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Nasce Libero srl. Obiettivo: 200 milioni in tre anni

Advertising e cloud computing nel futuro della nuova società frutto dello spin off da Wind, che aggrega il famoso portale internet e l’Internet Service Provider ITnet. L’Ad Antonio Converti spiega le strategie di sviluppo. Salvatore Ippolito, direttore vendite, illustra la nuova offerta di spazi televisivi sulle mail, contento che si inizi finalmente a parlare di GRPs anche per la rete.
Coniugare raccolta pubblicitaria online, mail e cloud computing è la mission alla base di Libero srl. La nuova società è nata ieri dal completamento dello spin off da Wind (passata sotto il controllo della holding russa VimpelCom) del ramo d’azienda che comprende il portale Libero e l’Internet Service Provider ITnet. Oggi a Milano la presentazione ufficiale da parte del top management della nuova società.


Antonio Converti
(foto 1),  amministratore delegato ha annunciato gli obiettivi che Libero srl. intende raggiungere. In primo luogo la leadership sul mercato italiano della pubblicità online, in secondo luogo lo sviluppo del business di ITNet (web hosting, housing, e servizi a valore aggiunto), soprattutto attraverso lo sviluppo dei servizi al consumatore e alle aziende basati su tecnologie di ‘cloud computing’, ideate anche per l’utenza mobile. Con 180 addetti (di cui una trentina dedicati alla struttura commerciale) distribuiti in 5 sedi (Milano, Genova, Pisa, Roma e Ivrea), i valori aggregati delle due società nel 2010 parlano di un fatturato di circa 55 milioni di Euro di cui più del 60% derivanti dalla concessionaria Libero Advertising affidata al direttore vendite Salvatore Ippolito, e che nel 2010 ha fatto segnare un incremento del 40% nel display advertising a fronte di un incremento dell’1,5% di market share, e dove Google la fa da padrone ritagliandosi il 50% del mercato (Libero, insieme a Virgilio, MSN e Yahoo! rientra nella fascia di competitor che si dividono quasi tutto il restante 50% lasciando una piccola quota ai siti di informazione quali Corriere e Repubblica).

Per il prossimo triennio l’obiettivo è davvero ambizioso. Antonio Converti (nella foto) e il suo team puntano a ben 100 milioni di raccolta pubblicitaria e altrettanti in servizi relativi al cloud computing sviluppati dalla ITnet , di cui Gianni Signa è amministratore delegato. Insomma, 200 milioni in tre anni non sono bazzecole. “E’ vero - commenta Salvatore Ippolito a latere della conferenza stampa - si tratta di un obiettivo ambizioso, ma contiamo di crescere con una percentuale anche doppia rispetto al mercato (che viaggia a ritmi del +15%, ndr)”. Un traguardo possibile? Dipende se si vede il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. “L’Italia è il fanalino di coda nel mercato occidentale - afferma Converti - . Si pensi che gli investimenti in advertising online sia aggirano in torno al miliardo di Euro mentre Regno Unito ne totalizza 4,3, la Germania 3,4, e i nostri cugini d’Oltralpe 2”. Anche nel media mix non c’è di che stare allegri se si pensa che, sottolinea ancora: "rispetto all’8% di quota sul totale degli investimenti che si ritaglia il nostro paese in UK si viaggia al 29%, in Germania al 18% e in Francia al 16%”. Insomma, i margini per recuperare il terreno perso ci
sarebbero.

Inoltre, “Libero oggi rappresenta la più vasta internet community italiana con 12 milioni di visitatori unici al mese, il 45% di reach con 2 miliardi di page views, secondo soltanto a Facebook nella permanenza media di un’ora, e con 2,5 milioni di audience aggregati attraverso il mobile. A fine anno abbiamo assistito a una maturazione dell’advertising sul portale grazie a spot che oltre ad essere veicolati sulle televisioni sono stati programmati anche sulle mail di Libero in uno spazio ‘ad hoc’”. Ed è qui che si gioca una partita importante anche dal punto di vista pubblicitario. “Intendiamo rappresentare allo stesso tempo un’alternativa e una proposta complementare alla pubblicità televisiva grazie allo spazio televisivo che proponiamo sulla mail , in grado di garantire fino a 150 GRPs con un flight di due settimane”. Si tratta ancora della versione 1.0 di televisione in rete abbinata alla mail. Ma finalmente, conclude Ippolito, “si inizia a parlare di GRPs anche per internet”.

Automotive, telecomunicazioni, Farmaceutici, Finanza e anche Largo consumo i principali settori che da gennaio stanno investendo su questo mezzo. Su queste categorie, fa sapere Ippolito sono state condotte delle ricerche (insieme a Nielsen) per valutare i risultati post campaign in termini di: reach e frequency, impatto sul brand, creatività (gradimento), e intenzioni all’acquisto da parte degli utenti. Per la versione 2.0 l’appuntamento è rimandato a dopo l’estate con una televisione che offrirà maggiori contenuti, più spot e un conseguente allargamento della fascia oraria, al momento ristretta nello spazio compreso tra le 9 e le 12 del mattino.

Lo sviluppo del portale Libero passa anche attraverso le partnership, prima fra tutte con il sito Affari Italiani che da quando, a gennaio, è stato siglato l’accordo con Libero ha letteralmente fatto registrare un boom di visite decuplicando il traffico dei lettori.

Anche per quanto riguarda il cloud computing, dicevamo, le aspettative di Libero srl. sono decisamente buone. Oggi stimato intorno ai 190 milioni, Converti parla di un possibile raddoppio del mercato nel giro di due anni. Inoltre, afferma, “la penetrazione dei dispositivi mobili connessi in rete, dagli smartphone ai tablet ai pc portatili con chiavetta, sono destinati ad accelerare il cloud computing. E le applicazioni mobili si trasformeranno in widget che risiederanno in cloud”. Il portale Libero sarà, ovviamente, il primo cliente di questa nuova offerta.

Sul fronte pubblicitario, è prevista a fine anno una gara creativa e media per il 2012  (leggi news correlata)



Salvatore Sagone