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Lancia e Bitmama insieme per Aung San Suu Kyi

L'azienda automobilistica e la società specializzata in comunicazione digitale creativa e multicanale, creano Your Face For Freedom un progetto di sensibilizzazione, contro ogni barriera fisica e culturale. Inoltre, il 10 dicembre, in contemporanea con la consegna del Nobel per la Pace, ogni partecipante sostituirà la foto Facebook con quella di 'Aung San Suu Kyi Free Now'.
Nel ventennale del crollo del Muro, la città di Berlino ha ospitato il Decimo Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace, per ricordare che sono ancora tanti i muri da abbattere, muri fisici o di silenzio, che incatenano l’essenza dell’uomo: la libertà.

Per questa occasione Lancia, attenta alle tematiche sociali e sponsor ufficiale del Summit, e Bitmama, specializzata in comunicazione digitale creativa e multicanale, creano un inedito progetto di sensibilizzazione, contro ogni forma di barriera fisica e culturale. 

Il 12 novembre nasce www.yourfaceforfreedom.org, punto propulsivo del primo digital flash mob a sostegno della libertà della leader birmana Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per La Pace 1991, e ancora prigioniera nel suo Paese.

L’obiettivo dell’iniziativa è raggiungere il massimo di adesioni nel giro di pochi giorni, per questo Your Face For Freedom si rivolge a tutti, chiedendo di compiere un piccolo gesto dal grande significato simbolico: donare la propria immagine di profilo Facebook e fissarla sul grande Wall for Freedom del sito, con un semplice clic su 'Join Now'.

Sempre per l'occasione Lancia aveva già dedicato un film ad Aung San Suu Kyi firmato Armando Testa (vedi notizia correlata).

Poi, il 10 dicembre 2009, in coincidenza del giorno di consegna del premio Nobel per la Pace a Barack Obama, ogni partecipante sostituirà la foto Facebook con quella di 'Aung San Suu Kyi Free Now', in download dal sito stesso.

In questo modo si diffonderà simultaneamente un grande messaggio di libertà e di pace, per testimoniare la solidarietà del mondo civile e del web nei confronti di chi ancora oggi si vede negare la propria libertà.

EG