riuscire comunque a crescere sempre più rapidamente".Gli investimenti
Partendo dai numeri del 2010, Binaghi ha ricordato la differenza fra il tasso di crescita complessivo degli investimenti pubblicitari su tutti i media classici, +3,2%, e quelli sul web, +18,6%. In cifre, ciò si traduce nel superamento del miliardo di euro di investimenti (1.034 milioni di euro, per la precisione), che equivalgono a una market share dell’11%. "Una crescita ancora maggiore di quella che avevamo preventivato allo scorso IAB Forum milanese - ha commentato Binaghi -, e che inizia a mettere un po’ di paura agli altri media…".
Soprattutto, insiste Binaghi, si tratta di una crescita ‘sana’, perché coinvolge tutte le componenti dell’adv online, con l’unica eccezione del mobile: +20,2% per il display, +20,1% per la search, +17,6% per classifieds/directory/affiliate, +2,7% per l’email; unico segno negativo il -2,4% del già citato mobile.
Il trend mostrato dai dati diventa ancora più interessante prendendo in considerazione il primo trimestre di quest’anno: a fronte di un calo dei mezzi classici del -3,2%, internet ha continuato la sua corsa a doppia cifra con un +14,9%, che ad aprile (per quanto il confronto con gli altri mezzi non sia possibile, o quanto meno diventi improprio) era salito ulteriormente a quota +17,6% rispetto allo stesso quadrimestre del 2010.
Aziende e settori
L’analisi riguardante i settori e le aziende che stanno investendo o che ancora mancano al mezzo si presta perfettamente alla classica metafora del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: "Un altro segnale di crescita sana - ribadisce infatti Binaghi - è che i trend di crtescita degli investimenti riguardano sia quei segmenti e quelle imprese che hanno aumentato il proprio investimento tout court, sia chi ha invece mostrato di preferire Internet ad altri mezzi", in altri termini, quelle il cui investimento è cioè diminuito complessivamente sui media classici ma ha registrato un trend inverso per l’online.
Fra gli esempi virtuosi, Binaghi ha evidenziato Largo Consumo e Cura della Persona, che anche grazie allo sviluppo del video online sta dedicando a Internet risorse sempre maggiori.
‘Mezzo vuoto’ è il bicchiere di chi osserva come ancora solo una parte tutto sommato esigua di utenti pubblicitari - fra il 10% e il 30%, a seconda dei settori - sia approdata all’investimento digitale, così come negativa potrebbe essere la lettura della quota destinata all’online, che anche per chi investe è mediamente ancora molto bassa. "Il bicchiere ‘mezzo pieno’ è per contro nella considerazione di quanto spazio ancora ci sia per far crescere questo mercato".
Persone e accessi
Il trend di crescita e di rafforzamento riguarda naturalmente anche le persone. Dati Audiweb alla mano, gli utenti ‘potenziali’ a marzo 2011 sono ormai oltre 34 milioni, pari a una penetrazione del 71% sul totale popolazione attiva (11-74anni), con un differenziale del +7% sul marzo 2010.
Lo stesso per gli utenti effettivamente attivi, che ad aprile 2011 sono stati 26,6 milioni, in crescita del +12,4% sullo stesso mese dell’anno precedente.
Citando una chart estratta dall’Eurisko Media Monitor, indagine presentata solo pochi giorni fa, Binaghi ha poi messo in luce una volta di più come il peso di Internet stia crescendo anche all’interno della ‘dieta mediatica’ degli italiani: "Se il tempo totale dedicato ai mezzi classici è di 410 minuti a persona, 231 minuti vanno alla televisione, 50 alla radio, 34 ai quotidiani e 33 ai periodici. Internet è seconda, con 90 minuti".
I driver della crescita
I driver della crescita
Search, Social Network, Video e News sono con tutta evidenza i quattro principali motori della crescita di Internet anche nel nostro paese:
| Utenti | Penetrazione | 04/2011 vs. 04/2010 | pageviews |
tempo speso/mese
|
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| Search | 24 M | 92% | +12% | 3,6 B | 52 min |
| Social | 23 M | 86% | +14% | 22 B | 7 h |
| Video | 19 M | 71% | +17% | 2 B | 1h 5 min |
| News | 21 M | 78% | +11% | 2,8 B | 1 h 22 min |
A proposito di Social, tema sul quale verteva specificatamente l’evento romano, Binaghi ha citato poi altri due indicatori significativi: i 12 milionidi utenti quotidiani, e i 5 milioni di utenti mensili via mobile.
A questi si affiancano inoltre alcuni dati sul fenomeno emergente dei Coupon/Rewards: 12M gli utenti mensili, 45% la loro penetrazione, +113% la crescita sul 2010. E naturalmente il Mobile: i possessori di cellulari coprono in totale il 91,10% della popolazione, e ben il 68,7% ha già un accesso web, tanto che gli utenti che accedono mensilmente a Internet in mobilità sono ormai 12,9 milioni, in crescita del +33% sul 1 trimestre 2010.
Stronger & Faster
Un mezzo "ecumenico, robusto, dalle spalle larghe": questa la definizione che Binaghi dà oggi di Internet. "Con l’unico cruccio rappresentato dal mobile, sta accadendo quello che avevamo immaginato - ribadisce infatti Binaghi - con il mercato e la pubblicità che crescono di pari passo. E arriverà presto il momento in cui di tutto questo non ci stupiremo più…"
Per queste ragioni, ha aggiunto, "Lo scenario che abbiamo di fronte dovrebbe consentire nel 2011 una crescita analoga a quella del 2010: e non è un tema banale, visto l’allargamento della base di partenza…".
Tutto considerato, quindi, a fronte di una stima di chiusura d’anno che per il mercato adv nel suo complesso dovrebbe assestarsi su un valore ‘piatto’, "Passare da 1.034 milioni di euro a 1.250 milioni entro il 2011 consentirà a Internet di guadagnare ancora in termini di market share".
Ovvero, per tornare al punto di partenza dell’intervento, di crescere più velocemente e di diventare ancora più forte.
La considerazione finale ha riguardato le condizioni grazie alle quali tutto ciò potrà verificarsi: "Allo IAB Forum di Milano avevamo detto che ‘The Web is’ - ha concluso infatti Binaghi -, la rete c’è, non ‘ci sarà’… Per dirla con Google, Internet è ‘the new norm’, la ‘nuova normalità’. Certamente quello che serve alla nostra industry è migliorare le relazioni con l’utenza. Ci chiedono di capire e noi dobbiamo aiutarli, metterci al loro servizio e assumere, quando serve, il ruolo di divulgatori. Solo così potremo diventare ancora più centrali nelle loro strategie. I margini per fare un grande salto e crescere ancora di più ci sono tutti, anche più di quanto immaginiamo oggi".

