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Netcomm: le aziende investono su smaterializzazione dei pagamenti e identità digitale

Sistemi Nfc (Near field communication), PayPal, carte di credito, Qr Code, digital wallet, coupon. Gli strumenti di pagamento elettronico a disposizione sono tanti e vari, ecco perché le aziende e gli operatori del settore, per avere successo, devono necessariamente investire su approcci multicanale e multistrumento, garantendo all’utente finale un elevato grado di semplicità e sicurezza. Come fanno, per esempio, Poste Italiane, Compass e Sia.
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Grazie soprattutto alla diffusione di massa di smartphone e tablet, i pagamenti elettronici stanno vivendo una fase di vero e proprio boom. Stando ai dati presentati quest’oggi da Netcomm (vedi news), nel corso del 2013, i pagamenti via mobile sono cresciuti addirittura del 200%, arrivando a rappresentare il 12% del totale dei pagamenti online (solo l’anno prima, nel 2012, tale dato si fermava al 4%).
 
Come spiegato da Roberto Liscia, presidente di Netcomm e delegato ecommerce Europe per l’Italia, i sistemi di pagamento elettronico a disposizione sono così tanti e vari, che le aziende e gli operatori settore, per avere successo, devono necessariamente investire su approcci multicanale e multistrumento.
 
Il punto di partenza, per molti operatori, è rappresento dalla tecnologia Nfc (Near field communication), che permette di effettuare i pagamenti in prossimità, tramite un sistema che rileva la vicinanza dello smartphone ai dispositivi abilitati alla ricezione del segnale. Ma si tratta di uno strumento che deve ancora affermarsi realmente tra gli utenti, visto che, secondo i dati di Netcomm e Human Highway, all’inizio del 2013 tale tecnologia era ignota al 25% degli utenti internet, percentuale scesa al 14% all’inizio del 2014.
 
In ogni caso, stando sempre all’indagine Netcomm, il sistema di pagamento online più diffuso rimangono le carte di credito (47% dei casi), seguite da PayPal (41%).
 
L’importante è garantire sempre all’utente finale un servizio semplice (pochi passaggi) e sicuro. Esattamente come fa Poste Italiane. Come spiegato da Vincenzo Pompa, amministratore delegato Postecom, l’azienda ha da poco lanciato Poste ID, un innovativo servizio che associa l’identità digitale certificata di un utente a uno specifico dispositivo mobile, con lo scopo di rendere la transazione altamente sicura e facilmente accessibile.
 
Questi i passaggi descritti da Pompa: “Il primo step consiste nell’identificazione dell’utente garantita da Poste Italiane, poi occore effettuare il download dell’app Poste ID, infine bisogna scaricare il certificato di sicurezza. A questo punto, per completare il pagamento online, basta un codice personale”.
 
L’app Poste ID, che permette anche di firmare documenti ufficiali in forma digitale, al momento è disponibile su PosteShop e PostePay, e presto lo sarà anche su Poste.it.
 
Altra testimonianza importante è quella di Compass. Come spiegato dal direttore marketing e assicurazioni, Luigi Pace, l’azienda, già specializzata in credito al consumo, è diventata, recentemente, anche un’istituto di moneta elettronica.
 
Lo strumento principale messo in campo dalla società, come precisato da Pace, risponde al nome di Compass Pay, e consiste in una piattaforma integrata per l’inclusione finanziaria completa. In particolare, Compass Pay permette di realizzare pagamenti in mobilità con la tecnologia Nfc, operazioni di e-wallet (tipo PayPal), iniziative di credito online istantaneo, attività internazionali di money transfer, firma elettronica avanzata, e altro ancora.
 
Citiamo, infine, anche i molteplici strumenti messi a diposizione da Sia, che, come illustrato dalla business development manager, Antonella Vanara, variano dal digital wallet al Pos virtuale (quest’ultimo riguarda non solo le carte di credito, ma anche PayPal) e la suite MyBank, che consiste in un insieme di soluzioni per le banche e gli esercenti, per facilitare l’accesso al sistema europeo di online payment.
 
Nel complesso, le soluzioni di remote selling messe in campo da Sia includono: la richiesta del servizio via web, l’identificazione tramite online banking, la sottoscrizione del contratto e l’incasso, il tutto ovviamente attraverso processi completamente digitali.

Mario Garaffa