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Nel 2011, l’e-commerce italiano vale 8 miliardi di euro, in crescita del 19%

Un’ottima annata. Per l’e-commerce italiano si prevede, nel 2011, una crescita del 19%, che porterà il valore complessivo delle vendite da siti italiani a quasi 8 miliardi di euro. In aumento anche tutti i principali comparti merceologici, a cominciare dal +41% dell’abbigliamento. A dirlo l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano in occasione dell’e-Commerce Netcomm Forum 2011.
Ottime prospettive per il mercato e-commerce italiano. È quanto si evince dai dati dell’indagine dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano, giunta alla sua decima edizione, presentata quest’oggi a Milano in occasione dell’e-Commerce Netcomm Forum 2011.

Secondo le stime per l’intero anno, il 2011 farà registrare una nuova accelerazione dell’e-commerce, con una crescita prevista del 19%, che ne porterà il valore complessivo a quasi 8 miliardi di euro.

In particolare, come spiegato da Alessandro Perego (in foto a sinistra), responsabile scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c, su base annua cresceranno sostanzialmente tutti i principali comparti di Prodotto. A guidare la classifica dei tassi di crescita è l’Abbigliamento con un incremento del +41% e un valore delle vendite di 735 milioni di euro. Seguono Editoria, Musica e Audiovisivi, la cui crescita passerà dal +21% del 2010 al +30% di quest’anno e il totale venduto sarà pari a 260 milioni di euro, e Informatica & Elettronica di consumo, che raddoppierà la sua crescita dal +11% del 2010 al +21% del 2011, per 812 milioni di euro di vendite complessive.

Risultati interessanti se si tiene conto dell’ingresso nel nostro Paese di un player come Amazon che, anziché cannibalizzare gli altri operatori, sta invece contribuendo allo sviluppo del mercato. Inoltre, si registra un vero e proprio boom di iniziative legate al Social Shopping, che traineranno soprattutto la crescita dei servizi nel 2011.



Bene tra i Servizi anche il Turismo, con una crescita del +13% e un valore complessivo delle vendite non lontano dai 4 miliardi euro, pari al 49% delle vendite e-commerce da siti italiani, anche se scende sotto quota 50% dopo ben quattro anni, e Assicurazioni, che faranno registrare nel 2011 un aumento del 15% e un valore di 667 milioni di euro. Complessivamente, anche quest’anno, cresceranno di più i Prodotti (+23%) che i Servizi (+17%), trainati questi ultimi dall’ondata del social commerce.

Sul tema è intervenuto anche Roberto Liscia (in foto a sinistra), presidente di Netcomm - Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, il quale ha sottolineato che “con 25 milioni di internet user con età compresa tra i 18 e i 64 anni e una percentuale di web shopper intorno al 35%, l’Italia è ancora lontana in termini assoluti dai ricavi del comparto nei principali mercati occidentali”. Tuttavia nel 2011 l’e-commerce italiano relativo ai prodotti dovrebbe crescere a un ritmo quasi doppio rispetto alle altre nazioni: +23% contro una media del 13% degli altri Paesi.

“Inoltre - continua Liscia - cresce di quasi un milione di unità la popolazione italiana che acquista online. Quello che colpisce ancora di più è il fatto che sono oltre 1,3 milioni i non acquirenti che hanno dichiarato l’intenzione di acquistare online nei prossimi tre mesi, numero che andrà a sommarsi agli 8,8 milioni rilevati da inizio anno, con un ritmo di crescita mai misurato prima con tale intensità. Di questi, uno su due ha acquistato online almeno una volta, 1 su 5, ovvero 5,4 milioni, è invece un acquirente abituale”.



Nel complesso si può dire che l’e-commerce pesa notevolmente sulle economie nazionali: prova ne è il caso americano, per il quale gli indici Dow Jones Industrial Average e S&P registrano un tasso di crescita dei valori di borsa delle aziende tradizionali che nel 2010 variava dall’11% al 12,8%, mentre l’Online Retail Index, che comprende anche le aziende del commercio online, rilevava un incremento del 36%, tre volte maggiore.

Cresce anche l’Export, trainato da Turismo (60%) e Abbigliamento (33%), per un mercato complessivo di 1.305 milioni di euro. Tra i sistemi di pagamento più utilizzati si conferma il primato della carta di credito (72%), seguita da Paypal (14%), bonifico bancario (7%) e contrassegno (4%). Pagamento bancario, vaglia postale e finanziamento non riscuotono grande successo. Per quanto riguarda lo scontrino medio, non si assisterà a variazioni consistenti: +4% la crescita prevista su quelli emessi per Servizi, -3% il calo che si registrerà su quelli emessi per l’acquisto di Prodotti.

Mario Garaffa